22 Maggio 2022

Elon Musk acquista Twitter per 44 miliardi di dollari

Elon Musk compra Twitter

Elon Musk l’ha fatto davvero, il fondatore di Tesla, nonché l’uomo più ricco del mondo, ha ufficialmente acquistato il colosso social Twitter per 44 miliardi di dollari.

Nonostante la riluttanza iniziale e le notizie contrastanti, che sembravano non dare grandi speranze a Musk di completare l’acquisto, è arrivata la comunicazione ufficiale. Il social network, infatti, ha fatto sapere che il consiglio di amministrazione ha approvato all’unanimità l’acquisizione da parte del fondatore di Tesla.

Perché Elon Musk ha scelto proprio Twitter

Non ci sarebbe una questione economica alla base di tale decisione, infatti, come affermato dallo stesso: “I don’t care about the economics“, sostenendo di non occuparsi neanche dei conti economici dell’acquisizione. Inoltre, al contrario degli altri social network quali Instagram o Facebook, Twitter punta decisamente meno sulla pubblicità rispetto ai rivali, fattore che ha sempre influito molto sul lato economico.

Nel comunicato in cui ha annunciato l’esito positivo della sua proposta di acquisto, Musk ha chiarito il motivo di tale decisione, sostenendo di voler “difendere il libero pensiero, alla base del funzionamento della nostra democrazia – rendendo Twitter – ancora migliore e riducendo lo spam e verificando l’identità degli utenti”.

L’obiettivo di Musk sarebbe dunque quello di rendere il social “la piattaforma della libertà di parola per eccellenza“. Battaglia condivisa con molti repubblicani, principalmente quelli che sperano nel ritorno di Donald Trump, che dopo essere stato bannato a seguito degli eventi di Capitol Hill, ha creato il suo social network personale, Truth Social.

Free speech, dunque, ma account anonimi no

Musk ha spiegato di voler rivoluzionare il social network, puntando in primis a introdurre nuove funzioni e rendere l’algoritmo open source, al fine di incrementare la fiducia ed eliminare gli spam bot, autenticando le persone.

Notizia che non è stata presa molto bene dal collettivo Anonymous, che di fatto non sarebbe compatibile con la loro attenzione all’anonimato: “non farci verificare la nostra identità come fa Facebook, perchè ciò comporterebbe il nostro addio dal sito”, avrebbe dichiarato tramite i canali social.

Poco dopo è arrivato anche il commento di Jeff Bezos, che in risposta a un tweet di un giornalista del New York Times, che citava i rapporti di Tesla con la Cina, ha scritto “Musk è estremamente bravo a navigare in questo tipo di complessità”.

L’acquisizione è ufficiale ma ancora non formalizzata, e dovrà passare attraverso il via libera degli enti regolatori. Prima del ritiro dalla borsa di Twitter bisognerà dunque attendere ancora un po’.

Le parole del fondatore di Twitter

Come riporta Il Sole24 ore, la prospettiva dell’ingresso di Musk nel cda del social era stata commentata con entusiasmo da Jack Dorsey, fondatore ed ex ceo di Twitter, che aveva affermato “Sono davvero felice che Elon si unisca al consiglio di amministrazione di Twitter! Si preoccupa profondamente del nostro mondo e del ruolo di Twitter in esso. Parag ed Elon guidano entrambi con il cuore e saranno una squadra incredibile”, aveva twittato sullo stesso social network.

Le conseguenze sulla borsa

Come riporta ANSA, infatti, nella giornata di ieri i dati sono stati i seguenti: “Tesla affonda a Wall Street, dove i titoli perdono l’11,05% dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk. Cala anche la società che cinguetta, che cede il 3,60%”.

L’acquisto di Twitter non è proprio piaciuto agli investitori, che hanno iniziato a vendere i titoli di Tesla, in calo del 10,3% a 895 dollari. Poco dopo, a cedere in Borsa è il social stesso, dopo “l’offerta del miliardario Elon Musk di acquisirla per 54,20 dollari per azione con un premio del 38% sulla quotazione del primo aprile e la risposta positiva del Cda”, si legge su Il Mattino. Dopo i rialzi di ieri, inoltre, “che hanno portato Twitter a guadagnare oltre il 5% toccando i 51,70 dollari per azione, oggi il titolo scambia attorno ai 50 dollari dopo aver aperto in calo”.

La risposta di Musk è arrivata prontamente, annunciando che il titolo sarà delistato e sborserà circa 44 miliardi di dollari. “L’operazione dovrebbe essere portata avanti attraverso due prestiti targati Morgan Stanley e di altri istituti bancari per 25,5 miliardi di dollari, mentre altri 21 miliardi dovrebbero essere garantiti da lui stesso”.

Donald Trump non tornerà su Twitter

L’ex presidente degli Stati Uniti, espulso dal social dopo l’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, non rientrerà su Twitter nemmeno se Elon Musk dovesse annullare il provvedimento permanente.

Come riporta l’agenzia Adnkronos, Donald Trump ha dichiarato che non tornerà su Twitter “Spero che Elon acquisisca Twitter perché lo migliorerà, è una brava persona. Ma io resterò su Truth“, dice a Fox News, facendo riferimento al ‘suo’ social. Tuttavia, Elon Musk non si è ancora pubblicamente espresso sulla possibilità di riammettere l’ex Presidente degli Stati Uniti. Trump, inoltre, non sembra interessato solo a Truth. “Stiamo accogliendo milioni di utenti, la risposta che abbiamo è che Truth è molto meglio di Twitter. Lì ci sono i bot e gli account fake. E il succo della questione è che io non tornerò su Twitter“.

Se l’ex presidente si concede a commenti, l’attuale presidente degli Stati Uniti non ha voluto commentare direttamente l’acquisizione. La portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha dichiarato ai giornalisti che Biden “da tempo è preoccupato per il potere delle piattaforme di social media, del potere che hanno sulla nostra vita quotidiana, indipendentemente da chi possiede o gestisce Twitter”.

Twitter e le conseguenze sulla Cina

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, dopo diverse insinuazioni, ha risposto alle accuse sulla possibilità che Pechino eserciti un’influenza su Elon Musk e quindi su Twitter. Come spiega Open, “le speculazioni sui presunti condizionamenti sono dovute alla forte dipendenza di Tesla dal mercato e dalla produzione cinese – infatti, circa la metà delle auto elettriche vendute da Tesla a livello globale nel 2022 – sono state prodotte nello stabilimento di Shanghai e, come fa notare nel suo tweet il giornalista del New York Times Mike Forsythe, la Cina è il secondo mercato più importante per Tesla dopo gli Stati Uniti”.