25 Maggio 2022

La trattativa Stato Mafia solo Fantascienza !

La Corte d’assise d’appello di Palermo ribalta la sentenza di primo grado: assolti Dell’Utri, Mori, Subranni e De Donno. È il crollo definitivo di un teorema assurdo

Il processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia è clamorosamente crollato. La Corte d’assise d’appello di Palermo, ribaltando la sentenza di primo grado emessa tre anni e mezzo fa, ha assolto dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato tutti i principali imputati: l’ex senatore Marcello Dell’Utri, gli ex generali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni (in primo grado condannati a 12 anni) e l’ex colonnello Giuseppe De Donno (condannato in primo grado a 8 anni).

Condannati Bagarella e Cinà

La corte, composta da giudici sia togati che popolari, ha invece confermato la condanna per i boss Leoluca Bagarella (riducendola da 28 a 27 anni di reclusione) e Antonio Cinà (12 anni). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni, ma dal verdetto è possibile immaginare la logica seguita dalla corte: attraverso le stragi del 1992 e 1993, Cosa nostra minacciò le istituzioni dello Stato, ma queste non si piegarono a patti. In altre parole, la trattativa ipotizzata più di dieci anni fa dai pm di Palermo (Antonio Ingroia e Nino Di Matteo su tutti) non ci fu.

Una sentenza coraggiosa, quella dei giudici d’appello, che ha il merito di stabilire una verità processuale coerente con la verità storica, e anche con una serie infinita di sentenze passate in giudicato che hanno sempre negato l’esistenza di una trattativa tra lo Stato e la mafia.