27 Settembre 2022

L’Inter batte la Juventus e vince la Supercoppa italiana

Si gioca allo stadio Meazza di Milano la partita che assegna la Supercoppa italiana. Se la contendono Inter e Juventus, rispettivamente vincitrici del campionato e della Coppa Italia 2020-2021. È noto che le due squadre si presentano all’appuntamento con nuove guide tecniche, gli allenatori che hanno vinto l’anno scorso i trofei propedeutici all’accesso a questa finale, per motivi diversi non sono più sulle vecchie panchine.

Come sono arrivate all’appuntamento le due squadre

L’Inter si presenta in campo dall’alto della leadership in campionato, la squadra è solida, la mentalità è vincente, i giocatori in campo sanno cosa fare. Inzaghi può contare sui tre gioielli d’attacco anche se in campo partiranno titolari soltanto in due.

La Juventus deve rinunciare a Cuadrado e De Ligt squalificati, rimarrà in panchina Bonucci, non al meglio della condizione. La vittoria in trasferta nell’ultima giornata di campionato (3-4 alla Roma) influenza l’umore dei bianconeri. Il tecnico Allegri, prima del match, ha dichiarato che in una partita secca si può vincere sebbene l’avversario sia più forte.

La partita

Alle 21.00 l’arbitro Daniele Doveri fischia l’inizio, e dopo circa sei minuti il difensore interista Stefan De Vrij ci prova di testa. Sembra il primo squillo di una partita gestita dalla capolista, e chi ci crede non sbaglia del tutto. Intorno all’ottavo minuto ci riprova il toro Lautaro Martinez, ma il suo tiro finisce fuori. Poco dopo arriva un evento a cambiare l’inerzia della partita. L’affondo di Barella in area di rigore è interrotto da un intervento di Chiellini che a prima vista (ma anche a seconda vista) non sembra per niente regolare. Non ci sarebbe bisogno della VAR per decretare il penalty giacché l’azione appare cristallina, ma nell’era tecnologica perché mai privarsi di uno strumento utile a evitare gli errori? La nostra domanda non troverà risposta, fatto sta che il signor Doveri, manco fosse un Orsato qualunque, interpreta l’intervento diversamente da come appare a tanti altri, e lascia proseguire. Gli interisti non la prendono bene e sembrano farsi distrarre dall’episodio al punto che al venticinquesimo minuto lo statunitense Weston McKennie, centrocampista juventino, raggiunto da un cross al bacio di Alvaro Morata, batte Handanovic con un colpo di testa. L’Inter non molla, e intorno al minuto trentaquattro De Sciglio atterra Djeko nell’area di rigore bianconera. Il fallo è simile a quello che aveva fatto gridare al rigore poco prima, la differenza è nell’interpretazione dell’arbitro che stavolta non ha dubbi. Lautaro Martienz dal dischetto batte Perin e pareggia.

Il secondo tempo

Il secondo tempo si gioca a buon ritmo, ma tanta corsa non porta grosse emozioni. Qualche giocatore appena sfiorato s’affloscia a terra e si porta le mani al volto sperando forse che Doveri dispensi qualche cartellino agli avversari. Tale mancanza di sportività è il meglio che offre il secondo tempo, nonostante gli ingressi in campo di Dybala e Kean per i bianconeri, e di Sanchez e Correa per i nerazzurri.

I supplementari

La partita sembrerebbe destinata a scorrere senza picchi fino ai calci di rigore, e forse l’epilogo alla cosiddetta lotteria non toglierebbe giustizia a nessuno. Ma quando ormai stiamo andando a preparare il caffè per riprenderci dal troppo torpore, Alexis Sanchez, un tempo noto col soprannome di niño maravilla, s’avventa su un pallone vagante in area di rigore anticipando anche il vento, e batte il portiere avversario. Il tempo regolamentare scade coi festeggiamenti. L’Inter vince la Supercoppa, è il primo trofeo per Simone Inzaghi su questa prestigiosa panchina.