3 Luglio 2022

Unesco, la pesca come patrimonio immateriale dell’umanità, la proposta dei Flag Italiani

Presentato il progetto al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali

Candidatura adesso ufficialemente partita

Presentato a Roma, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, innanzi al Sottosegretario Battistoni, il progetto PCP – Patrimonio Culturale della Pesca, promosso dai FLAG italiani.

L’iniziativa tiene conto degli aspetti di sostenibilità, ambientale ed economica, che sempre più caratterizzano le attività che tutto il comparto pesca si sforza di porre in essere e mira a legare la raccolta del pesce ad un quadro di gestione più articolato del territorio marino, sempre più a rischio erosione dei redditi.

Nel corso dell’incontro, i FLAG italiani (Fishery Local Action Group, partenariati pubblico-privati che intervengono nel quadro del FEAMP per lo sviluppo sostenibile delle aree costiere) hanno illustrato alle istituzioni nazionali e regionali il progetto, che ha il preciso obiettivo di diffondere la conoscenza del ricco patrimonio di pratiche e mestieri collegati al settore della pesca, avviando l’iter di candidatura per l’inserimento nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

Pesca, valore anche culturale 

L’incontro è stato aperto dal Presidente del FLAG Veneziano, Antonio Gottardo, capofila di un ampio partenariato costituito da 9 FLAG (FLAG Veneziano – VeGAL, FLAG Chioggia e Delta Po, FLAG GAC FVG, FLAG Costa dell’Emilia-Romagna, FLAG Costa di Pescara, FLAG Costa Blu, FLAG Costa dei Trabocchi, FLAG Marche Nord, FLAG Golfo degli Etruschi) di 6 Regioni italiane: “Con questo incontro vogliamo coinvolgere le istituzioni in un percorso ambizioso che ci vedrà impegnati nei prossimi anni nella sfida di avviare l’iter di registrazione, come strumento per promuovere la pesca anche dal punto di vista culturale oltre che professionale. Ringrazio il MIPAAF, la Rete Nazionale dei FLAG e i FLAG partner, per il supporto fornito per permettere l’avvio del progetto e le Regioni per averlo approvato e finanziato nel quadro dei fondi comunitari FEAMP“, le sue parole.

L’illustrazione del progetto è stata curata dal coordinatore del FLAG Veneziano, Giancarlo Pegoraro, che ha presentato la metodologia adottata per la definizione progettuale e le tre principali attività di cui si compone.

Pesca come valore, le fasi di implementazione del progetto

In una prima fase verranno analizzati i più significativi e rappresentativi manufatti, attrezzature e mestieri della pesca professionale segnalati dai territori partner mediante previa schedatura oggetto di approfondimento, con il coordinamento del FLAG Golfo degli Etruschi. Successivamente, con il coordinamento del FLAG Chioggia e Delta del Po, verrà svolto un approfondimento su una rosa ristretta di mestieri, manufatti e attrezzature, concertata attraverso percorsi partecipativi ai fini della redazione del dossier.

La seconda attività riguarda un’azione comunicativa a supporto del percorso avviato: il FLAG Costa dell’Emilia Romagna si occuperà in particolare della comunicazione del progetto, mentre il FLAG Veneziano curerà la produzione e distribuzione di un docufilm finalizzato alla divulgazione del patrimonio culturale ed identitario dell’insieme di valori di cui il mondo della pesca professionale è naturale detentore.

La complessità e l’articolazione del progetto richiedono, poi, una decisa un’azione di concreto accompagnamento presso le istituzioni, i partner, i territori e la comunità scientifica, per permettere di avviare il successivo iter di candidatura UNESCO

Le attività di progetto sono state successivamente approfondite dai FLAG e dai tecnici ed esperti incaricati (Università di Firenze, A. Gattei, Cooperdiem, Twister Film e Justgood Tourism), che hanno illustrato nel dettaglio le iniziative in corso e che si concluderanno entro il 2022. 

Pesca e acquacoltura, confronto ed interscambio tra territori

L’incontro e la tavola rotonda “La tutela e salvaguardia dei beni culturali legati alla pesca e all’acquacoltura” hanno consentito l’avvio di un confronto tra i territori e le istituzioni, nel corso del quale la sfida lanciata dai FLAG è stata accolta favorevolmente ed apprezzata in particolare per la metodologia con la quale è stata promossa, ossia per l’approccio cooperativo interterritoriale e per il riconoscimento del valore culturale di un’attività economica che ha saputo tramandare, nel tempo, saperi, tecniche e tradizioni.

E’ fondamentale sottolineare l’importanza della cooperazione per lo sviluppo delle aree costiere e del ruolo dei FLAG, ricordando il condiviso ed importante percorso, costruito nel tempo con i FLAG dalla Rete Nazionale, che ha portato alla presentazione di numerosi progetti di cooperazione tra FLAG italiani, di cui quello in oggetto risulta certamente il più significativo in quanto risulta di valenza più estesa rispetto ai soli territori coinvolti, oltre che garantire una legacy fondamentale per i FLAG da lasciare nel post programmazione 2014-2020.

I rappresentanti delle Regioni hanno in particolare contestualizzato le iniziative con altre attività dell’Ente e con analoghi iter avviati di riconoscimento UNESCO e che possono costituire buone prassi di riferimento, fornendo spunti per rafforzare le collaborazioni tecnico-scientifiche, nonché per l’individuazione di alcuni ulteriori contesti rilevanti a livello nazionale (a partire dalle tonnare, già in fase di approfondimento specifico).