25 Maggio 2022

Polonia e Bulgaria non pagano il gas russo in rubli, forniture sospese

La società energetica polacca ha fornito rassicurazioni sulla continuazione della fornitura ai clienti. Lo stesso ha fatto il ministro dell’energia bulgaro

La Russia ha sospeso le forniture di gas a Polonia e Bulgaria. La società Gazprom ha comunicato l’interruzione del servizio alle controparti Pgning e Bulgargaz. E ha motivato la decisione dichiarando che le due compagnie ieri sera non hanno saldato in rubli la fornitura della materia prima.

A fine marzo il presidente della Russia Putin aveva firmato un decreto che stabiliva il pagamento del gas proveniente da Mosca in rubli per i cosiddetti paesi ostili, pena l’interruzione del rifornimento. Una scelta che era stata contestata dai leader europei, per i quali invece il compenso doveva avvenire in euro come previsto dai contratti.

La reazione di Varsavia

La ministra del clima polacca Anna Moskwa ha dichiarato che: ”La Polonia è un paese sicuro dal punto di vista energetico che non deve e non soccomberà al ricatto del gas della Russia”.

La compagnia polacca di petrolio e gas Pgning, controllata dallo stato, ha emesso ieri un comunicato nel quale ha affermato che il blocco delle forniture per ora non influisce sulle consegne ai clienti della società polacca. In un altra nota Pgning ha affermato che :”La società ha l’opportunità di acquistare gas sia dall’Unione Europea, grazie ai collegamenti con Germania e Repubblica Ceca, sia dal mercato internazionale del GNL attraverso il terminale di Świnoujście”.

La nota emessa dalla compagnia polacca ha concluso affermando che esistono anche altre possibilità per l’approvvigionamento: ”Un’importante fonte di gas naturale è anche l’estrazione dai giacimenti nazionali e un’ulteriore salvaguardia della possibilità di soddisfare la domanda interna sono gli impianti di stoccaggio del gas in Polonia, che sono attualmente iniettati e attualmente riempiti per circa l’80%”.

La replica di Sofia

Il comunicato emesso dal Ministero dell’Energia bulgaro ha spiegato la scelta di non pagare in rubli il fornitore di gas: “Dopo un analisi della società statale Bulgargaz e della Bulgarian energy Holding è emerso che la nuova procedura di pagamento in due fasi proposta dalla Russia non è in linea con il contratto esistente fino alla fine di quest’anno e pone rischi significativi per la Bulgaria, incluso il pagamento senza ricevere forniture di gas dalla parte russa”.

Il ministro dell’Energia Nikolov questa mattina ha affermato che: ”Il consumo di gas naturale in Bulgaria è garantito per ameno un mese di anticipo e al momento non c’è bisogno di limitare il consumi” E ha aggiunto che il suo paese si è procurato il gas da fonti alternative e al momento non intende limitare il consumo”.

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha scritto un tweet di solidarietà verso i due paesi: “L’annuncio di Gazprom è un altro tentativo della Russia di ricattarci con il gas. Siamo preparati per questo scenario. Stiamo tracciando la nostra risposta coordinata dell’Ue. Gli europei possono aver fiducia nel fatto che siamo uniti e solidali con gli Stati membri colpiti

Polonia e Bulgaria da anni in cerca di alternative al gas russo

I due paesi stanno da tempo provando a svincolarsi da Mosca per la fornitura di gas. Nel 2019 l’agenzia energetica danese Energistyrelsen ha approvato il passaggio nelle acque territoriali danesi del gasdotto Baltic con l’obiettivo di fornire alla Polonia il gas norvegese. Grazie alla realizzazione della rete la Polonia diverrebbe indipendente dal fornitore russo, con il quale ha un contratto in scadenza nel 2022 che non vorrebbe rinnovare perché entro la fine dell’anno il gasdotto dovrebbe essere completato. E quando sarà operativo coprirà il 50% del fabbisogno polacco, dando la possibilità a Varsavia di rinunciare completamente al gas russo.

Anche la Bulgaria sta cercando di rendersi autonoma da Mosca per il rifornimento di gas. Il 15 marzo il ministro dell’Energia Nikolov durante un evento organizzato dal quotidiano Capital ha affermato che: “La Bulgaria ha tutti i prerequisiti per diventare uno dei paesi leader in grado di sostituire il gas naturale con l’idrogeno come fonte di energia”.

E ha dichiarato anche che l’infrastruttura presente in Bulgaria può permettere l’approvvigionamento di gas liquido da Grecia e Turchia.

Marco Orlando