25 Maggio 2022

Macron e Le Pen, caccia ai voti di sinistra

I sondaggi del secondo turno delle presidenziali francesi, dopo la vittoria al primo turno di Macron, danno il presidente uscente in testa. Il vantaggio del candidato centrista è cresciuto negli ultimi giorni, passando dal 54% delle preferenze iniziale rilevato a inizio settimana al 55,5% dei consensi registrato sabato. Il leader della Repubblique en Marche ha ottenuto il 28% dei voti al primo turno, ed è alla ricerca del favore degli elettori di sinistra che hanno scelto il candidato del La France Insoumise. Anche la rivale Le Pen alla quale non basta l’invito del candidato di estrema destra Zemmour a votare per lei è alla ricerca dei voti dell’estrema sinistra. E ha fatto alcune dichiarazioni che sembrano attrarre le persone di sinistra.

Le dichiarazioni di Macron nella prima settimana della campagna elettorale per il secondo turno

Macron questa settimana è intervenuto in relazione al dibattito che si è creato in relazione  alla remunerazione del direttore generale del gruppo automobilistico Stellantis Tavares, che per il 2021 ammonta a 19 milioni di euro. Il presidente francese ha definito scioccante il compenso percepito dal manager portoghese. Parole importanti anche perché lo stato francese è il terzo azionista del gruppo Stellantis con il 6,1%. E si è detto favorevole a porre un limite ai compensi dei direttori generali. “La gente non può avere problemi con il potere d’acquisto e poi vedere queste cifre. Altrimenti la società esplode”. Ha dichiarato Macron, il quale ha poi affermato che:” Dobbiamo essere in grado di porre un tetto senza inquadrarlo in una forchetta“. E ha concluso spiegando che: ”Bisogna convincere i nostri partner europei a realizzare una riforma che permetta di regolamentare la remunerazione dei nostri dirigenti”. Macron ha concluso aprendo a una partecipazione dei lavoratori agli utili societari: ”Quando paghiamo i soci dobbiamo pagare i dipendenti, attraverso la partecipazione degli utili o un premio di potere d’acquisto senza oneri per il datore di lavoro o tasse per i dipendenti”.

Il presidente francese ha promesso poi di riformare gli assegni in favore delle persone con disabilità. Il sussidio sociale nei confronti di questa categoria sociale oggi possono essere soggetti a una revisione al ribasso a seconda del reddito del coniuge.

Macron nel comizio a Marsiglia di sabato ha  affrontato il tema ambientale. Ha annunciato di voler incaricare il primo ministro della pianificazione ecologica, per far uscire la Francia dalle energie fossili, sviluppando quelle rinnovabili, installando 50 parchi eolici offshore e costruendo 6 reattori nucleari. E ha promesso la chiusura di 50 grandi discariche a cielo aperto in 3 anni.

In politica estera infine il presidente francese ha preso una posizione autonoma da Biden rispetto alla guerra in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti aveva definito Genocidio la guerra in Ucraina.

Macron ha spiegato invece che la definizione la devono fare i giuristi e non i politici. E ha aggiunto che se uno stato parla di genocidi poi dovrebbe intervenire. Una posizione che ha lo scopo di ritagliarsi uno spazio di autonomia rispetto agli Stati Uniti nei rapporti con Putin. 

E quelle di Le Pen

Marine Le Pen, anche lei alla ricerca dei voti degli elettori del La France Insoumise, ma di quelli più a sinistra, che non sono disposti a votare Macron, è intervenuta nel dibattito sul compenso del direttore generale di Stellantis. Intervistata da BFMTV ha detto di essere favorevole all’ingresso dei dipendenti come azionisti per attenuare le retribuzioni sproporzionate dei direttori generali.

Sulla Russia invece ha dichiarato di voler favorire un avvicinamento strategico tra la Russia e la Nato. Ha poi affermato di voler far uscire la Francia dal comando integrato della Nato. E ha cercato di essere rassicurante affermando di non voler espellere un milione di stranieri dagli alloggi sociali, bollando la notizia come una fake news. E di voler governare il paese come una madre di famiglia, senza eccessi e con buon senso.

Marco Orlando