27 Settembre 2022

Il green new deal e il libero mercato.

Il Green New Deal allarga le maglie del mercato europeo. La commissione rivede le regole in materia di concorrenza e sussidi pubblici per favorire il conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo.  

La commissione europea ha approvato il 21 dicembre la nuova disciplina in materia di aiuti di stato a favore di ambiente energia e clima (disciplina CEEAG1). La nuova disciplina CEEAG entrerà ufficialmente in vigore a decorrere da gennaio 2022. Tale revisione è finalizzata a facilitare ulteriormente gli investimenti in settori strategici per il raggiungimento degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni. In sostanza si è allargato lo spettro delle categorie che possono beneficiare di esenzioni. Ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio; infrastrutture per la riconversione della mobilità urbana e per l’uso dell’idrogeno; economia circolare; protezione della biodiversità; agevolazioni per efficientamento energetico degli edifici come il superbonus del 110%. Sono tutti ambiti di investimento che potranno beneficiare di regole più flessibili che dovrebbero permettere ai singoli Stati di perseguire gli obiettivi secondo le priorità e le condizioni specifiche di ogni paese dell’ Unione Europea. Secondo quanto dichiarato dal commissario europeo alla concorrenza Margrethe Vestager nella conferenza stampa di presentazione delle nuove linee guida: “L’Europa avrà bisogno di una notevole quantità di investimenti sostenibili per consentire la sua transizione verde. Sebbene una quota significativa verrà dal settore privato, il sostegno pubblico svolgerà un ruolo nell’assicurare che la svolta avvenga in modo rapido. La nuova disciplina approvata oggi potenzierà quanto stiamo facendo per decarbonizzare la nostra società. Faciliterà, tra gli altri, gli investimenti degli Stati membri, anche nel settore delle energie rinnovabili, al fine di accelerare il conseguimento del nostro Green Deal in modo efficace sotto il profilo dei costi. Si tratta di un passo importante per garantire che le nostre norme in materia di aiuti di Stato svolgano appieno il loro ruolo nel sostenere il Green Deal europeo.”  

 

Cosa cambia in concreto

La disciplina CEEAG, andrà a sostituire l’attuale disciplina in materia di aiuti di Stato per l’ambiente e l’energia (EEAG) e stabilisce le condizioni alle quali gli aiuti pubblici riconosciuti dagli Stati membri potranno essere considerati compatibili con il mercato unico e coerenti con gli obiettivi climatici. In questo modo i governi nazionali potranno attuare misure di aiuto di Stato senza darne notifica preventiva alla Commissione. Vengono estese le categorie di investimenti e tecnologie che gli Stati membri possono sostenere a tutte quelle finalizzate alla riduzione e alla prevenzione delle emissioni di gas serra: fonti di energia rinnovabile, efficienza energetica dei processi di produzione e decarbonizzazione industriale. Sono incluse anche forme di inquinamento non legato ai gas serra, come la perdita di biodiveristà o l’inquinamento acustico. Si introducono modifiche alle attuali norme sugli sgravi da prelievi sull’energia elettrica per gli utenti ad alto impatto energetico, per scongiurare il rischio che le attività in determinati settori vengano spostate fuori dalla UE, in Paesi dove le norme ambientali sono assenti, o comunque meno stringenti.  

Resta da capire se i governi dell’unione saranno capaci di garantire la compatibilità degli aiuti di Stato con gli obiettivi climatici dell’Europa per il 2030 e per il 2050 o se si lasceranno tentare e finiranno per facilitare anche asset industriali molto strategici per gli interessi nazionali e poco per gli interessi della transizione. Le scelte strategiche in discussione negli ultimi mesi sul futuro approvvigionamento energetico della Comunità europea ce ne daranno presto una conferma.