18 May 2022

Oscar 2022: dal trionfo di CODA alla rissa sfiorata

Anche questa 94ª edizione dei premi Oscar, tenutasi questa notte al Dolby Theatre di Hollywood si è conclusa, risultando forse una delle peggiori di sempre.

Condotta dal trio femminile composto da Regina Hall, Amy Schumer e Wanda Sykes, la cerimonia tanto attesa si è rivelata piuttosto sottotono, contando numerose assenze (tra cui Leonardo di Caprio il cui film era tra i candidati) e una rissa sfiorata.

Will Smith e lo schiaffo a Chris Rock

Chiunque si sia alzato stamattina non può non aver letto tra le prime notizie della giornata dello schiaffo che l’attore candidato e vincitore premio Oscar, Will Smith, ha tirato sonoramente a Chris Rock. Il tutto sotto gli occhi scioccati degli ospiti e dei telespettatori che fino all’ultimo hanno sperato si trattasse di una gag organizzata.

Purtroppo, però di organizzato non c’era nulla, e l’atto di violenza compiuto da Smith è stato frutto di un eccesso di rabbia incontrollato. Ciò che avrebbe fatto infuriare l’attore sarebbe stata proprio una battuta di Chris Rock ai danni della moglie, Jada Pinkett Smith. Il comico, che stava presentando il premio per i documentari, ha infatti fatto una battuta sulla moglie dell’attore, chiedendole se si stesse preparando per Soldato Jane 2?, con allusione al look di Demi Moore dalla testa rasata. Battuta sicuramente infelice, considerando che tempo fa l’attrice aveva spiegato la scelta di rasarsi a causa di un problema di alopecia.

Da subito la donna è sembrata infastidita, e il marito che fino a pochi secondi prima stava ridendo tra la platea è salito sul palco e l’ha colpito, urlando poi a squarciagola “Tieni il nome di mia moglie fuori dalla tua fo***ta bocca“.

Come annunciato l’attore ha poi vinto il premio Oscar al migliore attore per la sua interpretazione in King Richard. Salito sul palco si è scusato, ma non con Rock, l’attore, visibilmente emozionato, si è paragonato a Richard Williams, il padre delle star del tennis di cui ha interpretato il ruolo: “Vorrei scusarmi con l’Academy e gli altri membri candidati. Questo è un momento bellissimo e non sto piangendo perché ho vinto un Oscar ma perché è possibile fare luce sugli altri e tutto il cast del film. La vita imita l’arte. L’amore ti fa fare pazzie“, ha detto in lacrime, spiegando poi: “Richard era un feroce difensore della sua famiglia: in questo momento nella mia vita sono sopraffatto da quel che Dio mi chiede di fare“.

Tutti i premi

Tolto l’episodio di Smith e la quasi totale assenza di emozioni (fatta eccezione per rari momenti), molte critiche sono andate alla scelta di premiare 8 categorie al di fuori della diretta. I vincitori dei premi per corto documentario, corto, corto animato, miglior montaggio, trucco e acconciature, scenografie, sonoro e colonna sonora, hanno infatti ricevuto la statuetta prima della serata, durante sono state diffuse delle brevi clip con i loro discorsi di ringraziamento. L’Academy spiega: “Così ci sarà più tempo per video dei film, numeri comici e musicali“.

Miglior film

Nomination: Belfast, I segni del cuore – CODA, Don’t Look Up, Drive My Car, Dune, Una famiglia vincente – King Richard, Licorice Pizza, La fiera delle illusioni – Nightmare Alley, Il potere del cane e West Side Story.

Ad aggiudicarsi il premio è l’emozionante film CODA, il remake del film che narra le vicende di Ruby (una superlativa Emilia Jonse), un’adolescente di 17 anni, unica persona udente nella sua famiglia. La ragazza sogna un futuro nel canto, ma allo stesso tempo sente la responsabilità di prendersi cura dei suoi cari. A portarsi a casa la statuetta è dunque Sian Heder.

Miglior film internazionale

Nomination: Drive My Car (Giappone), Flee (Danimarca), È stata la mano di Dio (Italia), Lunana: A Yak in the Classroom (Bhutan), The worst person in the world (Norvegia).

Non ce la fa Sorrentino, che vede la statuetta andare al favorito Drive My Car, film giapponese che racconta le vicende di un attore e regista teatrale rimasto vedovo che instaura una particolare amicizia con la sua nuova autista, una ragazza di 20 anni.

Miglior regia

Nomination: Paul Thomas Anderson – Licorice Pizza, Kenneth Branagh – Belfast, Jane Campion – Il potere del cane, Steven Spielberg – West Side Story, Ryûsuke Hamaguchi – Drive My Car.

La miglior regia va invece alla regista Jane Campion, per il film Netflix Il potere del cane. Palco al femminile, che vede la donna trionfare nell’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1967 di Thomas Savage. Il film parla di George e Phil, una coppia di fratelli che possiede un ranch nel Montana. Quando George sposa la giovane vedova Rose e la porta a vivere nel ranch, Phil prende di mira la donna e suo figlio Peter, tormentandoli senza sosta.

Miglior attore protagonista

Nomination: Javier Bardem – Being the Ricardos, Benedict Cumberbatch – Il potere del cane, Andrew Garfield – Tick, Tick … Boom! , Will Smith – King Richard e Denzel Washington – Macbeth.

