27 Settembre 2022

Si torna a viaggiare, ma con più consapevolezza: come cambiano le abitudini degli italiani. La guerra in Ucraina porterà a conseguenze?

Viaggiare sembrava un miraggio fino a pochi mesi fa, eppure piano piano gli italiani stanno ricominciando.

Non solo per piacere, si torna a viaggiare anche per lavoro ma con differenze sostanziali rispetto al pre 2020.

L’osservatorio EY “Future travel Behaviours” ha effettuato uno studio su un campione di oltre 1.000 soggetti e ci rivela i suoi risultati ottenuti sia con rilevazioni esplicite sia attraverso tecniche di neuroscienze cognitive che hanno permesso di delineare il nuovo profilo del viaggiatore italiano. Dopo un anno di fermo quasi totale, nel 2021 oltre l’80% degli italiani ha ripreso a viaggiare per motivi dichiarati e il trend per il 2022 conferma la necessità di tornare a viaggiare alle stesse abitudini e condizioni pre pandemiche, con il 60% degli intervistati che ravvisa questa necessità. 1 italiano su 4 dichiara che quest’anno intende aumentare il numero di viaggi.

«I risultati dell’Osservatorio evidenziano come le abitudini dei viaggiatori siano in continua trasformazione, accelerate anche dall’impatto della pandemia, e guidate da nuovi driver in cui la sostenibilità ambientale gioca un ruolo centrale nelle scelte di viaggio. I viaggiatori hanno saputo adattarsi allo scenario pandemico evolvendo le proprie preferenze e abitudini di spostamento, ma sarà fondamentale per gli operatori della mobilità, del turismo e del travel anticipare quelli che saranno le nuove tendenze che guideranno le scelte di viaggio», commenta Claudio d’Angelo, Transportation Market Segment Leader di EY in Italia.

C’è però allo stesso tempo un trend positivo causato da questa pandemia: l’aumento dello smart working ha portato una nuova consapevolezza e il 6% degli intervistati ha deciso di slegare la propria residenza dal lavoro in smart programmando un viaggio in cui lavorare da remoto.

Come si spostano gli italiani in viaggio

L’auto rimane il mezzo di trasporto preferito sia per le vacanze che per i viaggi di lavoro, scelta dal 64% degli intervistati nel primo caso e dal 60% nel secondo, una scelta quasi obbligata se si considerano la comodità di non aver a che fare con mezzi pubblici, bagagli da trascinare in giro e lunghe attese (a meno che non si resti imbottigliati nel traffico), e a conti fatti quasi sempre la macchina costa meno, soprattutto se si viaggia condividendo il mezzo. Il 74% del campione dichiara che rispetto a prima ora controlla di più di fare vacanze quanto più ecologiche possibile, scegliendo mezzi più sostenibili. L’aereo infatti viene visto come uno tra i mezzo meno ecologici. Questa nuova attenzione si rispecchia anche nel fatto che il 66% degli intervistati dichiara che è disposto a pagare un supplemento pur di garantire la compensazione delle emissioni di CO2 durante i propri viaggi. Questa nuova ansia sui problemi ambientali è aumentata dell’8% rispetto all’anno precedente (67% contro 75%), c’è una nuova considerazione verso i problemi della Terra, verso ciò che noi umani le stiamo facendo anno dopo anno anche con una semplice gita in campeggio.

L’Italia come meta preferita

L’estero sembra una meta ancora difficile da raggiungere: solo 1 italiano su 3 dichiara di voler viaggiare all’estero e allo stesso tempo i voli sono pochi, soggetti a cancellazioni e costosi. Non solo i voli, un viaggio in autobus per una capitale europea come Praga costa, partendo da Bologna, circa 120€ pe 12 ore di viaggio, cifre e tempistiche che scoraggiano notevolmente i viaggi al di fuori del nostro stato. Per coloro che hanno ripreso a viaggiare l’Italia rimane la meta preferita dal 67% del campione, ma è in aumento anche la percentuale di coloro che desiderano trascorrere le vacanze all’estero (33%). Anche per i viaggi di lavoro il nostro Paese è la meta preferita: 89% contro l’11% che immagina di dover trascorrere un periodo all’estero per questioni professionali.

Si torna a viaggiare

Rispetto al 2020 c’è stato un decremento del 10%  di italiani che non hanno fatto nemmeno un viaggio e raddoppiano gli italiani che ne hanno fatti più di 5! Un aumento notevole se si considera le continue restrizioni ancora in corso in tutta Italia (ma che a breve andranno eliminate quasi del tutto). I dati raccolti dall’Osservatorio EY hanno evidenziato profondi cambiamenti nelle motivazioni alla base delle scelte di viaggio con una decisa spinta verso esperienze sempre più diversificate e personali. Sono 8 i profili dei viaggiatori che si delineano nel corso di questo 2022 che tengono conto di caratteristiche anagrafiche, comportamenti, preferenze e intenzione. Il primo profilo che emerge è quello di coloro che intendono aumentare i propri viaggi nel 2022, siano per vacanza o per lavoro, sono detti Potential Frequent Travelers e corrispondono al 20% del campione. In crescita anche In crescita anche i Reluctant Travelers (+3%), che continueranno a limitare gli spostamenti e gli Health and Environmental Concerned Travelers (+1%), che non intendono aumentare il numero di viaggi a causa di preoccupazioni legate alla salute e all’ambiente. L’esigenza di viaggiare non si è mai sopita, in questi due anni ci saremo forse abituati allo stare in casa, al risparmiare soldi in cose inutili, complici le casse integrazioni basse e in ritardo e la disoccupazione per coloro che direttamente hanno perso il lavoro, ma ora che la situazione si sta sistemando, il desiderio di esplorare torna potente, unito a una nuova consapevolezza ecologica e a un nuovo modello lavorativo che permette di spostarsi in tutto il mondo. E, ci si può scommettere sopra, non appena la pandemia da Covid ci abbandonerà del tutto e potremo di nuovo essere liberi, gli italiani torneranno a viaggiare come e più di prima.

 

La guerra in Ucraina cambierà le carte in tavola?

Non sappiamo ancora nulla degli effetti a lungo termine che i recenti e tutt’ora in corso conflitti tra Russia e Ucraina porteranno sul panorama turistico. Per ora i passaporti di diversi esponenti politici russi sono stati bloccati in America ed Europa e gli italiani in viaggio nelle zone coinvolte sono stati rimpatriati, la speranza è che il conflitto si esaurisca quanto prima e la situazione torni stabile, un augurio per tutti, soprattutto per gli ucraini.