25 Maggio 2022

House of Gucci: la famiglia contro il film

Non si arresta il chiacchiericcio attorno al film più atteso dell’anno, le cui vicende si ispirano direttamente alla vera storia della famiglia Gucci, e in particolare alla tragedia che li vede coinvolti. Il film in questione è proprio l’ultima produzione del noto Ridley Scott, già affermato nel mondo cinematografico grazie a produzioni di fama mondiale come Alien, Blade Runner (1982) e altre pietre miliari del cinema. House of Gucci però sarebbe al centro delle polemiche, scatenate proprio dalla famiglia al quale si ispira, e che fonda lo sviluppo del plot proprio su Maurizio Gucci, capo della casa di moda Gucci tra gli anni Ottanta e Novanta, e di sua moglie Patrizia Reggiani. Quest’ultima fu condannata a 29 anni di prigione (in seguito ridotti a 16) come mandante del suo omicidio.

Il film è atteso nelle sale Italiane il 16 dicembre, ma ancor prima della sua uscita ufficiale tra le poltrone rosse che tanto ci erano mancate, il chiacchiericcio in merito ad alcune controversie continua ad essere alimentato. Positivo o negativo, infondo non fa altro che alimentare l’hype intorno all’esordio, che di fatto è sulla bocca di tutti. Se in Italia manca ancora una settimana, nei cinema di diversi paesi la programmazione è già in corso, ma già dalla prima le critiche non sono mancate. In primis gli attori, accusati di parlare in inglese con accento italiano non proprio corretto (la stessa Lady Gaga è stata accusata di parlare quasi con una pronuncia russa), per il trasformismo di alcuni di loro, e per l’approccio quasi satirico e troppo enfatizzato della trama.

Le dichiarazioni degli eredi

Tuttavia, il vero caos è stato sollevato proprio dagli eredi, che in una lunga lettera hanno sfogato tutto il loro disappunto: “La famiglia Gucci, nel ramo discendenti di Aldo Gucci, prende atto dell’uscita del film House of Gucci con sconcerto” così esordisce la lettera, sottolineando come il film non racconti la vera storia, a partire già dal trailer rilasciato. “La produzione non si è curata di interpellare gli eredi prima di descrivere Aldo Gucci – presidente dell’azienda per trent’anni – ed i membri della famiglia come teppisti, ignoranti e insensibili al mondo che li circondava. Ciò è estremamente penoso sotto un profilo umano e un insulto all’eredità su cui il marchio è costruito oggi”.

Non solo la descrizione di Aldo Gucci, ma lo sdegno per la ricostruzione ritenuta addirittura “censurabile e ricostruita in maniera mistificatoria ai limiti del paradosso” della figura della mandante. Una storia che a detta della famiglia avrebbe meritato più sensibilità, il cui scopo sarebbe stato sempre quello di  onorare il lavoro dei loro antenati e “la cui memoria non merita di essere importunata per mettere in scena uno spettacolo non veritiero e che non rende giustizia ai suoi protagonisti”. 

Attori e rappresentazioni viste come mancanza di rispetto

Uno dei problemi principali, dunque, secondo la famiglia, sarebbe proprio la presenza di Aldo Gucci, lo zio di Maurizio, che nel film viene interpretato dal famoso Al Pacino. Non solo un “ospite indesiderato”, ma anche una ricostruzione che secondo i parenti risulta mistificatoria e paradossale. L’accusa forse più grande è rivolta al personaggio di Patrizia Reggiani, che nel film viene mostrata come “una vittima che cercava di sopravvivere in una cultura aziendale maschile e maschilista”.

Insomma, secondo il giudizio di chi è vicino alle vicende il film si presenta come una sorta di mancanza di rispetto, e nonostante la fama di chi vi sta dietro, Ridley Scott alla regia, Lady Gaga, Adam Driver, Jared Leto e Salma Hayek, il commento non è proprio roseo. È dunque arrivata la risposta del director, che ha sentito la necessità di mettere a tacere i pettegolezzi e di giustificare scelte che secondo la sua opinione non sono state colte correttamente.

Il regista Ridley Scott risponde alle accuse

“Le parole degli eredi Gucci sono offensive in modo allarmante, dicono che Al Pacino non rappresentava fisicamente Aldo Gucci in nessun modo, eppure – sostiene Scott – francamente come potrebbero essere rappresentati meglio che da Al Pacino? Scusatemi! Probabilmente avete i migliori attori del mondo a interpretarvi, dovreste sentirvi così fottutamente fortunati”.

Inoltre il regista tiene a rispondere anche alle accuse che insinuano che il film è stato fatto per “far ridere”, sostenendo che: “Penso che molto sia comico. Sicuramente per i primi due atti. Per quanto riguarda Jared Leto invece, non ci sono molte informazioni sul suo personaggio, ma ci sono immagini di Paolo e lui è esattamente uguale. Abbiamo trovato le foto e Jared si è mosso e vestito nel modo in cui Paolo lo faceva. Non c’è molto materiale di Paolo che parla davanti alla telecamera. E quindi doveva essere, in una certa misura, immaginato, ma chiaramente Paolo era un uomo molto colorato e sgargiante”. Una lotta a colpi di battute e accuse, che mette a dura prova il pubblico, diviso tra chi ricorda le vicende e le sostiene e chi vuole semplicemente godersi un film nelle sale cinematografiche.