25 Maggio 2022

I gemelli Winklevoss sfidano Facebook con il loro metaverso

Era il lontano 2010 quando il film The Social Network aveva raccontato al mondo le vicende di quattro ragazzi e il primo social media a fare la storia. Di Mark Zuckerberg c’è poco da dire, l’uomo che ad oggi è associato a Facebook, ma poco si è parlato degli altri tre coinvolti. Edoardo Saverin, cofondatore di Facebook, dopo aver vinto la battaglia legale contro Zuckerberg, che gli ha permesso di conservare il suo status di fondatore, ha iniziato a investire in startup come Qwiki e Jumo di Chris Hughes. Ma di lui poco si sa, se non la certezza che non sia rimasto in buoni rapporti con Zuckerberg.

Tutto ha inizio con Facebook

Al contrario, i gemelli Winklevoss, stanno facendo tanto parlare di loro, azzeccando una serie di progetti e investimenti che dimostrano la loro rivincita e la tanto ostentata intelligenza. Li ricordiamo, appunto, nel 2004 quando avevano avuto l’idea per la creazione di un social-network universitario, riservato ai soli studenti di Harvard, al quale avevano dato il nome di HarvardConnection.com, fu a quel punto che chiamarono il compagno di corso Mark Zuckerberg per sviluppare l’idea, ma quest’ultimo si ritirò dal progetto dopo pochi mesi, ciò che successe dopo è storia. Ad oggi, sono noti per la loro genialità nel programmare nuove fasi di sviluppo digitali, creandosi una certa fama nel campo delle criptovalute. Nel 2014, ben 10 anni dopo le vicende appena ciate, infatti, fondarono Gemini, un mercato costituito da monete virtuali: una piattaforma sulla quale oggi vengono scambiare 33 diverse criptovalute che è in concorrenza con il king Coinbase. Dopo aver finanziato Gemini, i fratelli Tyler e Cameron, hanno lanciato l’ennesima sfida al fondatore di Facebook, che da poco ha annunciato la notizia di Metaverse (una piattaforma che consuma e comprende ogni relazione di lavoro, commercio e intrattenimento che si mescolano sotto un unico grande tetto).

Un patrimonio da 10 miliardi e il nuovo metaverso

Sembravano anni di tregua, e invece sembra proprio che i gemelli vogliano togliersi qualche sassolino dalle scarpe, riuscendo a raccogliere ben 400 milioni per il loro metaverso. La guerra tra Meta e Gemini è dunque aperta, il crypto-exchange dei gemelli Winklevoss, Gemini, dunque assegnerà il capitale ottenuto con il suo round di finanziamento nello sviluppo di “diversi servizi in svariati metaversi”.

“Costruiremo un’esperienza Gemini in diversi metaversi, dove si potrà andare in Gemini e fare trading in modo immersivo”.

Così Tyler spiega che la loro propensione è quella di non investire in numerose filiali nel “meatspace”, ma piuttosto la società mira a diffondersi in più metaversi. A chiarire maggiormente la portata di questo cambiamento è Forbes, che chiarisce che i gemelli manterranno il 75% della proprietà di Gemini, con il partner generale di Morgan Creek Sachin Jaitly che si unisce al consiglio di amministrazione come parte dell’investimento di 75 milioni di dollari della sua azienda, portando il patrimonio complessivo quasi a raddoppiare, passando dai 6 miliardi di dollari di aprile ai 10,5 miliardi di oggi contro il patrimonio netto di 97 miliardi di dollari di Zuckerberg e 14,5 miliardi di Edoardo Saverin. C’è dunque grande attesa, non solo per la grandezza del progetto, ma per l’ennesima sfida a colpi di click tra il duo e Mark Zuckerberg, che dovette già risarcirli nel 2011 con ben 65 milioni di dollari. Anche Cameron, cerca di chiarire il progetto, sostenendo che:

“In questo momento, in termini di tecnologia ci sono due percorsi paralleli, c’è un percorso centralizzato, come quello Facebook o Fortnight, che è a un passo dall’essere un metaverso, e va benissimo. Ma c’è un altro percorso, che è il metaverso decentralizzato, ed è questo in cui riteniamo ci siano una maggiore scelta, indipendenza e opportunità. E c’è una tecnologia che protegge i diritti e la dignità degli individui”.

La tanto desiderata rivincita sembra alle porte

Una scalata piena di rivincite che ha un inizio vero e proprio nel 2013 con i bitcoin, acquistati dopo un suggerimento avuto da operatori finanziari d’avanguardia durante un party a Ibiza, quando la criptovaluta valeva 8 dollari: oggi un Bitcoin ne costa 56 mila. Continua poi con Protocol Labs: un sistema open source col quale i loro clienti dovrebbero poter costruire nuovi tipi di servizi decentralizzati, e prosegue ora con l’ultima sfida, proprio sul mondo dei social media, una sorta di rivincita che da loro soddisfazione e gli permette di guadagnare una fama e il rispetto che da sempre hanno affermato di meritare.