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Terra dei fuochi, sottoscritto patto di rilancio con il ministro Carfagna

Caivano(Na). Quella del 26 gennaio 2022 la si potrebbe definire una data storica. Nel cuore della ‘terra dei fuochi’, il...

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Caivano(Na). Quella del 26 gennaio 2022 la si potrebbe definire una data storica. Nel cuore della ‘terra dei fuochi’, il ministro della Coesione per il Sud, Mara Carfagna, ha sottoscritto il contratto istituzionale di sviluppo, per sostenere e rilanciare i territori martoriati dal degrado ambientale. L’evento che ha avuto una fortissima risonanza mediatica si è tenuto nella chiesa di San Paolo Apostolo, nel Parco Verde di Caivano, lì, dove da anni, Don Maurizio Patriciello, ormai simbolo della lotta contro l’inquinamento ambientale e non solo, con l’arma della preghiera e della fede, cerca di ridare speranza ad un quartiere definito la ‘piazza di spaccio più grande d’Europa’. A sottoscrivere il contratto con il ministro Carfagna, 52 sindaci del napoletano e del casertano; 200 milioni di euro stanziati per 67 progetti di riqualificazione ambientale. Una giornata memorabile, come già ribadito sopra, per troppi anni, i Comuni bollati come ‘terra dei fuochi’, hanno pagato uno scotto altissimo, morti premature, di uomini donne e soprattutto bambini. Nel periodo estivo, purtroppo, i cittadini sono costretti a barricarsi in casa, lezzi e miasmi di fabbriche, pneumatici e spazzatura data alle fiamme, rendono l’aria irrespirabile, questo scempio si consuma da anni ed i malati oncologici aumentano a dismisura, ci auspichiamo vivamente che questo patto di sviluppo possa mettere la parola fine a questo insostenibile genocidio. Servono più controlli, più forze dell’ordine sui territori, pene severe e certe nei confronti degli imprenditori scellerati che non rispettano i protocolli di smaltimento, a fomentare e sostenere i roghi tossici anche la mano della criminalità organizzata che non conosce la parola pietà, perché la ‘monnezza’ negli ambienti dell’anti-Stato è oro nero.

Queste le parole del ministro Carfagna, l’ultima visita nel Parco Verde sei mesi fa, a ridosso di una spaventosa ‘stesa’

“Volevamo individuare un progetto che facesse anche da traino a tutti i progetti che sono stati selezionati e che verranno finanziati, abbiamo individuato in un’opera di recupero dei regi lagni, è un’opera enorme che noi abbiamo ereditato dalla storia e che però abbiamo sciupato negli anni, abbandonandola al degrado e all’illegalità, noi stanziamo 40 milioni di euro per finanziare la progettazione e la realizzazione del primo lotto di interventi, immaginiamo già una grande gara europea aperta agli studi di architettura del paesaggio, di architettura rurale, una gara che servirà per selezionare azioni di bonifica e di riqualificazione di un territorio che si estende per oltre 450 chilometri quadrati che oggi è in preda al degrado e all’illegalità, noi vogliamo restituire alla qualità della vita dei cittadini, ma anche all’agricoltura sana, sostenibile e pulita”.

Grande soddisfazione per Don Maurizio Patriciello che ha commentato così

“Qui siamo nel Parco Verde, le urgenze le conoscete meglio di me, se c’è tanta droga, se ci sono tante persone che cadono è perché un lavoro non ce l’hanno, poi siamo nel pieno della terra dei fuochi, il problema non lo abbiamo mai risolto, per cui, soprattutto durante la pandemia i nostri malati oncologici hanno avuto un rallentamento per le loro cure, sapete che è difficile raggiungere l’ospedale Pascale, (al quarantesimo posto nel mondo e al quarto in Italia, primo in assoluto, e con grande distacco dalle altre strutture, nel centro e sud Italia. Per il secondo anno consecutivo il Pascale entra nella classifica dei World’s Best Hospitals stilata ogni anno da Newsweek, ndr) tante persone preferiscono curarsi a casa perché adesso in ospedale si sta da soli. Dopo 160anni è arrivato il momento di essere un’Italia unita, io sono sempre ottimista, perché se non si è ottimisti cosa si fa, diciamo che più che ottimista sono realista”.

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