22 Maggio 2022

Esplosione Ravanusa: tutti gli aggiornamenti

A due giorni di distanza dalla tragedia che ha colpito la cittadina di Rivanusa, si contano le vittime e ci si domanda se il disastro si poteva evitare.

Tutto ha avuto inizio 36 ore fa con l’esplosione per una fuga di gas a Ravanusa, Sicilia, che ha distrutto 4 palazzine e ne ha devastate altre 4. “La Beirut della Sicilia”, così è stato descritto il disastro che nel giro di un attimo ha tolto la vita a 7 persone, un bilancio che sale e che inaugura la fase della commemorazione e degli interrogativi.

Le vittime dell’esplosione

Giornata importante quella di oggi, che ha portato anche alla localizzazione della probabile posizione in cui si troverebbero altri due dispersi, un uomo di 70 anni e il figlio di 30 anni, ancora sotto le macerie. I corpi degli altri dispersi, invece, erano tutti insieme, sotto le macerie della palazzina di quattro piani crollata con l’esplosione di sabato notte. Si tratta di Selene Pagliarello, la donna al nono mese di gravidanza, e della sua famiglia: suo marito Giuseppe Carmina e i genitori di quest’ultimo, Angelo Carmina e Enza Zagarrio, che abitavano al terzo piano.

La quinta vittima dovrebbe essere, anche se ancora non c’è stata l’identificazione ufficiale, Carmela Scibetta, la moglie del professore Pietro Carmina, il cui corpo era stato recuperato ieri, e infine Gioachina Calogera Minacori.

Erano tutti imparentati fra loro i nove inquilini del palazzo di via Trilussa spazzato via dall’esplosione. Al primo piano abitava Rosa Carmina, la prima estratta viva sabato notte, dopo di lei sua cognata Giuseppina Montana, anche lei uscita indenne dal crollo. Erano momenti che sarebbero dovuti essere gioiosi un nipotino in arrivo e le feste alle porte, e che invece si sono trasformati in tragedia.

Il disastro era evitabile?

Cinque giorni prima della strage, c’era stato un intervento di manutenzione ordinaria sull’impianto della rete di metano, che però non aveva evidenziato alcun problema. Questo è quanto è emerso dall’accertamento dei carabinieri che ora dovranno acquisire il verbale dell’intervento alla rete di gas metano effettuato, per accertare le cause e se il collaudo sia stato eseguito nella maniera adeguata.

È stato spaventoso. Sembrava una bomba atomica, abbiamo anche pensato che un aereo fosse caduto qui vicino. Siamo vivi per miracolo“, come rilasciato all’agenzia Adnkronos da Calogero Bonanno, un docente di Palermo che è sopravvissuto al disastro.

Mia moglie stava allattando la bimba di 4 mesi quando abbiamo sentito lo scoppio e abbiamo pensato che l’edificio si fosse spostato – ha raccontato l’uomo ancora visibilmente provato – subito con gli altri due miei figli, di 5 e 11 anni, siamo scesi per strada. C’erano vetri e fiamme ovunque. Tutti gli infissi scoppiati. Non capivamo se ci fosse stato il terremoto. La paura è stata tanta. Siamo davvero vivi solo per miracolo“, ha concluso.

Nella zona dell’esplosione ha fatto un sopralluogo anche il prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa, che in una dichiarazione ha parlato di come si siano svolte tutte le attività di soccorso, sempre ai microfoni di Adnkronos: “Il sistema di soccorso ha funzionato perfettamente, con la tempestività, l’impegno e la serietà da parte di tutti. C’è tanto lavoro da fare – ha spiegato – Fin da subito è stato possibile inquadrare la situazione in tutta la sua drammaticità. Il resto si scriverà nei prossimi giorni“.

“Odore di gas”, questo continuano a riportare numerosi abitanti del paese, che con i giornalisti e le reti televisive sottolineano come ancora il problema non sia risolto. Tubi del gas in vista e lavori fermi da mesi. Tesi, quella della puzza di gas, sostenuta da diverse persone sentite dagli inquirenti, che continuano a dire che da giorni “si sentiva puzza di gas in tutta la zona”.

Dalle ultime informazioni odierne, emerge che l’innesco sarebbe stato dovuto all’ascensore della palazzina. “Il gas si è accumulato o nel sottosuolo o in un ambiente chiuso. A innescare l’esplosione potrebbe essere stata anche l’attivazione dell’ascensore“- ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino – “Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi – ha proseguito – certo è che un’esplosione così è un evento eccezionale“.

L’onda d’urto avrebbe poi coinvolto le palazzine attigue devastando l’intero isolato. Proprio quell’isolato che assiduamente ci viene mostrato in queste ore dai media, che ancora una volta mostrano una tragedia, e che ci portano inevitabilmente a riflettere.

Il paese si riunisce per commemorare le vittime

La gente di Ravanusa non lascia la zona della devastazione. Da sabato sera aspetta con apprensione notizie sui dispersi. Attende che siano recuperate tutte le persone dalle macerie. Un silenzio rotto solo dal suono della tromba dei vigili del fuoco, un suono presagio di un ritrovamento. Il doppio suono fa ripartire i macchinari e le ricerche. Si parla, si prega, e ci si fa forza a vicenda, per superare una notte che ha cambiato per sempre la storia di quel paese.