22 Maggio 2022

La legge sul salario minimo in cerca di una maggioranza al Senato

Il Pd e del M5S hanno presentato due proposte molto simili e possono giungere ad un accordo, ma nel centro sinistra IV non concorda con la misura

A destra invece Fratelli d’Italia è favorevole al salario minimo e ha presentato un suo disegno di legge

La discussione sul salario minimo è ripresa in Commissione Lavoro al Senato dopo gli scontri tra Pd e M5S negli ultimi tempi. La scorsa settimana due membri del Partito Democratico della commissione, Mauro Laus e Valeria Fedeli, sono usciti dall’aula in polemica con le parole di Conte pronunciate il primo maggio sulla questione. Il presidente del Movimento 5 Stelle aveva dichiarato che la misura era diventata necessaria per dare risposte alla rabbia che monta e aveva chiesto alle forze politiche di accelerare i tempi di approvazione della norma. I due senatori prima di uscire dalla commissione avevano chiesto di mettere al primo punto dell’ordine del giorno delle prossime riunioni il tema del salario minimo.

Le proposte di PD e M5S sul salario minimo

Sul tema il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico concordano sulla necessità di istituire la misura, ma hanno presentato proposte differenti e non hanno raggiunto un’intesa sui vari aspetti connessi alla questione. I due disegni però, sono abbastanza simili tra di loro e un accordo potrebbe essere trovato. La proposta del Pd prevede un compenso minimo di 9 euro netti l’ora, mentre quella elaborata dai pentastellati ha fissato il salario minimo a 9 euro lordi l’ora.

Proposte anche da altri partiti

I disegni di legge ideati dalle due formazioni politiche non sono i soli. Anche LeU e di Fd’I hanno presentato i loro progetti, che sono molto simili e prevedono entrambi di fissare il minimo salariale al 50% della media indicata dall’Istat, con una correzione a seconda del livello di reddito regionale, della produttività del lavoro del paese e del tasso di occupazione regionale.

Infine il ministro del lavoro Orlando ha illustrato lo scorso aprile ai sindacati una proposta che è basata sulla diversificazione del compenso in base ai contratti. Per ogni settore viene individuato il contratto di riferimento con il livello minimo salariale applicabile. Cgil, Cisl E Uil hanno aperto alla proposta del ministro, pur con delle perplessità.

Milioni di lavoratori interessati al salario minimo

Quello del salario minimo è una necessità per molti lavoratori: oggi secondo l’Inps 4,5 milioni di lavoratori, concentrati nei settori della ristorazione, del turismo, dei beni culturali, dell’assistenza alle persone e della logistica guadagnano meno di 9 euro lordi l’ora. Tra queste 2,5 milioni di persone percepiscono un salario inferiore a 8 euro l’ora. Se la legge venisse approvata 3 milioni di lavoratori potrebbero beneficiare di un aumento salariale stimabile in circa 1000 euro l’anno.

Secondo un rapporto del Ministero del Lavoro poi, l’11,8% dei lavoratori italiani versano in condizioni di povertà e uno su quattro ha un salario basso.

La ricerca di una maggioranza al Senato

Per poter approvare la legge bisogna inoltre trovare una maggioranza a Palazzo Madama. Per ora sono favorevoli al salario minimo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali e Fratelli d’Italia, mentre Italia Viva, Lega e Forza Italia non sono concordi con la misura. Potrebbe quindi essere necessario un compromesso all’interno del centro-sinistra per poter varare la legge. Oppure si potrebbe trovare un accordo con i conservatori guidati da Giorgia Meloni. La misura potrebbe essere approvata infatti anche grazie all’apporto di Fratelli d’Italia, che concorda sulla necessità di un salario minimo e potrebbe votare in senso favorevole alla legge o astenersi.

Marco Orlando