sabato25 Marzo 2023
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Armadio Verde, startup italiana della moda second hand

Armadio Verde è una startup nata nel 2015 da Eleonora Dellera e David Erba. È il primo marketplace della moda...

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Armadio Verde è una startup nata nel 2015 da Eleonora Dellera e David Erba.

È il primo marketplace della moda second hand in Italia, dove gli utenti possono vivere un’esperienza di shopping sostenibile e senza sforzo.

È nata con l’obiettivo di rimettere in circolo capi d’abbigliamento e accessori che non si utilizzano più, “azzerando gli sprechi legati all’acquisto di nuovi vestiti e riducendo in questo modo i consumi e l’impatto sull’ambiente”, come ha spiegato Eleonora Dellera, Founder, Communication & Brand Manager della società. “Nella nostra epoca siamo costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo che purtroppo usiamo sempre meno. Ciò che amiamo oggi è molto probabile non possa trovare il nostro gusto domani. Da qui la volontà di permettere a tutti – uomini, donne e bambini – di rinfrescare il proprio guardaroba a costi bassi e in maniera sostenibile, evitando di buttare via articoli nuovi ma semplicemente mettendoli a disposizione di altri utenti”. Imperniato sui principi dell’economia circolare, l’unicità di Armadio Verde è quella di essere una piattaforma full service dove gli utenti possono rinnovare il proprio guardaroba – vestiti e accessori – senza dover preoccuparsi di seguire tutto il processo di compravendita. L’azienda, infatti, a differenza di altre rinomate app, si occupa di tutto l’iter logistico al posto del cliente. Dal ritiro gratuito a domicilio, al controllo qualità, acquisto immediato degli articoli selezionati, scatto delle foto, pubblicazione on-line, consegna a casa e un impeccabile servizio clienti che garantisce tranquillità e libera il cliente da stress e perdite di tempo.

La società ha trovato nuovi finanziatori per 2,6 milioni di euro ed è diventata società benefit. Il round è stato guidato da Growth Capital, primo advisor italiano specializzato in aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per startup e PMI innovative. Nella partecipazione al round ha giocato un ruolo importante a|impacte – Avanzi Etica SICAF EUVECA SPA, che ha contribuito alla trasformazione di armadioverde in società benefit. Armadio Verde aveva raccolto un precedente round da 1,3 milioni di euro già nel febbraio 2016, a cui avevano partecipato Innogest sgr, LigurCapital e A11-Venture e numerosi investitori privati. Inoltre il gruppo Editoriale l’Espresso aveva partecipato al round tramite il conferimento di servizi pubblicitari su carta, radio e web. Hanno inoltre co-investito nel round 4 imprenditori italiani della fashion industry: Simone Canclini, ceo di C.Tessile spa e presidente della Fondazione del Tessile Italiano; Andrea Di Bella, fondatore e Ceo di MHART, uno più grandi esperti del settore in tema di sistemi di movimentazione area per centri logistici ad alta efficienza che ha realizzato gli impianti dei più importanti brand della fashion industry in Italia e all’estero; Arcangelo D’Onofrio, fondatore di Temera, uno dei massimi esperti europei di tecnologie RFID; Christian Bracich, fondatore di CP-ENG, noto per la sua expertise in ingegneria e progettazione di macchinari per lo scanning automatizzato del prodotto tessile. Il round si compone anche del finanziamento dal gruppo Banco BPM. Advisor dell’operazione è stato Growth Capital.

David Erba, ceo e cofondatore della start io, ha commentato: “Uno dei valori fondanti di Armadio Verde è da sempre la sostenibilità e sono orgoglioso che, grazie all’ottimo lavoro del nostro advisor Growth Capital, la società annoveri tra i nuovi soci a|impacte con cui svilupperemo interessanti progetti ad elevato impatto sociale fino ad oggi rimasti nel cassetto e che non vediamo l’ora di realizzare”. Inizialmente l’idea della società era quella di raccogliere e rivalutare i capi di abbigliamento per bambini. Poco dopo però si è espanso anche agli abiti femminili e da poco si rivolge anche agli uomini. I numeri di armadioverde sono mirabolanti: 40 dipendenti e più di 600 mila utenti attivi iscritti tra Italia e Francia. Al momento l’azienda agisce solo in questi due Paesi, ma è molto probabile che presto i suoi orizzonti si espanderanno.

Dalla fondazione la startup si è evoluta fino a diventare un modello per la scena europea grazie alla sua capacità d’innovazione. Il riciclo di capi in disuso permette di arginare la produzione di rifiuti tessili e consentire una scelta consapevole a una clientela sempre meno incline agli sprechi. L’azienda, insieme ad altre start-up dell’usato potrebbe diventare una sfida colossale per i giganti del fast-fashion, che vedono i loro metodi di produzione e vendita sempre più contestati per i danni che fanno all’ambiente. Dal 2015 Armadio Verde, infatti, ha contribuito ad un risparmio di 3600 tonnellate di CO2 (pari a 4500 voli Roma-Delhi) e 2,7 milioni di m3 d’acqua (pari a 1100 piscine olimpioniche).

Giulia Cortese

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