Dato favorito dall’inizio, Will Smith, dopo la scena di cattivo gusto svolta sul palco, si porta a casa la statuetta come miglior attore per King Richard. La storia del determinato padre e allenatore delle sorelle Venus e Serena Williams.

Miglior attrice protagonista

Nomination: Jessica Chastain – Gli occhi di Tammy Faye, Olivia Colman – La figlia oscura, Penélope Cruz – Madres paralelas, Nicole Kidman – Being the Ricardos e Kristen Stewart – Spencer.

Se i pronostici puntavano sulla meravigliosa interpretazione di Kristen Stewart in Spencer, il premio è andato invece all’altrettanto brava Jessica Chastain nel ruolo di Tammy Faye. La storia ha inizio negli anni ‘70, quando Tammy Faye Bakker e suo marito Jim creano dal nulla la più grande rete di trasmissione religiosa del mondo.

Miglior attore non protagonista

Ciaran Hinds – Belfast, Troy Kotsur – I segni del cuore, Jesse Plemons – Il potere del cane, J.K. Simmons – Being the Ricardos e Kodi Smit-McPhee – Il potere del cane.

Tra i primi momenti emozionanti della serata troviamo la vittoria di Troy Kotsur per CODA. L’attore ha tenuto un discorso emozionante utilizzando la lingua dei segni.

Miglior attrice non protagonista

Nomination: Jessie Buckley – La figlia oscura, Ariana DeBose – West Side Story, Judi Dench – Belfast, Kirsten Dunst – Il potere del cane e Aunjanue Ellis – King Richard.

Ad aggiudicarsi la statuetta come migliore attrice non protagonista è Ariana DeBose, nella sua eccellente interpretazione nel musical remake di Spielberg West Side Story.

Miglior colonna sonora

Nomination: Don’t Look Up, Dune, Encanto, Madres paralelas e Il potere del cane.

Tra i premi non dati in diretta, c’è proprio la colonna sonora che va al bravissimo e iconico compositore Hans Zimmer per Dune. Il distopico film che ci mostra un futuro terribile, in cui il duca Leto Atreides accetta la gestione di un pericoloso pianeta, Dune, l’unica fonte di una droga in grado di allungare la vita e fornire eccezionali capacità mentali.

Migliori costumi

Nomination: Cruella, Cyrano, Dune, La fiera delle illusioni – Nightmare Alley e West Side Story.

I migliori costumi vanno come previsto a Jenny Beavan per Cruella.

Miglior sceneggiatura originale

Nomination: Belfast, Dont’ look up, King Richard, Licorice pizza e The worst person in the world.

La miglior sceneggiatura originale va a Kenneth Branagh per il suo capolavoro di cinematografia Belfast (qui trovi la recensione). Il film racconta le vite di una famiglia operaia e del loro giovane figlio (il bravissimo Jonah Hill), cresciuto durante il tumulto degli anni ’60 nella capitale dell’Irlanda del Nord.

Miglior sceneggiatura non originale

Nomination: CODA – I segni del cuore, Drive My Car, Dune, La figlia oscura e Il potere del cane.

CODA si porta a casa anche questa meritata statuetta.

Miglior sonoro

Nomination: Belfast, Dune, No Time to Die, Il potere del cane e West Side Story.

Dune si aggiudica anche il miglior sonoro.

Miglior canzone originale

Nomination: “Be Alive” — Beyoncé Knowles-Carter & Darius Scott (King Richard), “Dos Oruguitas” — Lin-Manuel Miranda (Encanto), “Down to Joy” — Van Morrison (Belfast), “No Time to Die” — Billie Eilish & Finneas O’Connell (No Time to Die), “Somehow You Do” — Diane Warren (Four Good Days).

A vincere la statuetta è “No Time to Die” — Billie Eilish & Finneas O’Connell (No Time to Die), seguita da una performance dal vivo della cantante.

Migliori effetti visivi

Nomination: Dune. Free Guy, Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, No Time to Die e Spider-Man: No Way Home

Come previsto, anche questo premio tecnico se lo aggiudica Dune.

Miglior fotografia

Nomination: Dune, La fiera delle illusioni – Nightmare Alley, Il potere del cane, Macbeth e West Side Story

Nonostante la fotografia superlativa di Macbeth, anche la fotografia va a Dune.

Miglior montaggio

Nomination: Dont’ look up, Dune, King Richard, Il potere del cane e Tick, Tick… Boom!

Altra statuetta per Dune.

Miglior scenografia

Nomination: Dune, La fiera delle illusioni, Il potere del cane, Macbeth e West Side Story

Dune si porta a casa anche la miglior scenografia.

Migliori trucco e acconciature

Nomination: Coming 2 America, Cruella, Dune, Gli occhi di Tammy Faye e House of Gucci

La statuetta va alla make-up artist di Gli occhi di Tammy Faye, che in un bellissimo discorso ringrazia l’attrice.

Gli altri premi

Il miglior documentario va a Summer of Soul, Encanto, invece, come previsto vince per il miglior film di animazione. Il miglior cortometraggio documentario va a The Queen of Basketball, mentre il miglior cortometraggio va a The Long Goodbye. Infine, il miglior cortometraggio animato va a The Windshield Wiper.