24 Maggio 2022

Sanremo 2022, fra sessismo e record

Specchio degli ultimi settantadue anni

Secondo i dati Auditel, l’ultima serata del Festival di Sanremo 2022, è stata vista da 13.380.000 spettatori, con il 64,9 per cento di share (numero di persone sintonizzate su un programma nell’intervallo di tempo, sul numero totale di persone con televisore  acceso). Con un netto incremento di audience rispetto agli anni precedenti, Sanremo conserva, a prescindere dalla musica,  la sua natura di catalizzatore di polemiche, evento amato e odiato, con il fervore di chi lo guarda contro l’astio di chi si vanta di non seguirlo. Eppure qualcosa si trasforma sempre, di anno in anno, per una trasmissione specchio degli ultimi settandue anni di storia sociale e culturale italiana (Facci e Soddu, Il festival di Sanremo. Parole e suoni raccontano la nazione, Carocci, 2011, Roma). I vincitori dello scorso anno, i Maneskin, hanno trionfato anche all’Eurovision con una canzone d’altri tempi e un look gender fluid, che se ha scandalizzato un politico leghista in Italia, ha certamente toccato l’entusiasmo nord-europeo in fatto di diritti di genere. E piano piano chissà che anche il Bel Paese che ha bocciato il DDL Zan, non inizi ad aprirsi a simili questioni. Magari a partire da Amadeus…

Tentativi più o meno maldestri 

Più volte, negli anni, il festival ha fatto sfoggio di “gag” maschiliste. Si pensi alle accuse rivolte ad Amadeus quando, nel 2020, presentò Francesca Novello, elogiandone “la capacità di stare vicino a un grande uomo (Valentino Rossi) stando un passo indietro”. La giovane influencer Imen Jane, lanciò un hashtag antisessista: #boycottSanremo, colpita dalla gaffe e dalla scena (degna di Non è la Rai) di Amadeus circondato da donne selezionate da lui stesso, per accompagnarlo nella conduzione del festival. Quest’anno ha invitato attrici storiche ed emergenti, scelte per la loro professionalità, come ha dichiarato lo stesso Amadeus, difendendosi dalle battute di Checco Zalone che ironizzando sulle polemiche degli scorsi anni, rimpiangeva i bei tempi in cui c’erano le “sceme” ad accompagnare il conduttore. E sempre Checco Zalone ha portato nell’agenda dei telespettatori le tematiche LGBTQ+, oltre che di genere, ridicolizzando l’omofobia dell’uomo medio. Per la prima volta, quest’anno, i fiori sono stati consegnati a uomini e donne, non più solo alle donne, ma non dalla prima serata. Francesca Michielin, per la seconda volta, ha interrotto la tradizione, consegnando il mazzo ad un violinista, così come l’anno scorso lo passò al suo compagno di duetto, Fedez. Stessa cosa aveva fatto, sempre nel 2021 Victoria dei Maneskin. Così a partire dalla quarta serata Amadeus, esortato evidentemente da queste proteste spontanee delle interpreti, ha cominciato ad offrire fiori a tutti, uomini e donne senza distinzione, onde evitare di riattivare le critiche sessiste. Meglio tardi che mai. E’ stato anche il primo anno in cui un uomo travestito da donna ha fatto da conduttrice, ma non è mancato il bodyshaming, sul corpo di Emma Marrone che ha immediatamente risposto sensibilizzando le ragazze più giovani a ignorare commenti demenziali come quello di Davide Maggio, a proposito delle gambe dell’artista. Emma Marrone sempre sensibile a queste tematiche, aveva già partecipato a una campagna contro la violenza sulle donne e nel corso della sua esibizione, sul verso “siamo sante o puttane”, ha fatto il gesto femminista della vagina, diffuso negli anni Settanta e evidentemente ancora attuale e necessario. 

Classifica delle canzoni più ascoltate dopo il festival

La canzone vincitrice al Festival di Sanremo, Brividi di Mahmood e Blanco, aveva raggiunto un numero vorticoso di visualizzazioni online fin dalla prima serata (oggi 10 febbraio sono giunte a diciotto milioni su youtube). Il duo ha anche conquistato il record italiano di streaming in una sola giornata, su Spotify, nonché il quinto posto per canzone più ascoltata al mondo. Brividi è una ballata in cui i due hanno saputo miscelare con equilibrio, competenza vocale e ricerca timbrica con autotune, in un testo delicatissimo sull’inadeguatezza umana, in cui è facile immedesimarsi. Sul profilo social di Spotify Global è stata condivisa la classifica dei nuovi singoli più ascoltati nel mondo la scorsa settimana. Oltre al primato di Mahmood e Blanco, ci sono altre hit italiane, l’ottavo posto occupato da Irama, il nono da La rappresentante di lista e il decimo da Elisa. 

Irama, giovane rapper, passato per Amici di Maria De Filippi, si è collocato all’ottavo posto, con la sua “Ovunque sarai” dedicata a “una persona che non c’è più”, come ha dichiarato ad Androknos.  La sua potenza vocale e il ritornello melodico hanno spopolato sul web. L’apocalittica “Ciao ciao”di La rappresentante di lista, duo formato da Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, oltre che essere un “tormentone”, è stata definita sulla pagina Instagram dell’Accademia della Crusca, la canzone con il testo più ricercato, per via delle numerose citazioni, nonostante il mood apparentemente leggero. Il titolo riprende una canzone di De Gregori, la “bambina” iniziale rimanda al “Ciao ciao bambina” di Modugno, mentre il verso “È la fine del mondo/Sopra la rovina sono una regina/ Ma non so cosa salvare”, ricorda l’inno nazionale inglese o i Sex Pistols. Anche la canzone di Elisa, “O forse sei tu”, parla prevedibilmente di amore, con una perla che ricorda la purezza pop del suo capolavoro che vinse la gara nazionale nel 2001. Come ha dichiarato Gianni Morandi, giunto al terzo posto, hanno vinto tre generazioni e soprattutto i giovani stanno creando una nuova scena musicale che ha destato interesse a livello internazionale.