25 Maggio 2022

Referendum – La consulta ci riporta indietro di 50 anni

Bocciati i referendum su cannabis ed eutanasia

La consulta ci riporta magicamente al 1974

Niente referendum. Dovevamo immaginarcelo. Nell’aria c’era tutt’altra atmosfera, ma potevamo prevedere una caduta di stile del genere da parte dei giudici della consulta. Sì, perché hanno avuto l’occasione di cambiare un paese vecchio, moralista e stanco, ma hanno gettato quest’occasione alle ortiche, nel peggior modo possibile. E vale sia per l’eutanasia che per la cannabis.

Riguardo l’eutanasia siamo addirittura al grottesco: le motivazioni infatti parlano di “tutela della vita umana”. A quanto pare una vita di sofferenze viene ancora definita umana dalla consulta. Ebbene, speriamo che abbiano un fine vita dolce, perché altrimenti sarebbero vittime della loro stessa decisione. Anzi, no. Andrebbero sicuramente in Svizzera a farsi “curare”, dove l’eutanasia è legale, loro che possono permetterselo.

E chi non ha i fondi per permettersi una fine degna? Molto semplice, che muoiano nel tormento e nella sofferenza. Pare di assistere alle motivazioni della Democrazia Cristiana negli anni del referendum sull’aborto, che con tutto il rispetto era comunque un partito, e come tutti i partiti, atto a esprimere opinioni e a formulare leggi. Ma la consulta non è un partito: è un organo dello stato che ci ha fatto fare un passo indietro di quasi 50 anni. 

Ma torniamo alla cannabis invece, perché qui pare di assistere a una super cazzola di mascettiana memoria: motivando infatti che “si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, e le cosiddette droghe pesanti” e di conseguenza “questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali”. Ricordiamo alla consulta che non non si trattava di violare gli accordi internazionali, in quanto sia la legislazione svizzera che quella olandese prevedono la somministrazione controllata di droghe pesanti, proprio per garantirne gradualmente la via d’uscita.

Ma forse in quel piccolo passaggio che cita la consulta, in quel dannato errore tecnico che ha fatto bocciare il referendum, c’è anche tutta la bellissima ingenuità radicale, così naïf anche dopo 50 anni: potevano aspettarselo in effetti. Potevano scrivere qualcosa di inattaccabile. Ma probabilmente la consulta avrebbe trovato altro a cui appellarsi, quindi niente colpe. Ma una riflessione va fatta, perché altrimenti rimarremo sempre in un Cul de sac.

Tutti lì a sperare e a farsi i calcoli: piantine dentro casa, morti addolcite, e invece niente. Accontentatevi di Sanremo, della serie A e, da ora in poi, della consulta. Buona visione