22 Maggio 2022

Bread and roses: Bloody Sunday del 30 gennaio 1972

La strage del Bogside, definita “Bloody Sunday – Domenica di sangue” avvenne il 30 gennaio 1972, a Derry in Irlanda del Nord, quando un battaglione dell’esercito britannico sparò contro una folla di manifestanti inermi, ferendo diverse persone, uccidendone tredici, più un’altra che morì in seguito per le ferite riportate. La protesta era sta organizzata dal NICRA, Northern Ireland Civil Rights Association un ente nato negli anni Sessanta per affrontare le questioni sociali legate ai conflitti fra Inglesi e Irlandesi, nonché tra protestanti e cristiani, in Irlanda del nord.

Questione irlandese

A partire dal XVI secolo alcuni coloni britannici giunsero a occupare l’Irlanda e i loro discendenti hanno dato vita alla maggioranza protestante presente in Irlanda del nord, definita degli “Unionists”, cioè sostenitori dell’appartenenza della provincia al Regno Unito. Gli Irlandesi autoctoni invece erano cattolici e non vedevano di buon occhio la colonizzazione inglese, aspirando piuttosto all’indipendenza dell’Irlanda dal Regno Unito. Essi erano naturalmente la maggioranza assoluta, ma in Irlanda del nord, abitata soprattutto da discendenti dei coloni inglesi, rappresentavano una minoranza. Nel 1801 il Parlamento inglese votò l’Atto di Unione, per sopprimere il Parlamento di Dublino, dando vita al Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1920 furono istituiti due parlamenti separati in Irlanda quello di Belfast e quello di Dublino, per sancire la divisione interna e la connessione dell’Irlanda del Nord (Ulster) a maggioranza protestante, alla Gran Bretagna. Seguirono diversi scontri fra il governo inglese e l’IRA (Irish Republican Army), organizzazione di i militari irlandesi volontari. La conclusione fu un trattato di pace che sostanzialmente lasciava la situazione invariata, salvo che l’Irlanda entrava a far parte del Commonwealth britannico. Seguirono altri scontri, finché nel 1949 l’Irlanda divenne una repubblica del tutto indipendente da Londra. Negli anni a seguire, la popolazione cattolica era notevolmente discriminata nell’Irlanda del nord, sia nella rappresentanza politica che nell’accesso ai servizi sociali, oltre al fatto che avevano molta più difficoltà a trovare lavoro e integrarsi. In questa situazione, nel 1966 fu fondata la NICRA, Northern Ireland Civil Righits Association, un ente che iniziò a condurre campagne contro le discriminazioni, denunciano le disparità tra le due comunità nord irlandesi.  Il fulcro delle proteste di NICRA e altre associazioni in difesa dei diritti, Norther Ireland Civil Right Association o il People’s Democracy, era la città di Derry dove, sul muro di una casa all’entrata del Bogside, il quartiere cattolico della città, comparve una scritta, rimasta nella storia: You are now entering Free Derry – State entrando nella Derry libera. Nel 1969 la tensione scoppio tra unionisti e cattolici indipendentisti, tanto che a Belfast, fu anche costruito dai britannici un muro per separare il quartiere cattolico da quello protestante.

Bloody Sunday

Si giunse così al ‘Bloody Sunday’, il 30 gennaio 1972, quando dopo una manifestazione per i diritti civili a Derry, per la liberazione di alcuni militanti dell’IRA, arrestati, i paracadutisti dell’esercito britannico spararono a freddo sulla folla e uccisero tredici persone, mentre una quattordicesima morì solo quattro mesi più tardi. Le vittime erano tutte di religione cattolica e morirono non solo per colpi di arma da fuoco, anche mentre soccorrevano i feriti o per colpi di manganello e investimento da parte di veicoli militari. Nel 2003 un ex paracadutista inglese ha dichiarato di aver sparato ad un uomo che agitava un fazzoletto bianco (testimonianza su Repubblica del 3 ottobre 2003).

Dopo la strage

Il governo britannico, riprese direttamente il controllo sulla regione, per combattere il “terrorismo” irlandese, furono emanate leggi speciali per limitare le libertà politiche in Irlanda del Nord e la guerra proseguì a fasi alterne, con interventi militari, attentati, scioperi della fame, fino agli anni ’90. Nel 1998, con Accordo del Venerdì Santo, ratificato attraverso un referendum, si sancì che da un lato la Repubblica d’Irlanda avrebbe rinunciato ufficialmente all’annessione dell’Ulster, riconoscendone la legittimità politica britannica; dall’altro il Regno Unito emanò una legislazione che consentisse al resto dell’Irlanda di poter aspirare a una futura riunificazione. In pratica la minoranza cattolica in Irlanda del Nord si apriva verso l’Irlanda repubblicana, poiché gli accordi auspicavano a  una futura riunificazione in base alla volontà popolare. Furono fatte delle inchieste dal Regno unito, una a ridosso dell’evento e una dopo 25 anni. Furono accolte le dichiarazioni di legittima difesa da parte dei militari, che sostenevano di essere stati attaccati e ci furono diverse accuse di insabbiamento, poiché molti testimoni dichiararono che i manifestanti erano armati. Nel 1998, con la seconda inchiesta, resa pubblica dopo dodici anni, nel 2010, emerse che tutte le vittime erano disarmate e nessuno aveva fatto uso di bombe, i militari che pure avevano continuato a dichiararsi innocenti, avevano agito in modo ingiustificato. Il ministro David Cameron porse le sue scuse ma il primo arresto di un militare è avvenuto solo nel 2015.

