24 Settembre 2022

Covid: superati i 30.000 contagi – nuovo decreto in arrivo

Non si ferma il trend crescente di contagi da covid che spaventa l’Italia e il mondo intero. Anche ieri, come riporta Dire, le notizie non sono delle migliori, infatti, solo nella giornata odierna si sono registrati ben 36.293 nuovi casi di positività al coronavirus (ieri 30.798) e 146 i decessi (ieri 153). Dati che spaventano, soprattutto in vista delle feste, al vaglio dell’analisi degli esperti.

Il dato di ieri, infatti, è il più alto dal 21 novembre 2020, quando però il numero di decessi era stato ben superiore (633).  Il totale degli attualmente contagiati arriva al tetto di 384.144 unità. Importante e mai da trascurare, il “tasso di positività”, cioè il rapporto tra il numero totale dei tamponi effettuati e quelli che risultano postivi, che si attesta al 3,6% (in calo: ieri era al 4,8%). Il dato è stato elaborato in base ai risultati di ben 851.865 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. Il primo giorno della settimana invece, ne contava 337.222. Degli oltre 380mila italiani attualmente positivi, 8.381 sono ricoverati con sintomi nei reparti ospedalieri ordinari (+280, ieri erano 8.101) e 1.012 nei reparti di terapia intensiva (+25, erano 987; 96 gli ingressi giornalieri). I soggetti tenuti sotto osservazione medica in isolamento domiciliare sono invece 374.751 (+14.136, erano 360.615). Il totale dei dimessi e dei guariti è arrivato a 4.916.068.

Le ultime notizie dall’Italia

Ad oggi in zona gialla troviamo il Friuli-Venezia Giulia, Alto Adige, Trentino, Calabria, Veneto, Liguria e Marche e iniziano ora a spuntare le prime regioni a rischio zona arancione. Il grande cambiamento però, non è atteso per i prossimi giorni ma quasi sicuramente dopo Natale e Capodanno, in cui già dal 3 gennaio, la situazione potrebbe cambiare.  Anche se il vero impatto delle feste su contagi e ospedalizzazioni lo si vedrà probabilmente al rientro dalle ferie, dal 10 gennaio in poi.

A spaventare, ancora una volta è una variante, che come riporta l’agenzia Adnkronos, fa riflettere su misure che arrivano in concomitanza con l’avvertimento da parte dell’Oms: “Possiamo vedere un’altra tempesta in arrivo. La variante Omicron sta diventando dominante, o lo è già, in diversi paesi tra cui Danimarca, Portogallo e Regno Unito, dove i suoi numeri raddoppiano ogni giorno e mezzo, con tassi di trasmissione mai visti prima“, dice Hans Kluge, direttore dell’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa. I casi aumentano, e dopo solo un mese dalla sua prima individuazione, la variante è già stata trovata in 38 dei 53 paesi della Regione europea dell’Oms. “Boost, boost, boost”, ha aggiunto, sottolineando che “il booster è la difesa più importante contro Omicron”. L’invito si discosta dalla linea ufficiale dell’Oms i cui vertici più volte hanno ammonito i governi che la terza dose di vaccino è un lusso e sarebbe meglio cedere i vaccini in più ai Paesi in difficoltà.

La stretta e le parole del premier Mario Draghi

Davanti ai giornalisti, il presidente del Consiglio, ha parlato alla conferenza stampa di fine anno, affrontando chiaramente il tema della pandemia. I punti affrontati sono stati diversi, dalle mascherine all’aperto ai tamponi per i vaccinati, anticipando in parte ciò che troveremo nel prossimo decreto. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di “prepararsi al peggio”, nell’eventualità che la curva epidemiologica peggiori ancora. “I grafici italiani appaiono migliori di quelli della maggior parte dei Paesi europei, ma è per questo che rimane fondamentale agire d’anticipo con misure e restrizioni”.

Sì alle mascherine all’aperto

Tra i possibili cambiamenti, dunque, sembrerebbero esserci proprio le mascherine. Attualmente la restrizione che segna il passaggio dalla zona bianca a quella gialla è proprio l’obbligo di mascherina anche all’aperto. Il decreto anticipato da Draghi con buone probabilità estenderà l’obbligo su tutto il territorio nazionale, e quindi non solo in alcune regioni.  “Sul tema c’è già molta apertura, la cabina di regia non avrà grossi problemi a trovare un accordo”, ha spiegato Draghi, sottolineando la necessità di misure simili per prevenire l’ulteriore peggioramento della curva epidemiologica. L’altra novità a riguardo è poi un possibile obbligo di mascherina FFP2 nelle situazioni in cui il rischio di assembramento sia maggiore.

Tampone anche per i vaccinati

L’altro tema che sembra confermato sarebbe quello dei tamponi anche per i vaccinati. Non un obbligo, ma una forte raccomandazione a chi ha già ricevuto due dosi di vaccino o la dose booster: di fatto, come ormai reso noto, anche gli immunizzati possono infettare o infettarsi seppur in modo lieve. “La cosa che è importante da capire è che tra la seconda e la terza dose, quando la durata tende a scadere, serve fare il tampone”, ha anticipato il presidente. Una direttiva temporanea quindi che servirebbe a garantire maggiore protezione durante le feste, e che ci verrà data con più chiarezza il 23 dicembre, giorno in cui la cabina di regia si riunisce.

No al ritorno prorogato nelle scuole

Sempre più evidente è la diffusione del virus tra i più piccoli. I dati parlano chiaro: 10 mila classi in dad e quarantena. L’altro grande tema molto dibattuto è appunto quello del rientro a scuola dalle vacanze natalizie, quindi l’ipotesi di riprendere con le sole lezioni a distanza. Scenario che sembra però essere escluso dal premier: “Con il ministro Bianchi siamo d’accordo sul fare il possibile affinché l’ipotesi di una scuola non in presenza non possa verificarsi – e che suggerisce – Screening potenziato, attività di testing continua e vaccinazioni. Oggi importantissime anche per i bambini”.

L’obbligo vaccinale non è escluso

Il presidente Draghi, ha infine definito quello dell’obbligo un tema che il governo non smetterà di tenere in considerazione. “Se la pandemia dovesse peggiorare ancora quella dell’obbligo di vaccinazione anti Covid sarà una questione che il governo dovrà discutere a brevissimo – ha assicurato Draghi. “La maggior parte dei ricoverati in intensiva è non vaccinata”. Per ora però esclude l’idea di un lockdown riservato ai non immunizzati, in atto in altri paesi.

L’altro accorgimento, fortemente legato al tema dei tamponi, sarà con buone probabilità la riduzione del periodo di validità della Certificazione verde Covid-19. La durata del Green pass potrebbe scendere a 6 mesi di validità. “Si è scoperto che la seconda dose declina più rapidamente di quanto si pensasse all’inizio – ha spiegato Draghi – questo porterà domani a discutere i termini di validità del pass sanitario, diventato ormai enfaticamente uno strumento di libertà”.