3 Luglio 2022

Edilizia sociale, per Paoluzzi (Unione Inquilini) positivo l’aumento dei fondi del Comune di Roma

La sindacalista ha commentato favorevolmente il raddoppio delle risorse per l’edilizia sociale, ma ha spiegato che è solo un primo passo e servono fondi congrui per risolvere il problema della precarietà abitativa

Paoluzzi ha spiegato anche quali diritti la legge Lupi toglie alle persone che occupano un alloggio

Nella capitale aumentano le persone che dopo la pandemia vivono il problema del disagio abitativo. Secondo l’Unione Inquilini poi, nel 2020 sono state emesse 32.500 sentenze di rilascio, di cui il 90% per morosità. Italiani News ha realizzato un’ intervista a  Silvia Paoluzzi dell’Unione Inquilini, presenta anche nel podcast Squatters, per comprendere il fenomeno.  A Roma circa 10.000 persone occupano un alloggio popolare. Crede che la legge Lupi abbia avuto l’effetto di risolvere il problema o sia stata poco efficace dal punto di vista della prevenzione? La legge Lupi ha negato un diritto costituzionale. Altra cosa invece è il fenomeno delle occupazioni, che avvengono semplicemente perché le case pubbliche non vengono tempestivamente assegnate. Nei nostri quartieri è pieno ad esempio di alloggi lasciati vuoti e allarmati, mentre nella graduatoria continua a crescere il numero delle famiglie. Quindi se ci fossero le assegnazioni non ci sarebbero le occupazioni. Alcune associazioni hanno protestato contro il decreto Lupi perché secondo loro toglie diritti ai cittadini. Nello specifico quali diritti vengono negati con la mancata accettazione della residenza? Anche l’Unione Inquilini protesta contro il decreto Lupi, ovvero la legge 80 del 2014, in quanto nega i diritti più essenziali legati alla residenza che sono quello per esempio quello di poter avere un medico o un pediatra. Quello di poter accedere al gratuito patrocinio nei tribunali. Quello di potersi vedere l’allaccio alle utenze. O anche quello di poter esercitare il diritto di voto o l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. E per i cittadini stranieri quello di poter rinnovare i permessi e le carte di soggiorno. Tutti limiti che naturalmente riguardano i tanti cittadini che si trovano in questa condizione, italiani e stranieri. Oltre al problema delle occupazioni c’è quello della precarietà abitativa. Quante persone coinvolge? Intanto dobbiamo tener presente che delle 10.000 famiglie che vivono nelle occupazioni degli alloggi Erp, a seguito della sanatoria per coloro che hanno occupato prima del 2014, siamo in attesa del responso. Quindi non saranno effettivamente 10.000, ma molte meno quelle che potranno veder riconosciuto il diritto alla casa. Per quanto riguarda prettamente la precarietà abitativa abbiamo 14.000 famiglie che sono in graduatoria nel bando pubblico Erp 2012. 7000 famiglie sono state invece scartate per meri vizi di forma, per esempio la mancata presentazione del documento di riconoscimento o la firma sul modulo. E poi ci sono le famiglie sotto sfratto. Ci sono 15.000 famiglie che purtroppo hanno questa spada di Damocle sulla testa perché a seguito dello sblocco degli sfratti non è stata messa in campo alcuna soluzione. Poi ci sono le famiglie dei Cat, i cosiddetti residence, sono circa 1000. Altre 15000 famiglie vivono nelle occupazioni organizzate. Questo è un po’ il dato complessivo, senza parlare poi dei senza fissa dimora i cui dati purtroppo sono sempre incompleti, e sicuramente sottostimati. Il governo ha recentemente aumentato il fondo per sostenere le persone in difficoltà con il pagamento dell’affitto. Come giudica il provvedimento? Il governo per il fondo del contributo affitto ha stanziato 100 milioni. Il problema è che questi contributi se non sono uno strumento del Welfare abitativo purtroppo, mancando una politica abitativa strutturale, non funzionano. Poi vorrei ricordare che dal prossimo anno non ci saranno più. La legge di bilancio li ha completamente cancellati. Ma dobbiamo soprattutto sottolineare che per esempio il fondo affitto ordinario è stato appaltato. La stesura della graduatoria è stata affidata a una ditta esterna perché il Comune non è riuscito a stilare un elenco delle famiglie. Stessa cosa per il contributo straordinario Covid, quello stanziato dalla Regione Lazio, del quale aspettiamo ancora la graduatoria. Questi contributi non funzionano perché non arrivano nelle tasche delle famiglie. Banalmente quando c’è stata la possibilità di poter acquistare il monopattino, il buono arrivava direttamente dall’Agenzia delle entrate. Oggi invece i contributi vengono erogati con molta difficoltà perché dal Governo passano alle regioni, dalle regioni ai comuni, che devono prevedere i bandi. Le famiglie aspettano anni per vedere pochi spiccioli che purtroppo non possono risolvere l’emergenza abitativa, perché l’unico strumento che si può utilizzare e finalmente risolvere la precarietà è quello del passaggio di casa in casa in un alloggio pubblico. Il Comune di Roma ha raddoppiato i fondi per l’edilizia sociale. Crede che le risorse stanziate possano risolvere totalmente il problema della penuria degli alloggi pubblici o crede che sia bisogno di altri fondi? E’ un primo passo, ma che deve prevedere poi una visione di politiche abitative strutturali. Di recente sono stati stanziati 220 milioni per gli acquisiti di alloggi pubblici. Dobbiamo ricordare che verranno prima di tutto acquisite le case Armellini e le case Larex che sono quegli affitti passivi che purtroppo il Comune riceve in eredità. E potrà acquisire anche altri alloggi da destinare alla graduatoria. Bene, questo è un primo passo, ma è al Governo che il Comune deve far riferimento affinché si possano avere degli stanziamenti congrui per rispondere alla precarietà abitativa che attanaglia Roma. Purtroppo sono tantissime le persone che aspettano una risposta, e quindi attraverso il recupero e il ripristino degli alloggi di edifici pubblici abbandonati potremmo risolvere in parte il problema. Naturalmente potremmo fare che questo avvenga senza consumo di suolo. Ad esempio a Roma ci sono enti Ipab, enti pubblici, ed enti privatizzati dai quali il Comune potrebbe acquistare alloggi da destinare da subito alla graduatoria. Facciamo un esempio:. C’è stato un bando, al quale ha partecipato l’Inps, dal quale il Campidoglio potrebbe da subito reperire 200 immobili. Noi ci auguriamo che questo primo passo possa aprire una nuova stagione di politiche abitative strutturali, perché siamo in un punto di non ritorno. Vogliamo sottolineare come nell’ultimo semestre il Comune di Roma abbia assegnato solamente 37 alloggi alla graduatoria. Questo è un numero che di fronte alla precarietà abitativa è veramente drammatico. Dobbiamo invertire la rotta e solamente trovando alloggi pubblici possiamo finalmente dare dignità a centinaia di famiglie. Marco Orlando