Le vittime

John  Duddy di 17 anni, fu ucciso con un colpo al petto, i testimoni affermarono che era disarmato e stava scappando dal reggimento di paracadutisti. Patrick Joseph Doherty di 31 anni, fu ucciso da un colpo alle spalle e dalle foto risulta fosse disarmato. Bernard McGuigan di 41 anni, fu ucciso da un colpo alla nuca mentre soccorreva Doherty. E’ lui l’uomo che sventolava un fazzoletto bianco. Hugh Pious Gilmour di 17 anni, fu ucciso da un proiettile nel petto, anche lui inerme. Kevin McElhinney di 17 anni, fu colpito alle spalle mentre tentava di proteggersi. Michael Gerald Kelly, di 17 anni, fu colpito allo stomaco, mentre era vicino a una barricata, disarmato. John Pius Young, di 17 anni, colpito alla testa, anche lui vicino alla barricata e i testimoni dichiarano fosse senza armi. William Noel Nash, di 19 anni, fu colpito al petto, correva in soccorso di un compagno, era disarmato. Michael M. McDaid, di 20 anni, fu colpito in faccia. James Joseph Wray, di 22 anni, fu ferito e poi colpito nuovamente. Gerald Donaghy, di 17 anni, fu colpito allo stomaco mentre tentava di scappare e poi portato in una casa vicina. Fu dichiarato che in tasca avesse bombe a mano, ma poi la notizia fu smentita. Gerald  McKinney, di 34 anni, fu sparato mentre aveva alzato le mani e pregava i militari di non sparare. William Anthony McKinney, di 27 anni, fu colpito alle spalle mentre cercava di soccorrere un altro uomo. John Johnston, di 59 anni, fu colpito alla gamba e alla spalla, non partecipava alla protesta, era lì per caso e morì in seguito a causa delle ferite.

La canzone

L’evento ha ispirato diversi musicisti e registi. Sunday bloody Sunday è una canzone di John Lennon e Yoko Ono, coppia eccentrica e dedita all’impegno politico. Il celebre Lennon era uno dei membri dei Beatles, pubblicò vari dischi da solista e con la moglie Yoko Ono diresse  la Plastic Ono band a cavallo fra anni Sessanta e Settanta. Lei è stata una compositrice, performer e artista multimediale giapponese, attiva nell’ambito della dodecafonia e del Living Theater. La coppia ha prodotto diversi dischi di improvvisazione e il testo di questa loro canzone, Sunday Bloody Sunday, è diretto, rabbioso e disperato.

Qui si può ascoltare Sunday bloody Sunday di John Lennon e Yoko Ono:

Sunday bloody Sunday

Well it was Sunday bloody Sunday
When they shot the people there
The cries of thirteen martyrs
Filled the Free Derry air
Is there any one amongst you
Dare to blame it on the kids?
Not a soldier boy was bleeding
When they nailed the coffin lids!

Sunday bloody Sunday
Bloody Sunday’s the day!

You claim to be majority
Well you know that it’s a lie
You’re really a minority
On this sweet emerald isle
When Stormont bans our marches
They’ve got a lot to learn
Internment is no answer
It’s those mothers’ turn to burn!

Sunday bloody Sunday
Bloody Sunday’s the day!

You anglo pigs and Scotties
Sent to colonize the North
You wave your bloody Union Jack
And you know what it’s worth!
How dare you hold to ransom
A people proud and free
Keep Ireland for the Irish
Put the English back to sea!

Sunday bloody Sunday
Bloody Sunday’s the day!

Well, it’s always bloody Sunday
In the concentration camps
Keep Falls Road free forever
From the bloody English hands
Repatriate to Britain
All of you who call it home
Leave Ireland to the Irish
Not for London or for Rome!

Sunday bloody Sunday
Bloody Sunday’s the day!. ..

Domenica, domenica di sangue

Bene, era Domenica, una domenica di sangue,

Quando spararono lì

Le grida dei tredici martiri

Riempì l’Aria della libera città di Derry

C’è qualcuno tra voi?

Che possa dare la colpa a quei ragazzi?

Non c’era neanche un soldato.

Quando hanno inchiodato i coperchi delle bare!

 

Domenica di sangue

Maledetta domenica quel giorno!

 

Dici di essere la maggioranza

Beh, sai che è una bugia.

Sei davvero una minoranza

Su questa dolce isola di smeraldo

Quando Stormont vieta le nostre marce

Hanno molto da imparare

L’internamento non è una risposta

E’ giunto il momento per quelle madri di bruciare!

 

Domenica di sangue

Maledetta domenica quel giorno!

 

Voi Inglesi maiali e Scozzesi

Inviati a colonizzare il Nord

Agitate la vostra bandiera insanguinata

E sai quanto vale!

E tu sai quanto vale!

Come osate tenere in ostaggio

Un popolo fiero e libero

Lasciate l’Irlanda agli irlandesi

Rimettetevi in mare!

 

Domenica di sangue

Maledetta domenica quel giorno!

 

Beh, è sempre una domenica di sangue

Nei campi di concentramento

Lasciate la Falls Road libera per sempre

Dalle sanguinose mani inglesi

Ritornate in Gran Bretagna

Tutti voi che la chiamate casa

Lasciate l’Irlanda agli irlandesi

Non per Londra o per Roma! 

 

Domenica di sangue

Maledetta domenica quel giorno!