25 Maggio 2022

The Northman: il nuovo capolavoro di Robert Eggers – Recensione

The Northman, il nuovo capolavoro di Eggers

Non c’erano dubbi che la nuova opera di Robert Eggers sarebbe stata un capolavoro assoluto, ma non ci saremmo aspettati che The Northman si classificasse come uno dei migliori film di questo 2022

Bastano i 5 minuti iniziali di The Northman per capire che ci troviamo di fronte a un perfetto mix di epica e racconto mitologico, accompagnato da una regia ricercata e un mixaggio sonoro capace di farci sognare. Film visionario, quello di Eggers, ha superato ogni aspettativa, andando oltre a un trailer che lasciava presagire invece un buco nell’acqua. La trama appare complicata, ma solo se la si vive passivamente, al contrario, questo racconto ispirato al folklore norreno è più intuibile che mai. Tramandato per secoli in via orale e trascritto da Saxo Grammaticus in un volume dedicato alle storie dei popoli danesi intorno al 1200, prende vita il racconto che vorremmo non finisse mai. La storia narra le vicende del principe Amleth (interpretato da adulto da un superbo Alexander Skarsgård), vicenda che centinaia di anni più tardi diede l’ispirazione a William Shakespeare per Amleto e dal quale Eggers attinge per la trama del film.

La trama di The Northman

Il piccolo Amleth, bambino devoto ai genitori, assiste alla morte brutale del padre per mano del fratellastro, il cui scopo è quello di impossessarsi del trono. Preso il controllo e fatta sua la madre di Amleth, dà la caccia al bambino che però riesce fortunatamente a fuggire dalla Norvegia. Il suo scopo di vita diventa un mantra che si ripete come una filastrocca: Ti vendicherò padre, ti salverò madre, ti ucciderò Fjölnir. Anni più tardi ritroviamo Amleth cresciuto, che nel frattempo si è unito a un gruppo di razziatori nelle terre slave di Rus, diventando un possente e spietato guerriero. Quando finalmente trova il villaggio presieduto da Fjölnir, che non si trova di certo a comandare il regno che pensava, Amleth si finge uno schiavo attendendo il momento giusto per attuare la sua vendetta e vendicare la madre, che nel frattempo ha avuto un altro figlio con il traditore. In questo villaggio Amleth conosce anche l’amore, quello per Olga (Anya Taylor-Joy), un’affascinante donna slava ridotta in schiavitù ma non disposta ad assecondare gli appetiti dei suoi nuovi padroni.

Eggers si riappropria di un antico modo di parlare, scrivere e dell’evoluzione dell’uomo

Che Eggers fosse unico nel suo genere lo avevamo già intuito da The Lighthouse, il piccolo capolavoro in 4:3 totalmente in bianco e nero capitanato da Willem Dafoe, che prende parte anche a questa pellicola per un piccolo ruolo. Il timore di molti, già in fase di preproduzione, era che la pellicola sarebbe assomigliata troppo a prodotti di successo che detengono di fatto una sorta di monopolio del genere, pensiamo ad esempio alla longeva Vikings. Eggers al contrario, decide di distinguersi e ci mette tutta la sua impronta registica, manifestata non solo in dialoghi degni di nota (scritti in collaborazione con lo scrittore islandese Sjon), ma in una color che non può passare inosservata. L’aggressione sensoriale che si prova durante la visione è innegabile, frutto di un trasporto emotivo al limite con il disturbante, in cui ogni scena cruda ha il suo perché e la sua essenzialità. Bastano solo 136 minuti ad Eggers per svelarci i segreti della mitologia vichinga, violenta, cruda e fatta di tradizioni macabre e brutali.

La color, la regia, la fotografia e la colonna sonora di The Northman

Il revenge movie norreno di Eggers regala una color molto significativa e intensa, che vale la pena analizzare. Fin da subito risulta quasi evidente la desaturizzazione del cielo, reso grigio e pallido con quasi la totale assenza di blu, visibile solo nelle scene inerenti al Valhalla, a favore di un verde intensificato ma ugualmente desaturato. La scelta di escludere il blu è molto significativa, di fatto è simbolo di calma e di pace, una pace che Amleth non riesce proprio a trovare. Non per niente la scena in cui finalmente raggiunge il paradiso il blu fa da padrone. Inoltre, il blu è anche simbolo di femminilità, e Olga alla fine del film, quando porta in grembo i figli dell’uomo è vestita di blu (pace e madre dei suoi figli). Per quanto riguarda la fotografia ritroviamo Karin Blaschke, alla terza collaborazione con Eggers, già fautore dell’opera The Lighthouse ma anche nel film che ha reso il regista famoso, The Witch. La fotografia rimane sicuramente una delle peculiarità più apprezzate, pensiamo al combattimento finale tra le fiamme, in cui ombre, luci e riflessi si mescolano con armonia in una scena profondamente evocativa. Inoltre, a rendere l’estetica del film più bella che mai, ci pensano i giochi di luce, i focolari e la luce della luna, in uno scenario notturno che non poteva essere più nitido di così. La regia di Eggers, tuttavia, ha sempre diviso il pubblico in due fazioni distinte: gli adoranti e gli annoiati. Monotona, ricercata e a tratti statica, la regia di The Northman è un’esperienza. Eggers vuole imporre la sua regia e farsi ricordare per il suo stile, riuscendo negli anni a far presente la sua impronta stilistica come pochi altri prima di lui. Le scene digitali, non disturbano e risultano quasi pittoriche, come ad esempio la rappresentazione dell’albero della vita, il passato e il futuro del protagonista Amleth, che si mixano senza infastidire alle scene della realtà. Infine, la colonna sonora, vede i compositori Robin Carolan (compositore, produttore, musicista e fondatore della leggendaria Tri-Angle Records) e Sebastian Gainsborough (noto con il nome d’arte di Vessel), incaricati da Robert Eggers di comporre la musica per The Northman, regalando un accompagnamento sonoro impeccabile, capace di aumentare il coinvolgimento e le emozioni rese dalla strabiliante dimostrazione visiva.

Il cast di The Northman

Oltre a un fisicatissimo e superbo Aleksander Skarsgård, troviamo la famosissima Nicole Kidman nel ruolo della regina Gudrùn, la ormai celebre Anya Taylor-Joy nei panni di Olga, il noto Willem Dafoe che interpreta Heimir, l’amatissimo Ethan Hawke nei panni del re ucciso Aurvandill e infine Class Bang nel ruolo di Fjölnir.