27 Settembre 2022

Quello che vi siete persi per seguire la guerra Usa-Russia in Ucraina: Maghreb-Spagna, Libia, Giappone, Qatar #multilateralismo

Aumentano le tensioni diplomatiche tra Algeria, Marocco e Spagna, mentre la Libia nega la partenza di mercenari dal suo territorio per sostenere la Russia in Ucraina

Mosca interrompe le trattative con il Giappone; accordo di partenariato energetico tra Germania e Qatar

Algeria-Marocco-Spagna: fronte del porto

Mentre l’Algeria richiama il suo ambasciatore in Spagna per consultazioni, l’ambasciatore marocchino torna a Madrid dopo circa dieci mesi di gelo diplomatico. Da un lato, infatti, Rabat è soddisfatta della lettera con cui, il 18 marzo, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, rivolgendosi al re del Marocco Mohammed VI, ha accettato la proposta presentata da Rabat nel 2007, sull’autonomia del Sahara occidentale, come «la base più seria, realista e credibile» per risolvere la controversia. La missiva, inoltre, contiene un elogio dell’impegno del governo marocchino per trovare una soluzione mediante le Nazioni unite (Onu) e la garanzia che la Spagna «agirà con la trasparenza assoluta che merita un paese amico e alleato»: un riferimento alla controversia che aveva provocato la rottura delle relazioni diplomatiche. In chiusura, Sanchez si dichiara disponibile ad affrontare in modo congiunto le sfide comuni, in particolare la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo e nell’Atlantico. La lettera ha dunque irritato l’Algeria, che accusa la Spagna di aver rinunciato improvvisamente alla propria neutralità sullo status del Sahara occidentale, che fino al 1975 era stata una sua colonia. Algeri, infatti, sostenendo il diritto all’autodeterminazione del popolo sahrawi, a fine ottobre aveva respinto la risoluzione 2602 del Consiglio di sicurezza dell’Onu per il prolungamento della missione per l’organizzazione di un referendum nella regione (Minurso), preferendo piuttosto accelerare i tempi. Inoltre, anche se formalmente l’Algeria già alla fine di agosto 2021 aveva già interrotto le relazioni diplomatiche con il Marocco, accusandolo di sostenere strumentalmete il Movimento per l’indipendenza della Kabilia, le tensioni si sono acuite dopo la normalizzazione delle relazioni tra Rabat e Tel Aviv. Il governo spagnolo, dal canto suo, dichiara di aver avvertito Algeri prima dell’invio della lettera al re marocchino, che per l’Algeria consegna a Rabat, accusata di utilizzare i flussi migratori come strumento di pressione, una vittoria diplomatica che potrebbe essere radice di nuovi conflitti.

Libia: botta e risposta

Il 21 marzo, l’Esercito nazionale libico (Enl), comandato dal maresciallo Khalifa Haftar, ha smentito le dichiarazioni rilasciate il giorno prima dal ministero della Difesa ucraino, che lo accusava di aver siglato un accordo con la Russia per l’invio di mercenari in Ucraina. Il trasferimento, secondo Kiev, sarebbe dovuto avvenire attraverso un ponte aereo organizzato e finanziato dalla compagnia militare privata League, in precedenza nota come Wagner, con velivoli dell’aviazione russa. Tuttavia, il generale maggiore Khaled Mahjoub ha risposto che l’Enl non ha nulla a che vedere con quel conflitto, essendo invece impegnato nel contrasto al terrorismo e ai traffici illeciti, inclusa la tratta di esseri umani. Qualche giorno prima, invece, il ministero della Difesa ucraino aveva detto che erano giunti nel paese i primi 400 mercenari siriani arruolati da Mosca. Affermazioni fondate sul sostegno del presidente russo Vladimir Putin a un piano per l’invio di volontari in Ucraina, cui avevano fatto eco il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov e il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu. In particolare, secondo quest’ultimo, sarebbero circa 16 mila i volontari pronti a partire dal Medio Oriente. Agli inizi di marzo, di contro, a suggerire che la Russia stesse reclutando mercenari dalla Siria, era stato il quotidiano statunitense Wall Street Journal. La questione dei mercenari, d’altronde, suscita inquietudine a causa della crisi alimentare provocata in Medio Oriente dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni alla Russia (essendo i due paesi tra i principali esportatori di grano), che, causando l’aumento dell’inflazione, ha già impoverito popolazioni già provate da almeno un quindicennio di instabilità.

Russia-Giappone: Mosca interrompe i negoziati di pace

Il 21 marzo, il ministero degli Esteri russo ha annunciato il ritiro di Mosca dalle trattative per un accordo di pace con il Giappone, che avrebbe dovuto porre fine alla storica controversia tra i due paesi sullo status delle contese isole Kurili. Saltano, di conseguenza, i progetti di investimento su queste isole, mentre viene ripristinato l’obbligo del visto per i viaggi. Il motivo di tale decisione è la posizione di Tokyo, che la Russia considera apertamente ostile, sul conflitto ucraino: il Giappone, infatti, ha applicato sin da subito le sanzioni euroatlantiche, revocando a Mosca la qualifica di partner commerciale favorito e ampliando la lista dei beni degli oligarchi russi da congelare. Eppure, lo scorso ottobre, sembrava che la linea del dialogo non fosse difficile da intraprendere, ma le autorità russe definiscono una minaccia alla loro sicurezza non solo la presenza di armi statunitensi in Giappone, definito dalla Casa bianca come «alleato principale», ma anche gli stessi legami tra Tokyo e Washington, che si sono progressivamente intensificati nell’ultimo decennio, di fronte all’ascesa geopolitica della Cina. Inoltre, Mosca teme di perdere la sovranità sulle Kurili, isole di grande importanza strategica, in quanto costituiscono un significativo accesso al mare per la flotta da guerra. Tokyo, d’altra parte, aveva già manifestato preoccupazione per un’esercitazione militare congiunta di Cina e Russia, nel Mar del Giappone.

Germania-Qatar: geopolitica energetica

Il 20 marzo a Doha, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck e l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani hanno firmato un accordo di partenariato a lungo termine nel settore energetico, discutendo altresì del rafforzamento delle relazioni bilaterali. L’azienda statale qatariota QatarEnergy, inoltre, ha reso noto che le imprese di entrambi i paesi proseguiranno le trattative sulle forniture di gas naturale liquefatto (gnl). In seguito, gli stessi temi sono stati al centro anche dell’incontro tra Habeck e il ministro degli Affari energetici qatariota Saad Sherida al-Kaabi. Si tratta di un cambiamento significativo per la Germania, il cui cancelliere Olaf Scholz, il 27 febbraio, ha annunciato la costruzione di due terminal di gnl (di cui Berlino finora non disponeva), grazie alla collaborazione tra l’impresa dei Paesi bassi Nederlandse Gasunie e la tedesca Rwe. Alla base dell’accordo tra Germania e Qatar, c’è dunque l’esigenza della prima potenza economica europea di diversificare le sue fonti di approvvigionamento energetico, emancipandosi dalla dipendenza dalla Russia. Un passo che acquista importanza, in vista delle discussioni tra i paesi membri dell’Unione europea su un embargo sugli idrocarburi russi, sostenuto dalle repubbliche baltiche, ma finora escluso da Germania, Italia e Ungheria. D’altronde, due giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina, Berlino aveva già annunciato la sospensione del gasdotto Nord Stream 2, che avrebbe portato il gas russo passando per il mar Baltico.