domenica29 Gennaio 2023
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Litio, una risorsa per l’America Latina

Definito l’oro bianco perché necessario per produrre batterie elettriche, il litio può rappresentare una svolta economica per i Paesi Sudamericani...

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Definito l’oro bianco perché necessario per produrre batterie elettriche, il litio può rappresentare una svolta economica per i Paesi Sudamericani che, messi insieme, formano il più grande produttore mondiale

Tra il 2016 e il 2021, la produzione mondiale del litio è triplicata, passando da 35 mila a 100 mila tonnellate. Fino al 2030 è prevista una crescita annua del 16%. Le riserve in Sudamerica sono le più ricche del mondo e i Paesi stanno organizzando il Congresso Internazionale del Litio

Usato per fabbricare dalle batterie dei telefoni cellulari ai pannelli solari, fino alla mobilità elettrica, il litio viene definito oro bianco per la sua importanza sul mercato attuale, fondamentale anche per la transizione energetica come alternativa ai combustibili fossili. Secondo i dati dell’US Geological Survey (USGS), il maggior produttore al mondo di questo minerale, usato sin dal 1923 nella medicina, nell’edilizia e nell’industria in generale, è l’Australia, con 55.000 tonnellate, seguito dal Cile con 26.000, Cina con 14.000, Argentina con 6.200, Brasile con 1.500, Zimbabwe con 1.200 e Portogallo con 900. per quanto riguarda le riserve mondiali, tuttavia, è il Sudamerica ad averne di più in tutto il pianeta.

Il “Triangolo del litio”

Degli 89 milioni di tonnellate di questa risorsa, il 56% di tali riserve appartiene a tre paesi sudamericani: la Bolivia con 21 milioni di tonnellate di litio identificate, seguita dall‘Argentina con 19 milioni e dal Cile con 9,8 milioni. Se a questi tre Paesi, che costituiscono quello che viene chiamato il “Triangolo del litio”, si aggiungono il Messico con 1,7 milioni di tonnellate, il Perù con 880 mila e il Brasile con 470 mila, la stima sale al 59% delle risorse mondiali. Argentina, Bolivia e Cile hanno la maggior parte dei giacimenti nelle saline, mentre Brasile, Messico e Perù hanno scoperto importanti giacimenti di pegmatite e di argilla sedimentaria, sebbene vi siano anche saline. Lanciato dalla Bolivia, quest’anno si terrà il Congresso Internazionale del Litio, sotto gli auspici dell’ECLAC, Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi, al quale parteciperanno le autorità di Bolivia, Argentina, Cile e Messico, ma anche leader del mondo accademico e organizzazioni sociali. Durante il congresso si affronterà, tra l’altro, la possibilità di progettare nuovi schemi estrattivi e produttivi sostenibili, volti alla transizione energetica, e si discuterà degli aspetti sociali ed economici, politici e geopolitici, tecnologici e socio-ambientali. Il Congresso è stato preceduto da un incontro online sostenuto dal Ministero degli Idrocarburi e dell’Energia della Bolivia, guidato da Franklin Molina, che ha organizzato il Forum Internazionale “Lithium Perspectives from Latin America”. Al Forum hanno partecipato i tre Paesi del “Triangolo del litio” più il Messico e l’ECLAC. Durante il suo intervento, la direttrice della Divisione Risorse Naturali dell’ECLAC, Jeannette Sánchez, ha evidenziato l’opportunità che la regione ha con il litio, osservando che la domanda di questa risorsa è aumentata dell’11% all’anno negli ultimi anni e che una crescita annua del 16% è prevista tra il 2019 e il 2030. 

Argentina

Fino al 2018 l’Argentina ha esportato poco più di 30.000 tonnellate di litio, per un valore approssimativo di 200 milioni di dollari. Il Sottosegretario al Coordinamento Istituzionale del Segretariato per l’Energia dell’Argentina, Guillermo Usandivaras, intervenuto al Forum, ha spiegato che che il suo Paese ha attualmente due progetti di sfruttamento del litio, due in costruzione e 50 in esplorazione. Una riforma del Codice Minerario, però, fa sì che le miniere possano essere acquistate da qualsiasi agente privato, nazionale o estero, tramite concessioni minerarie provinciali, senza termini o condizioni.

Cile

Il Cile, al contrario dell’Argentina, ha vietato il trasferimento in concessioni e vuole rafforzare il ruolo dello Stato come proprietario di risorse minerarie, seguendo le proposte fatte da una commissione istituita nel 2014, durante il secondo governo di Michelle Bachelet, e adottate ora dall’amministrazione di Gabriel Boric. In questo modo il Cile si concentrerà anche sulla sostenibilità ambientale di queste miniere, la loro regolamentazione e il loro controllo. Il nuovo governo prevede di creare una società nazionale di litio, un istituto di ricerca e sviluppo per studiare nuovi metodi di estrazione, con materiali avanzati, tecnologia e innovazione. Marcela Hernando, ministra delle Miniere cilene, ha commentato che l’industria del litio nel suo Paese è in crescita e che nei primi dieci mesi del 2021 le esportazioni di questa risorsa hanno generato un introito di circa 772 milioni di dollari. Il Cile possiede 63 ambienti salini, con un potenziale di 18 saline, principalmente collocate nella regione di Atacama, dove si concentra il 90% delle riserve cilene.

Messico

Il Messico è, tra questi Paesi, quello che più deve ancora sviluppare questa risorsa. Il Segretario all’Energia del Messico, Rocío Nahle García, nel suo discorso al Forum ha infatti ammesso che il Messico non ha ancora sviluppato lo sfruttamento del litio come altri Paesi della regione. In Messico è in corso un dibattito per prendere l’iniziativa e puntare alla produzione di batterie per veicoli elettrici e per il sistema elettrico nazionale. La Camera e il Senato hanno già approvato varie modifiche alla Legge Mineraria a tutela del litio, per dichiarare l’esplorazione, lo sfruttamento e l’uso del litio “di pubblica utilità”.

Bolivia

Il Ministro degli Idrocarburi e dell’Energia dello Bolivia, Franklin Molina, ha sottolineato che i 21 milioni di tonnellate di litio che sono state identificate nel paese sudamericano si trovano solo nella salina di Uyuni, la più grande distesa salata del mondo, con 11 mila chilometri quadrati. Una cifra che è destinata a crescere grazie alla presenza di litio in altre saline e lagune. “La nostra America Latina – ha affermato Molina – rappresenta un fattore chiave per tutto ciò che significano le strategie di transizione energetica in corso”. Il ministro ha esortato a unire le forze in uno spazio istituzionale di natura regionale, che sia principalmente impegnato “alla difesa della sovranità nazionale” di ciascuno degli Stati – al contrario di ciò che avviene in Argentina – affinché le riserve di litio rappresentino “un futuro di opportunità per i popoli dell’America Latina”.

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