25 Maggio 2022

La Repubblica Centrafricana adotta il Bitcoin

La moneta digitale si affiancherà  al franco Cfa 

Molte perplessità dietro la sua legalizzazione 

La Repubblica Centrafricana ha reso legale il Bitcoin. Il paese subsahariano è la seconda nazione del mondo ad adottare la moneta digitale dopo El Salvador, che lo ha scelto come la valuta ufficiale lo scorso anno. L’iniziativa normativa è stata presa dal presidente della Repubblica Touadera, che ha presentato la proposta di riconoscere il Bitcoin come mezzo di pagamento al parlamento. L’assemblea nazionale, secondo quanto riportano Reuters e BBC, ha approvato all’unanimità il piano presentato dal capo di Stato. L’ex primo ministro Ziguele ha però sollevato dei dubbi sulla legittimità del voto e ha dichiarato che il progetto legislativo ha incontrato il favore dei deputati centrafricani tramite acclamazione. Bitcoin affiancherà la valuta ufficiale della Repubblica Centrafricana: il franco Cfa.

I dubbi intorno all’adozione del Bitcoin da parte della nazione subsahariana

La Repubblica Centrafricana è uno stato povero, nel quale persiste da anni una guerra civile. L’età media della popolazione è di 51 anni. L’alto tasso di analfabetismo si assesta intorno al 50% e la diffusione delle tecnologie informatiche è limitata. Su 6 milioni di abitanti, appena l’11,4% ha accesso a internet. E anche il telefono cellulare non è diffuso. Solamente un’esigua fetta della popolazione del paese subsahariano può quindi sostenere un investimento nella moneta digitale e riceverla tramite le rimesse dall’estero. La sua adozione ha diverse possibili chiavi di lettura: da un lato può essere visto come la scelta da parte di un paese povero di investire su un nuovo sistema di scambio alternativo a quello tradizionale, anche se rischioso, per risollevarsi economicamente. Dall’altro può essere interpretato come il tentativo di svincolarsi parzialmente dal franco Cfa, la moneta ufficiale della Repubblica Centrafricana, agganciata al valore dell’Euro. L’agenzia di stampa Reuters ha riportato che secondo Chris Maurice, amministratore delegato dell’exchange Yellow Card Financial, che conta un milione di utenti in 16 paesi africani, l’adozione di Bitcoin da parte del paese africano rappresenta: ”un grande dito medio alzato verso il sistema economico francese”.

Infine dietro la legalizzazione della valuta elettronica da parte del paese africano potrebbe esserci la Russia, che ha un’influenza molto forte sulla nazione subsahariana, grazie agli scambi economici. La Repubblica Centrafricana si è unita alla Russia nel riconoscimento delle autoproclamate repubbliche del Donbass e di Lugansk. Si è astenuta nella risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu che chiedeva il cessate il fuoco in Ucraina, e ha votato contro quella per sospendere la Russia dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu. Mosca sta cercando di aggirare le sanzioni internazionali e l’adozione del Bitcoin da parte della nazione centroafricana potrebbe rappresentare una sponda al tentativo del paese alleato di trovare una soluzione alle limitazioni imposte da Europa e Stati Uniti.

Marco Orlando