24 Maggio 2022

Donald Trump lancia Truth Social

Il nuovo social media di Donald Trump ha fatto il suo debutto, ma ci sono dubbi in merito al suo funzionamento.

Dopo lo spiacevole evento di Capitol Hill, fatto nel quale i sostenitori dell’ex Presidente degli Stati Uniti avevano assediato la sede del Governo americano, i c.d. Big Tech si sono trovati di fronte alla non facile scelta di oscurare tutti i profili social di Donald Trump.

Fin da subito l’ex Presidente aveva manifestato il dissenso verso tale azione, annunciando una class action “contro i giganti del tech, Facebook, Google e Twitter, e contro i loro amministratori delegati, Mark Zuckerberg, Sundar Pichai e Jack Dorsey”, accusati da Trump di “censura illegale e incostituzionale”.

Tale azione, come riportato da La Repubblica, è sostenuta dall’America First Policy Institute. Di fatto, Trump è stato sospeso “in via definitiva da Twitter e per almeno altri due anni da Facebook, dopo che su suo incitamento migliaia di suoi sostenitori avevano dato l’assalto al Campidoglio di Washington, sede del Congresso Usa, lo scorso 6 gennaio”, si legge. Non solo i social, anche il motore di ricerca Google, ha bloccato i contenuti legati ai sostenitori del presidente, rimuovendo anche Parler (il social media usato dai conservatori) dal negozio di app.

Truth (verità) è la nuova app di Donald Trump

Da domenica notte, dunque, la nuova piattaforma social chiamata Truth Social, è scaricabile dall’App Store di Apple, per ora solo negli Stati Uniti. Truth Social ha registrato più download di tutti, più addirittura del gioco del momento, Wordle!, TikTok, Hbo Max e YouTube, finendo al primo posto nella lista stilata da Apple.

Come si legge su Il Post “la distribuzione su App Store era stata comunicata agli utenti della versione beta, quella di prova e precedente al lancio ufficiale, e da Devin Nunes, ex deputato Repubblicano – che lascerà la sua poltrona alla Camera dei rappresentanti per lo stato della California – amministratore della Trump Media and Technology Group (TMTG), la società di Trump che ha sviluppato la nuova piattaforma”. Nunes ha anche detto che l’app sarà completamente operativa soltanto a fine marzo, quanto meno negli Stati Uniti.

Proprio il fatto che l’applicazione non sia disponibile per gli utenti Android significa perdere una buona fetta di utenti. Essere presenti su app store significa raggiungere, infatti, un miliardo di utenti iPhone. La gran parte del mercato però è tuttora in mano al sistema operativo Android (di proprietà di Google). Se questo non bastasse, al momento di registrarsi parecchi utenti hanno segnalato dei problemi che sono stati giustificati dalla piattaforma da “un eccesso di traffico”. Lo staff tecnico spiega che ci vorranno ancora alcune settimane per lavorare a pieno ritmo.

Trump ha definito «Truth» un social per “combattere la censura, i rimproveri ipocriti e gli arbitri autoproclamati arbitri, che decidono cosa gli altri possono pensare, dire, condividere e fare”, rimarcando quanto detto mesi prima: “Viviamo in un mondo dove i talebani hanno una enorme presenza su Twitter – come scrisse lo scorso ottobre – mentre ancora il vostro presidente preferito viene silenziato“.

Oltre ai problemi legati al traffico, il social è poco innovativo

Se i problemi legati alla nuova app sono già tanti (dal traffico alla disponibilità per sistema operativo) si aggiunge anche la totale mancanza di originalità. Si tratta infatti di una versione gemella di Twitter (social preferito da Trump). Di certo, i concorrenti al momento non se la passano bene, basti pensare alle dichiarazioni rilasciate da Mark Zuckerberg pochi giorni fa, in cui oltre alla preoccupazione verso la decrescita della community di Facebook, si fa largo la preoccupazione della chiusura dello stesso in Europa.

L’altro potenziale ostacolo alla partenza di questo social, potrebbe essere il fatto che Apple controlla in maniera precisa, spesso più severamente di Android, i contenuti dell’app store e interviene duramente quando si violano le regole di policy.

Come si legge su Rai News, tuttavia, Truth dovrebbe diventare “il punto di riferimento della destra conservatrice e fornire nuovamente a Trump un megafono, per rafforzare la sua presa sul partito repubblicano, partito dove i suoi estimatori sono stretti a tenaglia con altri che vogliono altre candidature dall’interno del partito”. Inoltre, sembrerebbe proprio che la nuova piattaforma abbia il compito di preparare il terreno per una ricandidatura di Donald Trump alla Casa Bianca.

Trump e i Social Media

Le iniziative autonome da parte dei social media di censura nei confronti di Trump, hanno fatto nascere grossi dibattiti nell’ambito della comunità giuridica poiché per quanto le iniziative del presidente americano uscente siano molto discutibili, la reazione dei social rischia di mettere in discussione la libertà di espressione che ha sempre alimentato il dibattito in rete.

Come anticipato, tutti i social media hanno preso dei provvedimenti nei confronti dell’ex presidente. Twitter ha messo al bando Donald Trump e Google ha tolto dal suo store il social network ‘Parler’ perché vi viene usato un linguaggio che incita alla violenza. Gli account Facebook e Instagram di Donald Trump sono sospesi a tempo indeterminato, “crediamo che lasciare che il presidente utilizzi i nostri servizi durante il periodo di transizione sia un rischio troppo grande”, aveva dichiarato Zuckerberg subito dopo la decisione. Anche Snapchat ha sospeso l’account ufficiale dell’ex presidente degli Stati Uniti fino a nuovo avviso, seguito da Twitch che ha fatto lo stesso. Shopify, che non è un social network ma una piattaforma per realizzare siti di shopping online, ha chiuso due shop legati al comitato elettorale di Donald Trump.

Il rapporto di Trump con i social media è stato fin da subito molto tormentato, molti ricorderanno il tentativo di quest’ultimo di bloccare l’utilizzo del social Tik Tok negli Stati Uniti, ritenuto poco sicuro.

Tentativo prontamente stroncato dal nuovo presidente Joe Biden, che ha revocato l’ordine esecutivo firmato dal predecessore per bloccare le app cinesi TikTok e WeChat sul mercato americano. Nel suo ordine esecutivo, oltre ad annullare i divieti, Biden ha chiesto che il dipartimento del Commercio operi una “revisione delle app che sono di proprietà o controllate da potenze straniere, tra cui la Cina, che potrebbero arrecare rischi alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti e degli americani”, si legge su Il Post.