18 May 2022

Vittoria di Gabriel Boric: un socialdemocratico alla guida del Cile

Lotte studentesche

Elezioni significative in Cile dove il trentacinquenne Gabriel Boric è stato eletto nuovo presidente del Paese, superando l’avversario di estrema destra Antonio Kast. Boric è stato una figura di spicco del movimento studentesco del 2011, caratterizzato da proteste contro l’alto costo delle rette per l’istruzione pubblica e i prestiti dello stato alle banche private per finanziare tali rette. Con l’obiettivo di un’istruzione più democratica, che abbattesse le disuguaglianze sociali, il movimento studentesco aveva ampliato le proprie rivendicazioni alla necessità di una nuova costituzione e di una rinazionalizzazione delle miniere di rame, proprio per finanziare l’istruzione pubblica. In quel contesto di lotte politiche si è fatto strada l’attuale, più giovane presidente della storia del Cile, Gabriel Boric.

Il candidato sconfitto

Il candidato dell’ultradestra José Antonio Kast ha dichiarato la sconfitta, con un risultato sorprendente; inizialmente erano quasi in parità e poi Boric ha vinto al ballottaggio. La vittoria di Kast al primo turno era stata accolta con stupore, poiché negli ultimi anni l’opinione pubblica cilena si era sempre orientata verso una rottura con il passato, laddove Kast si era invece dichiarato simpatizzante di Pinochet. Le sue posizioni di estrema destra, all’interno del Frente Social Cristiano erano a favore dell’aborto e contro le comunità LGBTQ, i migranti ecc. La sua vittoria avrebbe certamente cambiato gli equilibri politici dell’intero Sud America.

Manifestazioni in piazza

Nel 2019, c’erano state una serie di manifestazioni di piazza, con milioni di persone, per l’aumento del prezzo del biglietto della metro. Il pretesto del rincaro relativo ai mezzi pubblici diveniva elemento di ulteriore discriminazione per le classi più povere, pertanto i cittadini cileni hanno iniziato a chiedere insistentemente una nuova costituzione portando in vetta alle previsioni elettorali i candidati di sinistra. Così Boris, grazie al suo attivismo politico in prima persona, con il 56% delle preferenze, condurrà il Cile in questo cammino progressista, con il suo partito Convergencia Social (Cs). Nelle strade di Santiago la folla ha festeggiato e Boric ha annunciato nuovamente il suo programma di riforme economiche e democratiche, dichiarando la sua apertura all’ascolto e all’impegno nella lotta ai privilegi di pochi, per sostenere l’intera popolazione. Come si evince da Androknos, ha dichiarato: “Il Cile è stata la culla del neoliberismo. Ora dovrà essere la sua tomba”.