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Mirta Wholesale, la startup italiana dell’artigianato Made in Italy

Continuare a crescere raddoppiando i numeri del 2021 è l’obiettivo a medio termine di Mirta, l’e-commerce dedicato all’artigianato di lusso...

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Continuare a crescere raddoppiando i numeri del 2021 è l’obiettivo a medio termine di Mirta, l’e-commerce dedicato all’artigianato di lusso ed alle eccellenze artigianali made in Italy.

L’anno passato si è chiuso a quota cinque milioni di euro di fatturato per la realtà fondata da Ciro Di Lanno e Martina Capriotti, che, con il suo portale B2b, Mirta Wholesale, è stata eletta digital partner della 121esima edizione di Mipel, a Fieramilano Rho.

Fondato nel giugno 2019, il portale milanese punta a superare i 10 milioni di euro di affari al termine del 2022, quando arriverà a proporre un paio di migliaia di brand sul sito web. La start-up apre le porte delle botteghe artigiane italiane ai consumatori di tutto il mondo, creando un collegamento diretto tra produttore e consumatore finale, senza alcun intermediario, mettendo al centro le creazioni, il valore e la firma di ciascun artigiano.

I suoi soci fondatori, dopo essersi formati tra le fila di Boston Consulting Group, hanno voluto trasformare la propria passione e l’esperienza accumulata negli anni, in una realtà al servizio dell’eccellenza della moda italiana, supportando gli artigiani e promuovendone il lavoro, facendoli conoscere in maniera diretta ai clienti in tutto il mondo.

Ma Mirta.com non è una semplice vetrina di prodotti come tutti gli altri e-commerce: la piattaforma consente infatti di acquistare le creazioni 100% Made in Italy e fatte a mano, ma anche di conoscere l’artigiano che crea il prodotto, la sua storia e quella della sua bottega attraverso pagine profilo dedicate con video, storie e foto. Dietro ogni prodotto c’è una storia, una connessione umana che lega l’arte alle tradizioni manifatturiere, alla cultura della bottega e del suo artista, il cui sapere spesso viene tramandato da generazioni. Recuperare questo storytelling è importante, soprattutto per i consumatori di oggi che fanno scelte di acquisto più consapevoli e più in linea con i propri valori etici. In altri mercati esistono già esempi di aziende di successo, come Faire.com, che hanno risolto questo problema per i brand mass market, diventando in pochissimi anni aziende multimiliardarie.

Nel corso del 2021 il portale ecommerce ha registrato oltre 14.500 ordini sulla piattaforma con una crescita totale di circa due volte e mezzo in più degli ordini rispetto al 2020. Per quanto riguarda l’export, il 60 per cento delle esportazioni è diretto verso gli Stati Uniti, il 25 per cento verso l’Asia e il restante 15 per cento verso l’Europa. Nel 2021 i prodotti di maggior successo sulla piattaforma sono stati quelli appartenenti alle categorie borsetteria e cashmere e wool.

“L’artigiano produce, noi ci occupiamo di tutto quello che viene dopo: operations, digital marketing, customer care. Ricevuto l’ordine, parte la produzione, che sarà consegnata in 20 giorni. Non abbiamo magazzino” spiega Martina. Tra gli investitori che hanno creduto nel progetto vi è anche Alberto Genovese, tra i primi imprenditori del mercato digitale italiano – già founder di Facile.it e Prima Assicurazioni – e da tempo dedicato alla scoperta di nuovi giovani di talento destinati a diventare protagonisti dell’economia di domani.

L’idea è nata in Corea, dove Martina si era trasferita quando lavorava come dipendente per la società di consulenza. “I brand di lusso locali vogliono spostare la produzione in Italia e sono sempre alla ricerca di piccoli artigiani sul territorio. Mi sono accorta della potenza del made in Italy. Quando dicevo che ero italiana, vedevo gli occhi delle persone illuminarsi”. 

“Abbiamo chiuso il 2021 con più di 200 brand – ha spiegato il co-founder Di Lanno – ed immaginiamo di averne più di duemila alla fine di quest’anno. Un forte progetto di sviluppo e crescita dei brand espositori che ci consentirà di raddoppiare anche fatturato e volumi della piattaforma”.

Con la pandemia, l’ecommerce si è fatto “remote tourism”. La nostalgia dell’Italia da parte dei turisti extraeuropei nell’estate 2021 si è trasformata in una voglia di visitare virtualmente le botteghe degli artigiani italiani e di comprare l’eccellenza della pelletteria, del cashmere e dell’home decor. Nel periodo giugno-agosto 2021 il 54% degli acquisti effettuati sulla piattaforma Mirta era diretto agli Stati Uniti; seguiva l’Asia con il 18% del totale: in questo caso, il maggior numero di acquisti è arrivato da Hong Kong, Singapore, Cina e Taiwan. L’Europa, chiaramente per la maggiore fattibilità degli spostamenti, si è collocata solo terza, con il 17% degli acquisti.

La piattaforma, a pochi mesi dal lancio, vantava già più di 300 retailer coinvolti, provenienti prevalentemente da Stati Uniti ed Europa. Si trattava principalmente di boutique di piccole e medie dimensioni, interessate al Made In Italy e che sperimentavano per la prima volta la vendita dell’artigianato locale di lusso nei loro punti vendita. Il sito include nomi come come Claudia Firenze, Boldrini Selleria, Buti Pelletterie, Pasotti, Gianni Segatta, Visonà, Vera Persiani, Roberta Gandolfi, Pelletteria Modigliani, Brunocenere, Kara Van Petrol, Athison, Mialuis, con new entry come Aquarama, Del Conte, Ottavio Re, Tredicinodi, Ratti o Calzaturificio Coppola, ma si prevede che a fine 2022 si arriverà a 2.000 brand iscritti.

Giulia Cortese

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