3 Luglio 2022

Trombetti del PD spiega il piano abitativo della Capitale

La strategia del Campidoglio consiste nell’acquisire le case sfitte degli enti previdenziali

Grazie a questa operazione si dovrebbero sfoltire velocemente le liste di attesa

Il Comune di Roma vuole provare ad arginare il problema della precarietà abitativa nella capitale, un fenomeno che coinvolge migliaia di persone. Il presidente della commissione Patrimonio Trombetti ha spiegato il piano del Campidoglio nel nostro podcast sull’emergenza abitativa realizzato da Omar Sharif. Il sindaco Gualtieri ha annunciato recentemente il raddoppio dei fondi per l’edilizia sociale, che hanno raggiunto la cifra di 220 milioni. Come ha intenzione di usare queste risorse il Comune di Roma?Noi avevamo in bilancio 100 milioni di euro, con la variazione di bilancio arriviamo a 220 milioni. Ma attenzione, è un bilancio per il 2022, quindi non saranno 220 milioni per tutti i 5 anni, ma solo per quest’anno. Poi ne avremo altri per il 2023, per il 2024. Utilizziamo questi soldi per comprare le case degli enti previdenziali. Non possiamo costruire nuovi alloggi perché c’è il problema del consumo di suolo e quello dei tempi, dobbiamo abbattere la graduatoria velocemente. Quindi cosa facciamo? Compriamo le case che già stanno lì, l’invenduto degli enti previdenziali. Già sono pronte, le possiamo acquistare, non abbiamo problemi, sono dei condomini misti. E questo è una ricchezza perché non creiamo ghetti, non formiamo un Corviale due, perché mettiamo insieme ceti sociali diversi, in quanto molti inquilini all’interno di questi condomini hanno già comprato. Sono case disponibili, questo ci permette di abbattere in modo importante la graduatoria. Tra l’altro utilizziamo una norma nazionale approvata durante il Governo Conte che dà la possibilità ai comuni di poter comprare le case degli enti con il 48% in meno”. Quante persone potranno trovare un alloggio grazie alle risorse stanziate dal Comune di Roma? “Il costo medio degli appartamenti con lo sconto è di circa 100.000 euro, quindi potremmo arrivare a 2000 case. Con il fatto che compriamo uno stock importante si abbassa ulteriormente il prezzo e potrebbe aumentare ulteriormente il numero degli alloggi. Con 220 milioni per un anno abbattiamo la graduatoria per una variabile che va dalle 1500 alle 2500 persone, dipende dalla fluttuazione. Uno scorrimento mai visto della graduatoria, la quale si è mossa finora pochissimo, e il massimo che ha raggiunto in alcuni anni è stato 500 appartamenti l’anno. In un anno se solo riusciamo a farne 2000 sfoltiamo tantissimo la graduatoria, quasi di un quarto”. Quanto tempo dovrà passare prima che gli immobili vengano assegnati? “Adesso stiamo comprando le prime 250 case, servono subito come primo stock. C’è una trattativa aperta con tutti gli enti previdenziali. E’ chiaro che l’amministrazione comunale è una macchina molto lenta che stiamo cercando di sveltire. L’assessore Zevi sta facendo incontri continui per dare un’accelerata. Questi soldi li dobbiamo spendere velocemente. Non so dire ancora esattamente un tempo, ma veramente ce la stiamo mettendo tutta”. I fondi del Comune di Roma saranno utilizzati anche per acquistare gli immobili di Nuova Ostia?Sicuramente c’è anche il tema degli immobili di Ostia, perché lì si è preso un impegno. C’è una sentenza, noi per non sfrattare nessuno compriamo questi immobili. C’è una discussione aperta, anche con la proprietà, perché molte delle case hanno una fatiscenza e quindi dobbiamo inserire pure questo. Anche a Ostia in tutti modi nessuno verrà lasciato solo, nessuno verrà sfrattato. Ma ci sarà, quando ristrutturiamo, sempre un passaggio di casa in casa una volta che il Comune li ha comprati. Ancora su questo non abbiamo degli elementi certi, ma anche agli abitanti di Ostia posso dire di stare tranquilli perché comunque l’intenzione del Comune è di risolvere il problema visto che pagavamo un fitto passivo altissimo e quindi queste case conviene comprarle“. Oltre ai fondi per l’edilizia sociale ci sono le risorse dell’ex Gescal gestite dalla Regione Lazio. I due enti stanno dialogando per il loro utilizzo? “Quando cui siamo insediati i rapporti tra Regione e Comune erano molto tesi. Ho chiesto personalmente all’assessore Zevi di fare un protocollo d’intesa con la Regione Lazio e di cominciare a lavorare insieme su tanti temi: le assegnazioni, il cambio di alcune norme, il nuovo bando per le case popolari. Il lavoro è enorme. Una collaborazione c’è. Lavoriamo anche sui fondi Gescal. L’assessore Valeriani ha annunciato una delibera di 50 milioni. Mi auguro che possa servire ad utilizzare il modello Colli Portuensi e via Pincherle. Ci sono delle persone che vivono negli immobili degli enti previdenziali, penso all’ex Sara , penso a Grotta Perfetta, che non ce la fanno a comprare casa, perché gli enti previdenziali stanno vendendo questi alloggi e molti degli inquilini sono anziani e alcuni non possono comprare casa perché non possono aver le garanzie della banca. Altri non ce la fanno perché vivono in una condizione economica difficile. E allora in alcuni casi la Regione può fare da garante per il mutuo in altri casi può comprare queste case e garantire chi sta dentro. Questo è un’altra parte del ragionamento che stiamo facendo ma è frutto di una collaborazione seria con la Regione Lazio che il Comune ha messo in piedi”. Marco Orlando