25 Maggio 2022

La tutela dell’ambiente entra in Costituzione

La tutela dell’ambiente entra in Costituzione.

In data 8 febbraio, la Camera dei deputati ha definitivamente approvato il disegno di legge che introduce la tutela dell’ambiente e della biodiversità nella Costituzione. Cambiamento attuato con la quarta e ultima lettura, dopo che era già stato approvato due volte dal Senato e una dalla Camera. Con le quattro letture necessarie per modificare la Costituzione adesso la legge è definitivamente approvata senza bisogno di passare per un referendum popolare.

Il testo del disegno di legge è stato approvato con 468 voti a favore, uno contrario e sei astenuti (tutti di Fratelli d’Italia)”, riporta Il Post. Il testo approvato, entra, come anticipato, subito in vigore e non è sottoponibile a referendum. Si tratta della sintesi di altre proposte precedenti fatte da Liberi e Uguali, Partito Democratico, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e +Europa.

Ricordiamo quando l’anno scorso, la commissione Affari costituzionali aveva presentato il testo unificato e la Lega aveva presentato 250mila emendamenti.

Il disegno di legge

La prima modifica è quella dell’art.9, che recitava “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Con la modifica all’art. 9 della Costituzione, la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali, “anche nell’interesse delle future generazioni” entra di diritto tra i principi fondamentali della nostra Repubblica.

Il testo della riforma, prevede inoltre, la modifica dell’art. 41 della Costituzione in base alla quale lo svolgimento della iniziativa economica privata non può svolgersi “in modo da recare danno alla salute, all’ambiente”.

Credo che oggi sia una giornata epocale, ne sono molto contento come cittadino e come proprietario di cani, gatti e pappagalli, assolutamente contento”, queste le parole di Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, a Rai News.

Ma come Governo aggiungo che stiamo facendo uno sforzo enorme sul Pnrr, la transizione ecologica è un po’ questo: riuscire a fare una grande trasformazione che deceleri il riscaldamento, che freni certi eventi avversi a livello meteorologico, mantenendo la sostenibilità sociale” aggiunge il ministro, ponendo l’attenzione sul fatto che non si tratterà di un cambiamento facile. “E’ una sfida nella sfida, ma tutte queste cose, però, sono previste dalla Costituzione: il lavoro, la società, i diritti delle nuove generazioni e l’ambiente. E questo ci dovrebbe anche concettualmente facilitare molto il lavoro“, conclude.

Le modifiche introdotte, stabiliscono inoltre una clausola di salvaguardia per l’applicazione del principio di tutela degli animali negli Statuti speciali delle Regioni Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta e delle Provincie del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia.

Una conquista necessaria per cambiare le cose

Il provvedimento, come riporta l’agenzia Adnkronos, “incide direttamente sullo Statuto delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in materia di tutela degli animali” – si legge – L’Articolo 9 fa parte degli articoli “fondamentali” della Costituzione. In esso era già contenuta la tutela del patrimonio paesaggistico e del patrimonio storico e artistico della Nazione, con la riforma si attribuisce alla Repubblica anche la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi e viene specificato esplicitamente un principio di tutela per gli animali”.

Oltre all’articolo 9, è prevista la modifica anche dell’articolo 41.

Quest’ultimo, “sancisce che la salute e l’ambiente siano paradigmi da tutelare da parte dell’economia, al pari della sicurezza, della libertà e della dignità umana”, riporta l’agenzia. Lo stesso articolo, inoltre, sancisce come le istituzioni, attraverso leggi, programmi e relativi controlli, possano concentrarsi sull’iniziativa economica pubblica e privata non solo volti a fini sociali ma anche ambientali.

Un passaggio storico per il parlamento

Come riportato da Il Sole 24 Ore, in una nota, il presidente della Camera Roberto Fico ha posto l’accento sulla tutela dell’ambiente, che diventa “un principio fondamentale della nostra Costituzione – secondo Fico – si tratta di un passaggio storico. Un segnale chiaro del Parlamento che dovrà essere un faro per il presente e il futuro del nostro Paese”.

Tra gli altri commenti, troviamo anche quello di Gianluca Felicetti, presidente Lav, che a Il Fatto Quotidiano, ha dichiarato “Sono passati 24 anni dalla prima proposta che abbiamo fatto presentare per l’inserimento degli animali in Costituzione aprendo la strada che ci avrebbe condotto alla grande conquista di civiltà ottenuta oggi, con il riconoscimento di Animali e Ambiente nella Legge fondamentale dello Stato” ha ricordato, sottolineando che siamo il quinto Paese al mondo a inserire la tutela degli animali in Costituzione.

Una vittoria anche per il Wwf

Un primo passo anche per il Wwf, che ha ritenuto questo cambiamento necessario, sottolineando come però sia solo il primo step, che oltre a “dare concretezza a questi passaggi è ora necessario definire un sistema normativo organico e innovativo a tutela della natura d’Italia. Il nuovo assetto costituzionale – ha dichiarato la presidente Donatella Bianchi – rafforza significativamente il principio della sostenibilità, sin qui trattato solo in termini di dottrina e giurisprudenza, e crea il presupposto per aumentare il livello di salvaguardia del capitale naturale che costituisce la base insostituibile di tutte le nostre attività anche economiche”.

Non potevano inoltre mancare le dichiarazioni di Greenpeace, l’organizzazione non governativa ambientalista, famosa per la sua azione volta alla difesa del clima, delle balene, dell’interruzione dei test nucleari e dell’ambiente.

Un’evoluzione in linea con le attese dei cittadini che ora vogliono fatti concreti: una vera transizione ecologica, la tutela della biodiversità (la protezione di almeno il 30% del territorio, mare compreso) e una migliore qualità dell’ambiente in cui viviamo”, si legge su Il Fatto Quotidiano.

Come si legge sopra, anche da parte dell’organizzazione però, emerge l’esigenza di perseguire tali scopi e non fermarsi alla prima conquista: “Adesso vanno garantiti questi diritti, visto che una maggioranza così ampia del Parlamento ha votato la modifica della Carta costituzionale. Molto importante poi a nostro avviso il riferimento alle generazioni future, quelle che vediamo scendere in piazza invocando a gran voce la tutela dell’ambiente” ha dichiarato Greenpeace.

Si tratta di una formulazione assolutamente innovativa in Costituzione che riflette le nostre battaglie e le aspettative di milioni di cittadini, e in particolare delle generazioni più giovani, che hanno compreso l’incredibile sfida che abbiamo davanti dovuta a decenni di sfruttamento delle risorse del Pianeta”, conclude.