1 Ottobre 2022

ACCADDE DOMANI – Il 19 dicembre 1915 nasce Édith Piaf

Édith Giovanna Gassion, in arte Édith Piaf nasce il 19 dicembre 1915 nel quartiere operaio di Parigi, al civico 72 di Rue Belleville, da due artisti di strada.
La leggenda narra che la madre di Édith partorisce davanti agli scalini dell’abitazione, aiutata da un poliziotto, mentre il padre, dopo la rottura delle acque della moglie, si assenta per chiamare un’ambulanza cedendo però alla tentazione di fermarsi in tutti i bistrot che incontra sulla via, per festeggiare il lieto evento e tornare poi a casa solo a nascita avvenuta, completamente ubriaco.  
Édith vive un’infanzia travagliata, per le condizioni di degrado familiare – è accudita dalla nonna paterna, tenutaria di un bordello – e per una malattia agli occhi. Inizia ad esibirsi per strada con il padre, contorsionista, a soli otto anni e dimostra da subito le sue eccezionali doti canore. Si narra che stesse cantando La Marsigliese quando nel 1935 un direttore di cabaret la nota per strada. 

Dalle stalle alle stelle

Nel 1936 registra la sua prima canzone con il nome d’arte: Les Mômes de la cloche, e da quel momento inizia ad imporsi sul panorama musicale francese come un’interprete anticonformista e passionale; tra i suoi primi ammiratori ci sono Jean Cocteau e  Maurice Chevalier. La sua carriera è in ascesa, fino a conquistare nel ’46 il successo americano. 
Nasce così, in riferimento alla sua voce, il mito dell’usignolo che dagli anni Quaranta agli anni Sessanta avrebbe incantato le platee di tutto il mondo. Dall’immortale La vie en rose (1946) alla grintosa Non, je ne regrette rien (1960),  la Piaf riesce a cantare l’amore per gli uomini e per la vita, senza mai incorrere nei rimpianti e con la capacità di ripartire ogni volta da zero.

L’impegno nella Restistenza 

Durante la seconda guerra mondiale Édith continua la sua attività, esibendosi con il tricolore francese e cantando inni patriottici, benché i tedeschi abbiano occupato Parigi e sia costretta a subire censure e pesanti pressioni. Nello stesso periodo intraprende una serie di viaggi in Germania, nei quali canta nei campi di concentramento per i prigionieri connazionali.
In queste circostanze la Piaf si fa fotografare con i detenuti per poi utilizzare le sagome dei loro volti per falsificare documenti che servono a farli evadere dai campi. Con i 147 documenti ottenuti, ben 118 prigionieri riescono ad evadere, passando alla storia come i musicisti della signora Piaf.

Un’icona internazionale

Édith  è molto amata nell’ambiente dello spettacolo (Marlene Dietrich è sua testimone di nozze).
L’artrite reumatoide e l’abuso di antidepressivi, la consumano però giorno dopo giorno e il 10 ottobre del 1963 viene stroncata da un aneurisma. 
Alla sua persona è dedicato il film La vie en rose, diretto da Olivier Dahan e interpretato magistralmente dall’attrice Marion Cotillard, premiato nel 2008 con due Oscar.