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Cuba. Biden cancella le restrizioni imposte da Trump

Gli Stati Uniti cambiano la politica nei confronti di Cuba Più permessi di soggiorno, possibilità di inviare denaro e fare...

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Gli Stati Uniti cambiano la politica nei confronti di Cuba

Più permessi di soggiorno, possibilità di inviare denaro e fare viaggi di gruppo. L’amministrazione Biden allenta la presa su Cuba imposta da Donald Trump nel 2018, il governatore della Florida protesta, il ministero degli esteri cubano non si accontenta

Joe Biden allenta le restrizioni che, nel 2018, Donald Trump aveva imposto per isolare Cuba. Restrizioni che hanno inasprito l’embargo cui l’isola è sottoposta dal 1962 e si sono fatte sentire ancora di più quando è iniziata la pandemia. Ora Biden riprende la politica di Obama, che aveva allentato le tensioni nei confronti di Cuba. Nel comunicato ufficiale si legge che “in particolare, l’Amministrazione adotterà le seguenti misure: facilitare il ricongiungimento familiare ricostituendo il Programma Cubano per il Ricongiungimento Familiare Parole (CFRP) e continuare ad aumentare la capacità dei servizi consolari. L’elaborazione limitata dei visti per immigrati è ripresa all’Avana il 3 maggio 2022”. Saranno concessi, di nuovo, ventimila permessi l’anno per espatriare dall’isola e andare negli Stati Uniti. La misura adottata da Trump, che aveva fermato il rilascio dei visti, aveva visto diminuire l’immigrazione legale a favore di quella clandestina. Biden ha deciso che si potrà viaggiare, ma solo a determinate condizioni. “Autorizzeremo voli regolari e charter verso località al di fuori dell’Avana”. Riprenderanno quindi i voli su tutta l’isola, ma solo per viaggi di gruppo, che siano di istruzione, ricerca o per riunioni di lavoro. Non sarà permesso, ancora, il viaggio di singoli cittadini statunitensi.

Per quanto riguarda l’economia, l’amministrazione Biden intende favorire gli imprenditori cubani indipendenti, che potranno ricevere fondi da persone terze. Come spiega il comunicato: “incoraggeremo le opportunità commerciali al di fuori del settore statale autorizzando l’accesso alla tecnologia cloud, alle interfacce di programmazione delle applicazioni e alle piattaforme di e-commerce. Esploreremo le opzioni per espandere il supporto per ulteriori opzioni di pagamento per attività basate su Internet, pagamenti elettronici e affari con imprenditori cubani indipendenti”. Una misura volta a esternalizzare le risorse dell’isola, che a ottobre scorso ha concesso, dopo 60 anni, la creazione di 32 piccole e medie imprese private che possono ricevere denaro dall’estero. Viene tolto, inoltre, il limite per le rimesse, ovvero l’invio di denaro da parte di cubani residenti negli Stati Uniti ai propri famigliari rimasti a Cuba, che con Trump era fermo a mille dollari a trimestre.

La reazione del governatore della Florida

È in Florida che si concentra la maggior parte dei cubani che fuggono dall’isola per vivere negli Stati Uniti. Il governatore dello Stato, Ron DeSantis, ha detto che le decisioni prese da Biden sono un tradimento e finiranno per arricchire il governo cubano e non il popolo. “Penso che la gente, in particolare nel sud della Florida, capisca che quando più soldi vengono inviati all’isola, vanno direttamente nelle tasche della dittatura cubana. Questo non aiuterà il popolo cubano a raggiungere la libertà” ha dichiarato, non proponendo, tuttavia, nessuna alternativa. “Il piano di Biden di sostenere la dittatura cubana – ha aggiunto – rappresenta l’ennesimo fallimento quando si tratta di difendere la libertà nel nostro emisfero. I soldi del “turismo” finiranno nelle tasche del regime cubano e aiuteranno a rafforzare il governo contro coloro che cercano la libertà a Cuba”.

La reazione del Ministero delle Relazioni di Cuba

Il Ministero delle Relazioni Cubane ha dichiarato, invece, che si tratta di “un passo limitato nella giusta direzione”. “Il governo degli Stati Uniti ha annunciato diverse misure, positive ma di portata molto limitata, nei confronti di Cuba, in termini di visti, migrazione regolare, voli verso le province, rimesse e adeguamenti alle normative per le transazioni con il settore non statale”. Il decreto, secondo il governo cubano, “non annulla l’inclusione arbitraria e fraudolenta di Cuba nell’elenco del Dipartimento di Stato dei paesi che sono presumibilmente sponsor del terrorismo, una delle principali cause delle difficoltà che Cuba incontra per le sue transazioni commerciali e finanziarie in molte parti del mondo. Si tratta, tuttavia, di un passo limitato nella giusta direzione, una risposta alla denuncia del popolo e del governo cubani. Risponde anche alle chiamate della società americana e dei cubani residenti in quel Paese”. È stata ignorata la richiesta della Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi e di quasi tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, di porre fine al blocco economico. “Queste richieste sono state ignorate dal governo degli Stati Uniti a un costo molto alto per la nostra popolazione”.

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