22 Maggio 2022

L’Ucraina si sveglia sotto le bombe russe

È iniziata alla cinque del mattino l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. “Chiunque tenti di fermarci o di interferire subirà conseguenze mai viste prima” ha minacciato il presidente russo Vladimir Putin. “Dobbiamo difendere le repubbliche separatiste dal genocidio che stanno subendo da anni da parte del regime di Kiev, sono stati loro a chiedercelo” è stato il pretesto finale che ha utilizzato Putin per iniziare la guerra. La Russia parla di obiettivi militari, bombardamenti chirurgici, volti a demilitarizzare l’Ucraina e non invaderla. Sono state già distrutte sistemi antimissilistici, basi militari e depositi di munizioni. Si parla di centinaia di morti, anche se sono otto fino ad ora le vittime ufficiali, ma la situazione è in continuo peggioramento. A Kiev sono stati attaccati il ministero degli esteri ucraino e la sede dell’intelligence. Piazza dell’Indipendenza deserta questa mattina, con la polizia che con i megafoni ha invitato le persone in giro a rifugiarsi nei sottopassaggi e poi andare a casa. A nulla è valso l’appello del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ieri sera, in lingua russa, ha fatto appello alla popolazione russa, dicendo: “Il popolo ucraino vuole la pace, ascoltate il vostro cuore, ascoltate la vostra coscienza. Non fatevi ingannare dalle bugie di Putin”. Poche ore dopo sono iniziati i bombardamenti, preceduti dalla dichiarazione dello stato di emergenza di Zelinsky.

La situazione nel Donbass

La giornalista Francesca Mannocchi, da sempre impegnata in fronti di guerra, si trova a Kramatorsk, nel Donbass ucraino, città al centro del contendere di questi anni, che viene rivendicata dai separatisti. È qui, e nelle città vicine, che si è giocati i tentativi di negoziazione falliti. Ieri sera, insieme al sindaco, i cittadini di Kramatorsk erano scesi in piazza per rivendicare la loro appartenenza all’Ucraina, di cui sventolavano numerose bandiere. “Stamattina ci siamo svegliati con tre forti esplosioni, come è successo a Kiev, ad Odessa ed in altre città – ha detto l’inviata – tutto era stato preannunciato ieri sera alle 22, quando sono stati chiusi gli aeroporti, evidente segnale di inizio della guerra”. Disarmante lo scenario visto stamattina, con tante persone in fila ai benzinai e ai bancomat, con le banche che hanno finito i soldi e consentono un prelievo massimo corrispondente a circa cinquanta euro. Dall’altro lato, c’erano persone sugli autobus, bambini con le cartelle sulle spalle pronti per andare a scuola. Scenario che è cambiato dopo poche ore, con la città che si sta svuotando, ma non si sa per andare dove. Il confine polacco, porta d’ingresso per l’Europa, è a sedici ore di macchina. Più difficile la situazione nelle città sulla linea di contatto del Donbass, dove ci sono villaggi già privi di elettricità e acqua.

L’attacco è partito anche in Crimea, con fanti di marina sbarcati dal Mar Nero sui porti di Odessa e paracadutisti nel centro dell’Ucraina, con i militari pronti a marciare su Kiev. Le truppe russe sono entrate anche dalla Bielorussia, dove erano di istanza trentamila soldati di Putin. A Karkiv, le truppe russe sono già entrate e, sembra sia stato bombardato un palazzo di civili. Bombardamenti si sono uditi anche vicino al confine con la Polonia. Dovrebbe essere una guerra lampo, per non perdere troppi soldi, visto il crollo in borsa del 30 per cento e la banca russa pronta a sostenerla.

Il discorso del Presidente ucraino

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo l’inizio del bombardamento, ha chiesto di fornire armi a chiunque voglia combattere e stamattina ha parlato con il presidente degli Stati Uniti, John Biden, che ha dichiarato che le truppe Usa non entreranno in Ucraina, ma la Nato è in allerta e si sta riunendo in queste ore. Zelensky, che ha introdotto la legge marziale, ha chiesto agli ucraini di donare sangue, il che vuole dire che ci sono già parecchi feriti o ne sono previsti. Si aspettano ora le reazioni della comunità internazionale, che si sta riunendo per affrontare la situazione, dalla Nato alla Comunità Europea, ai Paesi del G7. L’escalation è grave e in continua evoluzione, con informazioni difficilmente verificabili, come avviene in qualsiasi guerra. Sembra che alcuni giornalisti siano infatti stati feriti. “Niente panico, restate a casa, vinceremo contro chiunque” l’incoraggiamento di Zelensky alla popolazione ucraina.