venerdì3 Febbraio 2023
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Verso un’Europa della difesa. Il taglio di Letta, Tajani, Calenda e Bonino

Al convegno Verso un’Unione per la difesa i quattro leader hanno messo in luce alcuni aspetti correlati alla difesa europea...

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Al convegno Verso un’Unione per la difesa i quattro leader hanno messo in luce alcuni aspetti correlati alla difesa europea

Non basta una difesa comune europea. Bisogna anche agire a livello politico e cambiare le regole dell’Unione. I discorsi di Bonino, Calenda, Tajani e Letta, intervenuti nel corso del convegno “Verso un’Unione per la difesa”, hanno messo in luce la necessità di cambiare anche le istituzioni e le leggi europee in relazione ai cambiamenti avvenuti.

Le dichiarazioni della Bonino

La senatrice di +Europa ha spiegato che bisogna partire dalle fondamenta: “se non si cambiano i trattati a mio modesto avviso non andiamo da nessuna parte. È il tabù della conferenza”. Bonino ha poi affermato che serve: “più potere al parlamento europeo, almeno di proposta. Oggi non ce l’ha. Ha solo quello di analisi delle proposte della commissione”. E ha continuato dichiarato che: “senza una politica estera comune una politica di difesa non ha chance serve”. Bonino ha concluso affermando che: “Il problema non è tecnico, mettere insieme i vari sistemi. Quello che manca è la testa. Chi guida questo processo in termini di governance”.

L’intervento di Calenda e quello di Tajani

Il leader di Azione ha incentrato il suo discorso invece sulla necessità di fermare il processo di espansione a est dell’Unione Europea: ”C’è un paradosso da sciogliere. Se vogliamo allargarci a dismisura o approfondirci. Se vogliamo un’Unione sempre più forte o sempre più larga. Sono convinto che ci possono essere forme di cooperazione rafforzata, anche con molti paesi a partire dall’Ucraina, ma ritengo che la priorità assoluta sia che i paesi fondatori allargati facciano un accelerazione e comincino proprio dalla difesa”. Calenda ha proseguito in un passo successivo affermando che: “Se continuiamo ad allargare, l’Europa si indebolisce. Si è indebolita con l’ingresso della Polonia e dell’Ungheria

Anche Tajani nel corso del suo discorso ha messo l’accento sulla necessità un cambiamento: ”La vicenda ucraina ha dimostrato che serve più Europa. E’ ovvio che se c’è un’inazione politica dell’Europa si cerca di seguire chi l’azione politica la fa. Giusta o sbagliata che sia. In Bosnia e nell’ex Yugoslvia gli Stati Uniti. In Ucraina ancora una volta Stati Uniti”.

Le considerazioni di Letta

Enrico Letta invece ha parlato dell’importanza che rivestono le maggiori nazioni all’interno dell’unione Europea per le scelte in materia nella difesa: ”Ritengo che non ci possa essere un passo avanti nell’Europa della difesa senza un impegno chiaro dei cinque grandi paesi europei: Germania, Francia, Italia, Spagna ,Polonia”. Ha dichiarato il segretario del Pd durante il suo intervento. In un passo successivo Letta ha spiegato la necessità di cambiare alcune leggi comunitarie in relazione al processo di inclusione dei paesi che richiedono di entrare nell’Unione: ”Qual è il punto sul futuro: C’è un tema fondamentale: noi stiamo sbagliando nel fare delle promesse ai paesi candidati, Ucraina in testa, senza mettere in campo delle concrete, serie conseguenze rispetto a quelle promesse. Se noi applichiamo le regole europee così some esistono e le applichiamo fino a oggi, nel 2036 saluteremo l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Ci sembra una data credibile e ragionevole con quello che accadendo oggi?”.

Marco Orlando

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