25 Maggio 2022

Giorgia Meloni e l’ennesima querela: Stavolta si tratta di satira

Giorgia Meloni ha querelato una giornalista freelance per via di un post che la ritraeva in una foto ritoccata con un ritratto di Mussolini aggiunto da un burlone. Per dovere di cronaca ricordiamo che la foto girava indisturbata da giorni

Dopo Vauro, Roberto Saviano, un ex brigatista, Repubblica e Domani, la leader di Fratelli d’Italia colpisce ancora: ora è il turno di Giulia Cortese, giornalista e madre di una bimba di 5 anni. Per chi non la conoscesse, Giulia è una freelance con qualche vizio di troppo: è laica, antifascista, scrive bene e sa fare satira.

Tutto è nato da un tweet. Tre mesi fa la giornalista pubblicava una delle battute più divertenti del giorno: “La sua matrice preferita”. Il tweet era accompagnato da una foto ritoccata da un utente anonimo: la foto ritraeva la Meloni con un ritratto di Mussolini accanto. Tutto finto ovviamente, e ci mancherebbe, ma senza quella foto non ci sarebbe stata satira.

Che cos’è la satira

L’unica colpa della giornalista infatti sarebbe stata quella di coprire di ridicolo la leader di un partito in ascesa. Ma non è proprio quello il compito della satira? Ecco, non credevamo fosse il caso di spiegare cosa sia la satira, ma quando c’è di mezzo Giorgia Meloni, meglio essere chiari, altrimenti può partire una querela. Secondo Treccani la satira è una “composizione poetica che rivela e colpisce con lo scherno o con il ridicolo concezioni, passioni, modi di vita e atteggiamenti comuni a tutta l’umanità, o caratteristici di una categoria di persone o anche di un solo individuo, che contrastano o discordano dalla morale comune (e sono perciò considerati vizi o difetti) o dall’ideale etico dello scrittore”. 

No vax, no pax

Per spiegare la battuta, bisogna fare un passo indietro di qualche mese e ricostruire il fatto: Era il 9 ottobre 2021, giorno in cui durante una manifestazione no vax, alcuni militanti di Forza nuova assaltarono la sede nazionale della Cgil. Il giorno dopo la Meloni attacca il ministro Lamorgese per la cattiva gestione della piazza, esprime solidarietà al leader della Cgil Landini, ma dichiara di non conoscere la matrice del gesto. Uscita infelice, visto che i volti (e i nomi) sono già sulle prime pagine di tutti i giornali: La matrice è chiaramente fascista. Parte l’inevitabile polemica. E la satira.

Il tweet incriminato

Giulia Cortese, la giornalista querelata, essendo sempre sul pezzo, ne approfitta per fare un tweet satirico: “La sua matrice preferita” afferendo ovviamente al ritratto di Mussolini finto e al fatto che la Meloni ancora non aveva riconosciuto la matrice dell’insano gesto compiuto da Forza nuova in piazza.

Lesa maestà

Non c’è altra locuzione per spiegare l’eventuale danno causato alla leader di Fratelli d’Italia. A questo punto viene da chiedersi se tutto questo fosse solo un pretesto per querelare la giornalista, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui la foto in questione sarebbe stata ignorata per tutto quel tempo. Tutto sommato questa foto girava in lungo e in largo già da mesi ed era stata lanciata da un sito parodia di Confindustria

Davide contro Golia

C’è poi un problema che riguarda molti colleghi precari: Chi non ha un contratto per poter garantire al politico di turno il risarcimento che chiede, come fa a scrivere con lo stesso coraggio? Magari non è il caso di Giulia Cortese, che fa anche altro, ma non è possibile lavorare con la spada di Damocle della querela sempre presente. Giorgia Meloni avrebbe potuto incassare la battuta, farsi una risata e chiuderla là. Tra l’altro, sempre riguardo alla giornata della manifestazione, la leader di Fratelli d’Italia ammetteva la matrice fascista solo qualche giorno dopo. Allora ci auguriamo che anche stavolta rinsavisca, che riconosca di aver esagerato e che ritiri immediatamente la querela. Dopotutto c’è ancora un articolo della Costituzione che garantisce libertà di pensiero.