6 Ottobre 2022

COVID: Omicron e immunità di gregge

La variante Omicron è sempre più presente, ma in alcuni paesi si punta all’immunità di gregge.

Finite le festività, vissute in modo più o meno libero da restrizioni, si torna alla quotidianità, scandita dal covid e dall’onnipresente preoccupazione nei confronti della pandemia. Il tentativo di contenimento della propagazione del virus, ha visto introdotte alcune regole fondamentali, tra queste l’utilizzo obbligatorio, per determinati contesti, della mascherina Ffp2. Il provvedimento, approvato lo scorso 23 dicembre, pare sia stato introdotto proprio perché sempre più studi confermano e provano come la mascherina Ffp2 riduca al minimo il rischio di contrarre il Covid.

A provare tale constatazione ci pensa uno studio pubblicato dal Max Planck Institute con sede a Monaco di Baviera, in Germania, che spiega il processo di contagio e di come può essere fermato. “Le mascherine Ffp2 o Kn95 sono particolarmente efficaci nel filtrare le particelle infettive dall’aria respirata, soprattutto se sono sigillate il più possibile sul viso – spiegano i ricercatori, e di come – Se la persona infetta e quella non infetta indossano maschere Ffp2 ben aderenti, il rischio massimo di infezione dopo 20 minuti è poco più dell’uno per mille, anche alla distanza più breve“, ovvero il rischio di contagio si attesta allo 0,1%. In caso di mancata aderenza, però, la probabilità di infezione aumenta di circa il 4% perché l’aria che fuoriesce dalla maschera ai bordi è diluita e quindi non si ottiene tutta l’aria respirabile non filtrata. Insomma, la variante Omicron è dunque potenzialmente sotto controllo, ma se dovesse continuare a dilagare ci sarebbe già chi sostiene che l’ipotesi non sia delle peggiori. Infatti, come riporta l’agenzia Adnkronos, da Israele arrivano notizie discutibili: “La variante Omicron potrebbe far raggiungere l’immunità di gregge in Israele – queste le dichiarazioni del direttore generale del Ministero della Salute Nachman Ash, che però aggiunge – Il prezzo sarebbe quello di numerosissime infezioni”. Infatti, “i numeri dovrebbero essere molto alti per raggiungere l’immunità di gregge”, conclude.

La strategia italiana

Strategia ben diversa quella adottata in Italia, che al contrario di altri paesi punta a far vaccinare quante più persone possibili. Secondo gli ultimi report, in Italia, sarebbero circa 19,8 milioni le dosi booster di vaccino anti Covid somministrate. Questo quanto emerge da uno degli ultimi report Vaccini Anti Covid-19 del commissario straordinario per l’emergenza sanitaria. In totale le dosi di vaccino somministrate sono state 111,4 milioni nel nostro Paese. Per la precisione, il totale con almeno una dose è pari a 48.069.472, il numero di persone che hanno completato il ciclo vaccinale si attesta a 46.392.089, mentre il totale con almeno una dose insieme ai guariti da al massimo 6 mesi è pari a 48.479.898. Anche oggi, come già nei giorni precedenti, il tasso di positività ha superato il 20%. I nuovi casi sono, come sempre, condizionati dal minor numero di tamponi effettuati (causa week-end). Per quanto riguarda la variante Omicron, nonostante sembri meno letale, cresce l’apprensione per gli ospedali, che rischiano lentamente di saturarsi.

A confermarlo, gli allarmi lanciati sia dal direttore del ministero Gianni Rezza che dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta. “Mi auguro che ci si fermi prima, ma è possibile che si arrivi ai 200mila contagi al giorno anche in Italia”. Questo quanto dichiarato a Sky TG24 da Massimo Galli, già direttore del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco, ospite di Timeline. I dati di oggi, infatti, contano 8.014 nuovi casi (-11,8%) e purtroppo anche 17 morti. Crescono anche i ricoveri nei reparti Covid, stabili invece le terapie intensive.

Immunità di gregge in India

Se il nostro paese punta sulle vaccinazioni e Israele si avvicina alla presunta immunità di gregge, c’è un paese che pare averla già raggiunta da tempo: l’India. Di fatto, mentre nel resto del mondo è in corso quella che è stata definita come la quarta ondata di Covid-19, che come detto è trainata dalla variante Omicron, l’India fa eccezione: ad oggi, pare proprio che abbia sconfitto la pandemia e che sia entrata nella fase endemica (come i comuni virus del raffreddore, quindi il tasso di mortalità per infezione del Covid-19 diventa pari o inferiore a quello dell’influenza). Gli esperti sottolineano come la situazione indiana sia al momento davvero sorprendente, in quanto solo pochi mesi fa il paese si trovava in una situazione apparentemente critica e caotica, con numero di contagi e decessi alle stelle.

A portare avanti questa teoria è il virologo Jacob John, professore emerito di virologia clinica al Christian Medical College di Vellore, nel Sud dell’India e il dottore M.S Seshadri, direttore dell’ospedale della Missione di Thirumalai a Ranipet, in un’analisi pubblicata sul New Indian Express. “Attualmente, l’India è l’unico Paese al mondo ad aver raggiunto uno stato endemico sostenuto mentre in altre nazioni la pandemia è ancora in corso. Questa è un’opportunità storica per noi di mostrare al mondo come affrontare l’endemico Covid-19” hanno scritto John e M.S Seshadri. Parole molto vicine a quelle dell’Israele, che però implicano un numero di contagi e vittime alto.  La loro interpretazione dell’andamento dell’epidemia in India è basata sull’analisi dei numeri: da fine novembre si registrano meno di 10 mila nuove infezioni di Covid-19 al giorno e la media su 7 giorni si attesta attorno a 8.500 su una popolazione totale di 1,4 miliardi di abitanti. Tuttavia, sei mesi fa l’India rappresentava un caso di Covid su tre nel mondo, con 400 mila contagi al giorno all’apice della pandemia.

L’immunità di gregge in Italia è molto difficile da raggiungere

L’immunità di gregge nel nostro paese al momento non è tra le soluzioni prese in considerazione. “Difficile da raggiungere“, queste sarebbero infatti tra le ultime dichiarazioni del portavoce del Comitato tecnico scientifico Silvio Brusaferro, che ha sottolineato come “il livello di immunizzazione che azzera la circolazione di un virus non è un obiettivo che ci possiamo porre. Gli obiettivi sono altri: ridurre la circolazione del virus e i contagi e contenere al minino ricoveri e morti”.