domenica29 Gennaio 2023
NEWS > 26 Febbraio
DUEMILA22

Back to the 2022 – I social media e la salute mentale

L’avvento dei social ha portato, senza ombra di dubbio, cambiamenti drastici sotto diversi punti di vista. Pensiamo al ruolo degli...

IN QUESTO ARTICOLO

L’avvento dei social ha portato, senza ombra di dubbio, cambiamenti drastici sotto diversi punti di vista. Pensiamo al ruolo degli influencer nel marketing, all’ossessione dei mi piace e infine, al fattore più preoccupante di tutti: la totale distorsione della realtà.

Fatto che allarma gli psicologi è, inoltre, l’aumento spropositato di casi di disturbo alimentare e depressione derivanti dall’utilizzo assiduo dei social media.

Questa preoccupazione trova fondamento in uno studio condotto in gran segreto dall’azienda Menlo Park, resa però pubblica dal Wall Street Journal. Dalle ricerche in questione, sarebbe proprio emerso come i giovani che popolano la celebre piattaforma siano propensi a manifestare sentimenti negativi rispetto al proprio corpo, ansia o persino depressione.

Quel che emerge dagli studi

I dati appaiono preoccupanti, ma forse ancora più preoccupante è il fatto che questo fenomeno, seppur evidente, venga tenuto nascosto. Non ci sta il Wall Street Journal, che nel suo articolo “Facebook Knows Instagram Is Toxic for Teen Girls, Company Documents Show”, rende pubblico il gran segreto.

SkyTg 24 ha riportato alcuni dati dello studio estratti dall’articolo, evidenziando come “Il 32% delle adolescenti afferma che quando si sente male con il proprio corpo, Instagram le fa sentire peggio”, è uno dei dati che riporta il Wall Street Journal a proposito della ricerca interna di Facebook.

Ma è emerso anche come “gli adolescenti incolpino Instagram per gli aumenti del tasso di ansia e depressione”.

Un altro dato, invece, mostra come sia stato riscontrato che per oltre il 40% dei giovani la percezione di non essere abbastanza attraenti sia scaturita proprio con l’utilizzo di Instagram. In quest’ottica, proprio il capo delle public policy del social network, Karina Newton, ha spiegato che la società sta individuando una serie di stratagemmi per allontanare gli utenti da determinati tipi di contenuti. “Siamo cautamente ottimisti che questi suggerimenti sposteranno l’attenzione finora focalizzata sull’aspetto fisico delle persone”, ha detto.

Come riporta il noto giornale, sarebbero stati fatti “sforzi minimi per affrontare questi problemi e come siano stati minimizzati in pubblico”.

L’effetto dei social media non può essere ignorato ancora a lungo

Instagram è solo l’ultimo, in ordine di tempo, ad essere scelto per convogliare il panico morale che ha da sempre accompagnato le nuove tecnologie. Pur esistendo dal 2010 è solo ultimamente che la ricerca si è interessata a questa piattaforma e gli studi sono finora solo esplorativi e frammentari” ha dichiarato Tiziana Metitieri, neuropsicologa del Meyer di Verona a La Repubblica.

L’impatto dei social media sugli adolescenti sembra dunque essere un vaso di pandora che si cerca di tenere chiuso, ma secondo la neuropsicologa è ora di affrontare il problema nel modo dovuto: “Quello che sappiamo è che i risultati degli ultimi anni rivolti a dimostrare l’impatto negativo dei social media sulla salute psicologica degli adolescenti si sono rivelati deboli quando non artefatti – ha dichiarato, aggiungendo –  L’esclusivo basarsi su misure soggettive del tempo trascorso online, la selezione parziale degli strumenti per valutare ansia e depressione, l’opacità dei dati raccolti e non aperti alla verifica di ricercatori indipendenti, assieme alla scarsa trasparenza sugli scopi delle ricerche ne ha messo in questione l’integrità”, ha sottolineato.

Sono più di 50 gli effetti negativi associabili all’utilizzo dei social media

A identificarli una ricerca australiana della University of Technology Sydney, pubblicata sul Journal of Global Information Management.

Tra i vari effetti elencati, troviamo ansia, depressione, molestie, incitamento al suicidio, cyberstalking, delinquenza, gelosia, sovraccarico di informazioni e mancanza di sicurezza online. Ma anche violazione della privacy, inganno, conflitto con gli altri e una maggiore propensione per l’assunzione di rischi finanziari.

In particolare, emerge l’inadeguatezza rispetto al proprio aspetto. Il costante paragone con altre persone della propria cerchia che possono provocare sentimenti di invidia e insoddisfazione. Inoltre, uno studio dell’Università della Pennsylvania ha scoperto che un elevato utilizzo di Facebook, Snapchat e Instagram aumenta i sentimenti di solitudine. In aumento anche il fenomeno cyberbullismo: circa il 10% degli adolescenti riferisce di essere vittima di bullismo sui social media e molti altri utenti sono soggetti a commenti offensivi.

Nel complesso, come riporta ANSA: “i problemi relativi all’utilizzo dei social media vanno da problemi di salute fisica e mentale a impatti negativi sul lavoro e sul rendimento scolastico, oltre a problemi di sicurezza e privacy”.

Body Shaming e Cyberbullismo

Se a combattere i pregiudizi e il giudizio superfluo ci pensano nuovi movimenti come il Body Positivity, ad aumentare sono anche gli effetti negativi che vedono il bullismo mutare sul web, esercitando nuove forme di violenza verbali quali ad esempio il body shaming (qui parliamo del fenomeno a Sanremo 2022).

Il Cyberbullismo, riconosciuto come tale e perseguito per legge dal 2017, è una “forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica (…)”, definito tale dalla Legge 71/2017.

Seppur il fenomeno esista almeno dal lontano 2002, è solo da qualche anno che si sta iniziando a porre l’attenzione sul rischio che può rappresentare nello scenario digitale. La nascita dei noti “leoni da tastiera”, ha portato sui social il fenomeno del body shaming e non solo, coinvolgendo quasi chiunque decida di postare una fotografia sulla piattaforma. A scampare dal giudizio dell’utente giudicante, non sono nemmeno le star di Hollywood, che spesso sono state costrette a rimuovere i profili per un periodo di tempo.

L’attrice e cantante Selena Gomez si è spesso espressa in merito al tema, dichiarando in un’intervista di essere malata e a causa della sua malattia di aver sofferto di aumenti di peso incontrollati: “Per la prima volta in vita mia ho sperimentato il body shaming, gli insulti al mio corpo, quando il mio peso ha iniziato a fluttuare. È stato proprio in quel frangente che ho iniziato a essere più consapevole dell’immagine del mio corpo. Cioè quando le persone hanno iniziato ad attaccarmi per quello”, ha dichiarato.

Le critiche non hanno reso più facile il periodo dell’attrice, che ha confessato: “mi hanno colpita davvero tanto. Credo mi abbiano scombussolata per un bel po’”, a seguito di questo episodio l’attrice ha preso la decisione di rimuovere per un po’ la sua presenza dai social. Tornata, ha continuato a battersi affinché chiunque possa sentirsi a proprio agio e libero di essere sé stesso in un luogo che ormai sembra il terreno più fertile per dare sfogo alla frustrazione altrui.

CONDIVIDI

Leggi Anche