27 Settembre 2022

Incarcerati 488 giornalisti nel 2021: mai così tanti

Tema passato un po’ in sordina a causa dei danni persistenti della pandemia in corso, la denuncia di Reporter Senza Frontiere mette in evidenza come nel 2021 sia stato registrato un numero record di giornalisti detenuti.

“Mai così tanti dalla creazione del rapporto nel 1995”, si legge nel comunicato della Ong.

Un report che non lascia spazio a buone prospettive

Come riporta l’agenzia Adnkronos, nel 2021 sarebbero stati ben 488 i giornalisti imprigionati in tutto il mondo, fatto avvenuto durante lo svolgimento del loro lavoro. Una denuncia forte quella dei Reporters sans frontières (Rsf), che in particolar modo ha voluto porre l’attenzione sul fatto che un numero tanto alto (in 5 anni di attività di monitoraggio) non si era mai registrato. Le situazioni più gravi, come si legge nell’articolo, sarebbero quelle in Bielorussia, Myanmar e Cina.

Il rapporto prosegue poi con una spiegazione: “Questo aumento significativo del numero delle detenzioni arbitrarie è provocato in particolare da 3 Paesi i cui governi sono indifferenti al desiderio di democrazia dei loro cittadini”.

La situazione più allarmante sarebbe quella in Myanmar, dove lo scorso febbraio i militari hanno ripreso il potere con un colpo di Stato, portando il rapporto a contare ad oggi 53 giornalisti in prigione, ponendo inoltre l’attenzione sullo scorso anno, che ne contava solo 2. Il rapporto prosegue poi evidenziando le problematiche degli altri luoghi, dimostrando come in Bielorussia dopo la discussa rielezione di Alexander Lukashenko alla presidenza nell’agosto 2020, si contano ben 32 giornalisti in carcere, mentre un anno fa erano sette.

Anche la Cina merita attenzione, in particolare, sarebbe stata preponderante per questo cambiamento negativo, la legge per la sicurezza nazionale di Hong Kong, un tempo un modello per il rispetto della libertà di stampa nella regione grazie al suo status speciale, dove negli ultimi mesi sono stati arrestati almeno 10 giornalisti. Messico e Afghanistan restano i due paesi più pericolosi per i giornalisti quest’anno, con rispettivamente 7 e 6 morti, seguiti da Yemen e India al terzo posto, con 4 giornalisti uccisi ciascuno.

Il report prosegue poi con altri dati interessanti

Ad aumentare anche il numero giornaliste detenute. Risultano infatti molto numerose anche le donne reporter tratte in arresto. “Mai RSF ha registrato così tante giornaliste detenute”, si legge su Reporter Senza Frontiere, che conta un totale di ben 60 donne, un terzo in più rispetto al 2020. Gli uomini rappresentano ancora la maggioranza dei giornalisti incarcerati nel mondo (87,7%), la Bielorussia rappresenta il Paese che ha rinchiuso più giornaliste (17) che colleghi uomini (15).

Seppur minimamente rassicurante, vi sono stati meno giornalisti uccisi nel 2021, questo grazie “all’evoluzione dei conflitti regionali (Siria, Iraq e Yemen) e della stabilizzazione dei fronti dopo il 2012 e 2016, che sono stati particolarmente micidiali”, sottolinea il report, che specifica come quest’anno si registra il livello più basso di giornalisti uccisi degli ultimi 20 anni. Di grande importanza in questo piccolo passo avanti: le campagne delle organizzazioni per la libertà di stampa, tra cui RSF, per l’attuazione di meccanismi internazionali e nazionali volti a proteggere i giornalisti.

Notizia rassicurante, che tuttavia, riporta ancora una media di quasi un giornalista a settimana ucciso in relazione al proprio lavoro. RSF, infatti, ha stabilito che il 65% dei giornalisti uccisi nel 2021 è stato deliberatamente preso di mira ed eliminato.

Reporter senza frontiere – Le dichiarazioni ufficiali

“Il numero estremamente elevato di giornalisti in detenzione arbitraria è opera di tre regimi dittatoriali”. ha affermato il segretario generale di RSF Christophe Deloire.

“È un riflesso del rafforzamento del potere dittatoriale in tutto il mondo, un accumulo di crisi e la mancanza di scrupoli da parte di questi regimi – continua, supponendo che – Potrebbe anche essere il risultato di nuove relazioni di potere geopolitico in cui i regimi autoritari non sono sottoposti a pressioni sufficienti per frenare le loro repressioni”.

I casi più eclatanti del 2021

Reporter senza frontiere, infine, elenca alcuni dei casi più eclatanti di questo anno che sta per concludersi.

La pena detentiva più lunga di quest’anno, 15 anni, è stata imputata sia ad Ali Aboluhom in Arabia Saudita che a Pham Chi Dung in Vietnam. I processi più lunghi vengono inflitti invece ad Amadou Vamoulké in Camerun e ad Ali Anouzla in Marocco. I giornalisti più anziani detenuti sono Jimmy Lai a Hong Kong e Kayvan Samimi Behbahani in Iran, che rispettivamente hanno 74 e 73 anni. Il giornalista francese Olivier Dubois è stato l’unico giornalista straniero ad essere rapito quest’anno. È tenuto in ostaggio in Mali dall’8 aprile.