22 Maggio 2022

Back to the 2022: Legge europea contro la violenza sulle donne

Arriva una nuova proposta dalla Commissione europea, si tratterebbe di una legge europea contro la violenza sulle donne.

Una donna su tre, in Europa, è stata vittima di violenza sessuale e di violenza domestica.

Sempre una donna su tre ha subito violenze sul posto di lavoro, per non parlare della violenza online, in cui una donna su due ne è stata vittima. La situazione non è rosea, e proprio da questo presupposto nasce la proposta dell’Unione europea, che intende criminalizzare in tutti i Paesi dell’Ue lo stupro, il mancato consenso (che considererebbe quindi un rapporto non consensuale uno stupro), le mutilazioni genitali femminili e la violenza informatica contro le donne (condivisione non consensuale di foto intime e private, cyberstalking, molestie informatiche, e incitamento informatico alla violenza e all’odio).

Come si legge sulla proposta, gli ambiti citati riguarderebbero: “criminalizzazione e sanzioni per reati rilevanti, protezione delle vittime e accesso alla giustizia, supporto alle vittime, prevenzione, coordinamento e cooperazione”. Le nuove regole andrebbero inoltre a rafforzare e facilitare il processo che intercorre tra vittime e giustizia, incoraggiando gli stati membri a aderire a una sorta di sportello unico per il supporto delle vittime.

Cosa troviamo scritto nella proposta “combating violence against women and domestic violence”

Questa proposta mira a prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, garantendo un elevato livello di sicurezza e il pieno godimento dei diritti fondamentali all’interno dell’Unione, compreso il diritto alla parità di trattamento e alla non discriminazione tra donne e uomini. La proposta, inoltre, contribuisce alla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

Per raggiungere tali obiettivi, la proposta prevede:

  • rendere più efficaci gli attuali strumenti giuridici dell’UE, rilevanti per combattere la violenza contro donne e violenza domestica.
  • creare una convergenza verso l’alto e colmare le lacune in materia di protezione, accesso alla giustizia, sostegno, prevenzione e coordinamento e cooperazione.
  • Allineare il diritto dell’UE agli standard internazionali stabiliti.

Le vittime devono essere risarcite dai loro aggressori

Nella proposta della Commissione Ue si legge che le vittime devono avere il diritto di chiedere “il pieno risarcimento” dagli aggressori per i danni subiti, compresi i costi dell’assistenza sanitaria, dei servizi di supporto, del mancato guadagno, dei danni fisici e psicologici.

Per quanto riguarda i servizi di protezione e supporto, le organizzazioni internazionali hanno individuato la mancanza di comprensione di genere della violenza, che può portare a vittimizzazione secondaria e ripetuta, intimidazioni e ritorsioni. Hanno identificato gli approcci one-stop-shop per identificare l’assistenza come la migliore pratica. Per quanto riguarda l’accesso alla giustizia, hanno evidenziato carenze nell’accesso al risarcimento da parte dello Stato e dall’autore del reato, i cui tempi troppo brevi per chiedere il risarcimento limiterebbero le richieste di risarcimento del danno morale (per alcune tipologie di reati).

Inoltre, come si legge sempre nel documento ufficiale pubblicato sul sito della commissione europea, la direttiva sull’indennizzo consente alle persone che sono state vittime di atti violenti e reati intenzionali di chiedere un risarcimento statale. L’attuale iniziativa, andrebbe dunque ulteriormente a rafforzare i diritti delle vittime, consentendo loro di accedere al risarcimento rafforzando l’obbligo da parte dell’autore del reato di eseguirlo, anche mediante l’istituzione di regole minime in materia.

Quanto tempo richiederà la proposta per diventare una legge a tutti gli effetti?

Come si legge su Luce!, la proposta di legge europea contro la violenza sulle donne avanzata dalla Commissione Ue, al momento è una direttiva. Per questo motivo, “deve essere recepita da ogni Paese dell’Ue e approvata da ogni parlamento degli Stati membri. Prima di arrivare alle legislazioni nazionali, la direttiva dovrà comunque passare al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue”. Solo dopo una serie di letture, “il Parlamento europeo e il Consiglio esaminano e modificano il testo della proposta. Se le due istituzioni si trovano d’accordo sugli emendamenti, la proposta di legge è adottata e il testo viene trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio”.

Una donna su quattro ha subìto violenza dal partner almeno una volta nella vita

Secondo uno studio riportato su Focus, che si basa su una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, che si basa su dati dell’OMS raccolti da 161 diversi Paesi e regioni del mondo, oltre una donna su quattro è stata vittima di violenza da parte del proprio partner almeno una volta nella vita.

Lo studio, si legge su Focus, riguarda il ventennio precovid (2000-2018) e restituisce un quadro piuttosto allarmante, infatti, nonostante non tenga conto dei problemi emersi durante la pandemia, che hanno portato a un aumento delle violenze: “La pandemia ha esacerbato i problemi che sfociano in violenza domestica, come l’isolamento, la depressione, l’ansia e l’abuso di alcol, oltre a ridurre l’accesso ai servizi di assistenza per le donne vittime di violenza”, ha sottolineato uno degli autori, Claudia García-Moreno.

Jessica Leight dell’International Food Policy Research Institute, evidenzia (a sostegno della direttiva di cui parlavamo qui sopra) “la necessità di sviluppare strategie di prevenzione e riduzione della violenza da parte del partner per le donne di tutto il mondo, in particolare le più vulnerabili”.

La situazione in Italia

In Italia, come riportato sul sito ufficiale del Ministero della Salute, i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. I dati del Report del Servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 6 marzo 2022 evidenzia che:

  • dal 1° gennaio al 6 marzo 2022 gli omicidi con vittime femminili sono stati 13
  • dei 20 omicidi commessi in ambito familiare/affettivo nel periodo 1° gennaio – 6 marzo 2022 le vittime femminili sono state 12
  • degli 8 omicidi commessi da partner o ex partner le vittime femminili sono state 8 nel periodo 1° gennaio – 6 marzo 2022
  • nel 2021 sono stati 119 gli omicidi con vittime di sesso femminile, a fronte dei 117 dello stesso periodo del 2020

Il Progetto IPAZIA CCM 2021

Il 24 febbraio 2022 nell’ambito delle iniziative finanziate dal Ministero della Salute – CCM 2021, è stato lanciato inoltre il Progetto IPAZIA CCM 2021 – Strategie di prevenzione della violenza sulle donne e sui minori. “Il progetto attraverso la formazione di operatrici e operatori di area sanitaria e socio-sanitaria, con particolare riguardo agli effetti del Covid-19, ha l’obiettivo di rafforzare i servizi di assistenza e supporto a donne e minori vittime di violenza”.

In occasione della ricorrenza dell’8 marzo, si legge, “l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) attiverà uno spazio di tele-consulenza per gli operatori sanitari e socio-sanitari impegnati nella presa in carico di donne straniere che subiscono, hanno subito violenza o sono state vittime di tratta”.