sabato28 Gennaio 2023
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La sinistra francese in cerca di una lista unica per le elezioni legislative

Melenchon, leader del partito La France Insoumise, sta cercando un accordo con verdi, socialisti e comunisti. L’obiettivo è presentare una...

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Melenchon, leader del partito La France Insoumise, sta cercando un accordo con verdi, socialisti e comunisti.

L’obiettivo è presentare una lista unitaria di sinistra per vincere le elezioni 

La sinistra francese si sta organizzando per provare a vincere le elezioni legislative di giugno. Alle elezioni presidenziali francesi il candidato della France Insoumise Melenchon, è arrivato terzo con il 21,95% dei voti al primo turno. Il divario da Marine Le Pen, leader dell’estrema destra arrivata seconda, era di soli due punti percentuali. La buona prestazione del deputato della sinistra radicale ha spinto le diverse formazioni di sinistra a trattare per cercare di presentarsi alle elezioni con una lista unica. La France Insoumise e i Verdi hanno siglato il primo maggio un accordo per presentare una lista unitaria. Ieri un comunicato congiunto emesso dai due partiti che hanno trovato un’intesa ha spiegato le motivazioni della decisione di correre con un’unica lista: “Vogliamo eleggere parlamentari nella maggioranza dei collegi elettorali, per impedire a Emmanuel Macron di continuare la sua politica ingiusta e brutale e sconfiggere l’estrema destra” recita la prima parte del comunicato, che ha indicato in Melenchon il candidato a primo ministro. Il partito di Melenchon è in trattative anche con il partito comunista e il partito socialista. 

L’organizzazione della lista

Il progetto di  per far unire le varie forze politiche in una sola lista elettorale è stato esplicitato chiaramente: ”desideriamo federare, prosegue il comunicato, sulla base di un programma ambizioso, tutte le forze che lo condividono, nel rispetto della loro pluralità e della loro autonomia. Per chiarezza, desideriamo farlo attorno ad uno striscione comune “Nuova unione popolare ecologica e sociale”; per dare vita alla pluralità, costruiremo un parlamento elettorale che riunisca forze politiche e personalità del mondo sindacale, associativo, culturale e intellettuale. La maggioranza pluralista che vogliamo costituire avrà un intergruppo per completare e continuare questo lavoro comune dopo le elezioni”.

Il programma

Il comunicato condiviso dai due partiti è chiaro anche rispetto al programma elettorale condiviso: “aumento del salario minimo a 1400 euro, il ritorno alla pensione a 60 anni per tutti, la garanzia di autonomia per i giovani, il blocco dei prezzi dei beni di prima necessità e l’eradicazione della povertà”. Spazio anche per un piano ecologico, un cambio nell’architettura istituzionale della Francia,con la fine del presidenzialismo e con l’introduzione della sesta repubblica, e nuovi diritti come il referendum di iniziativa popolare.

Il programma infine propone di: “ristabilire la pace, preservare l’integrità territoriale di tutti i paesi, avviare una cooperazione anti-globalizzazione per agire per un mondo che rispetta i diritti umani, la democrazia e combatte il cambiamento climatico”.

La ricerca di un compromesso sul nucleare e sull’Europa da parte dei vari partiti

Il partito comunista francese e il partito socialista stanno negoziando con La France Insoumise per trovare un accordo.

Il partito comunista è pronto a mettere da parte la propria posizione favorevole al nucleare alle prossime elezioni legislative. Alle presidenziali il candidato Roussel aveva proposto la realizzazione di altre 6 centrali ad acqua pressurizzata e di continuare la ricerca sul nucleare. Melenchon invece si era dichiarato contrario al nucleare e favorevole all’uscita da questa fonte di produzione di energia, pur ammettendo che non poteva essere fatta in tempi rapidi.

Gli altri punti del programma politico del partito della sinistra radicale sono sostanzialmente condivisi dal partito comunista. Anche il partito socialista si è dichiarato fondamentalmente favorevole all’accordo con La France Insoumise, ma ha interrotto le trattative pochi giorni fa perché non concorda con la logica egemonica di Melenchon e chiede pluralità.

Le divisioni tra i partiti sono sulla posizione rispetto all’unione Europea: i verdi e i socialisti sono due partiti europeisti, mentre la France Insoumise e il partito comunista sono critici verso l’Unione Europea.

Marco Orlando

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