28 Settembre 2022

Brisa, il forno delle meraviglie

Mangiare a Bologna: il Forno Brisa esiste, bisogna solo arrivarci

Fino a circa vent’anni fa erano rare le alternative alla cucina tradizionale. Oggi l’offerta è vasta e varia, e in alcuni casi estremamente soddisfacente. Qui parliamo di gastronomia e non diamo credito (almeno non in questo specifico caso) al mischione portato dalla globalizzazioni in tante città del mondo. Certamente potrete trovare anche da queste parti ristoranti che servono piatti la cui tipicità racconta altre coordinate del globo terrestre, ma c’è qualcosa decisamente più interessante da scoprire, e cibi molto molto molto più soddisfacenti. E ce ne freghiamo se qualcuno obietterà che i gusti sono soggettivi, e dove noi troviamo soddisfazione altri potrebbero trovare niente più che blanda delusione. Ce ne freghiamo perché magiare bene risponde a criteri inalterabili. La buona cucina è evidente e insindacabile.

Il regno delle meraviglie

Dunque vi conduciamo nel regno delle meraviglie, lo facciamo purtroppo raccontandovelo. Andarci fisicamente e degustare sarebbe ben altra cosa, ma se vivete a Bologna, se avete in programma di passarci, mandate in memoria questa tappa, vi farà godere.

Madre

Non è ammesso altro lievito.

Pizza!

Le materie prime sono selezionate nel rispetto dell’ambiente e della qualità, dei territori, delle stagioni. Al Forno Brisa non troverete teglie di pizza alle zucchine se si è in pieno inverno. E se non mangiate altro che zucchine tutto l’anno, questa è l’occasione giusta per scoprire quanto stia bene sulla pizza il cavolo viola. Dalla crema di parmigiano alla crema di ceci, dalla mozzarella alle acciughe, dalla cicoria al ragù,alle zucchine (ma in estate!) la proposta pizza è articolata e ponderata, gli ingredienti sono equilibrati, i sapori eccellenti. Vegani e vegetariani non sono esclusi dall’offerta, anzi, sarà grande la sorpresa.

Per fare tale gustosa pizza viene utilizzata “farina biologica, integrale o semintegrale e macinata a pietra”.

Un trancio costa tra i due e i tre euro, è ottimo il rapporto qualità/prezzo.

Il pane

“Il 35% del pane che sforniamo è lavorato con farine dei grani coltivati nella nostra azienda agricola di Nocciano, in Abruzzo: siamo un forno con campo.”

Quest’anno abbiamo raccolto Monococco, Solina, Saragolla e Miscuglio evolutivo, tutti da agricoltura biologica.”

Questo per dire che abbiamo a che fare con gente non impasta tanto per vendere.

Ancora un utile e breve estratto dal sito ufficiale:

“La scelta della macina a pietra garantisce una farina integra a tutto corpo, setacciata solo successivamente per eliminare le parti cruscali esterne, meno digeribili.  Queste farine mantengono tutti i nutrienti del grano inalterati.”

Non stiamo a dirvi quanto sia buono questo pane. Chi vuole fare le cose troppo troppo in economia, lasci perdere. Dal pane di campagna al pane di grani duri, passando per alcune altre soluzioni, si parte dai sei euro e mezzo al chilo, e si sale. Ma ne vale la pena.

La pasticceria!

Magnifica. Una su tutte, la torta sacher prodotta senza utilizzare ingredienti di derivazione animale. È talmente buona che vari altri prodotti di gran gusto, ad avviso di scrive, arrivano al secondo posto (tutti a pari merito). Ma cornetti e crostatine, tenerine andrebbero comunque affidati al palato.

Se capitate da quelle parti in prossimità di Natale e Pasqua, comprate almeno un panettone. Se vi garba, quello al gianduia è indimenticabile. Se vi interessa, dovrebbe ancora essere attivo il servizio di spedizione.

Il caffè è roba seria

Ecosostenibilità, tracciamento, responsabilità sociale sono alla base della selezione. Tra le varie possibilità il caffè filtro o il cold brew (ma solo in estate) andrebbero provati.

Brisa da bere

“Buoni, spontanei e vivi, sono vini che raccontano la storia di un artigiano e del suo territorio.”

Il principio dell’artigianalità vale anche per le birre.

Il Forno Brisa ha quattro punti vendita in città. Se andate a fargli visita dateci un riscontro!