18 May 2022

Accadde domani: L’eredità intellettuale di Massimo Bordin a tre anni dalla sua scomparsa.

Il 17 aprile di tre anni fa moriva Massimo Bordin, lo storico direttore di Radio Radicale e voce inconfondibile di una delle rassegne stampa più seguite e apprezzate dal mondo politico e non solo. Dopo la sistematizzazione e la pubblicazione sul sito della radio del suo archivio personale, avvenuta lo scorso anno, oggi è possibile usufruire anche dei libri e dei documenti che il giornalista ha raccolto durante la sua lunga e intensa storia professionale.

Grazie al lavoro di Radio Radicale e di hiperborea è stato reso fruibile l’archivio personale di Bordin, fatto di libri, documenti originali e più di 8000 pagine di appunti. 40 anni di analisi dei fatti e di scrupolosa conservazione delle fonti.

  “E buongiorno agli ascoltatori e bentrovati a Stampa e Regime la rassegna stampa di Radio Radicale”. È con queste parole che Massimo Bordin era solito salutare i suoi affezionati ascoltatori prima di dare il via alla sua consueta lettura dei quotidiani. Una lettura di quotidiani attraverso la quale ha insegnato a diverse generazioni come districarsi tra le interpretazioni dei fatti più importanti, colti già nell’immediatezza del loro svolgimento, quando i giochi di palazzo e gli interessi del potere erano ancora lì a cercare di piegarne l’interpretazione, o di occultarne il senso ai più. Ma Bordin non è stato solo l’autore di Stampa e Regime. Era anche, ed è stato l’unico, il contrappunto di Marco Pannella durante le sue lunghe conversazioni domenicali in diretta. Quando il fiume affabulatorio del leader radicale rischiava di rompere gli argini dell’umana capacità di ascolto, Bordin, puntuale, sapeva interromperlo, chiosarlo e perfino contraddirlo, pur di ricondurre il discorso dentro i confini di una dimensione dialogica dalla quale potesse prendere forma un’interpretazione radicale della questione oggetto del dibattito. Un dialogo, quello tra Bordin e Pannella, che non si è interrotto neppure quando le divergenze tra i due hanno spinto Bordin a dimettersi da direttore della radio, incarico che ha ricoperto per venti anni. Direttore, conduttore di numerose rubriche (memorabili quelle in cui ha seguito i processi più importanti della storia politica italiana) Massimo Bordin ha incarnato l’essenza di Radio Radicale dalla sua fondazione nel 1976 fino all’ultima rassegna stampa tenuta pochi giorni prima della sua scomparsa. Oggi, a testimonianza del valore professionale e storico di quest’ impresa a cui ha dedicato la sua vita, Radio Radicale in collaborazione con la biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, con la biblioteca Antonio Baldini, e con il contributo professionale di Hiperborea, una società che si occupa di gestione documentale e archivistica, hanno sistematizzato l’archivio Bordin e lo hanno reso pubblico. Più di ottomila pagine di appunti personali sono state ordinate, scansionate e linkate alle registrazioni della radio a cui si riferivano. Oltre seimila libri sono stati divisi tra le due biblioteche e sono a disposizione di studiosi che intendano approfondire la storia politica e giudiziaria italiana degli ultimi quarant’anni. Un archivio che si aggiunge a quello della stessa radio, fatto di registrazioni di processi, di convegni, di congressi di tutti i partiti italiani, di interviste ai principali attori della politica italiana. Un patrimonio di fonti primarie che si è rischiato di perdere proprio negli ultimi giorni di vita di Massimo Bordin, quando la ventata populista del governo bicefalo composto da Lega e Movimento 5 stelle stava cercando di far chiudere per sempre Radio Radicale.

 

Foto:@radioradicale