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Residenza agli occupanti abusivi, il Campidoglio approva una mozione per la deroga

L’assemblea capitolina ha votato una mozione per concedere la residenza agli occupanti abusivi degli alloggi in linea con la legge...

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L’assemblea capitolina ha votato una mozione per concedere la residenza agli occupanti abusivi degli alloggi in linea con la legge 80 del 2014, che ha previsto una deroga per minori e soggetti meritevoli di tutela per proteggere situazioni igienico sanitarie

La mozione è stata votata favorevolmente dalla maggioranza. L’opposizione si è espressa in modo contrario

A Roma alcune persone che occupano abusivamente un alloggio potranno ottenere la residenza. L’assemblea capitolina ha approvato una mozione, presentata dal Pd, a prima firma del presidente della Commissione Patrimonio Trombetti, che consente di derogare alla legge 80 del 2014, che nega ai soggetti che occupano illecitamente un alloggio la residenza e l’allaccio delle utenze. L’obiettivo è consentire, come prevede l’articolo 5 della stessa legge, l‘esercizio di una serie di diritti, ottenibili secondo la maggioranza con la residenza, a minori e persone meritevoli di tutela, in deroga alla norma, a tutela delle condizioni igienico sanitarie.

La mozione è passata grazie ai voti della maggioranza. L’opposizione ha votato in maniera sfavorevole.

La legge 80 del 2014, nota anche come decreto Lupi in passato è stata contestata da molte associazioni del terzo settore. L’ultima denuncia dei problemi connessi alla norma è avvenuta a fine aprile. Una serie di organizzazioni non governative, tra le quali erano presenti ActionAid, Caritas, Sant’Egidio, Arci Roma, Medici Senza Frontiere e il Movimento per il Diritto all’Abitare. Secondo la loro opinione la norma avrebbe portato a un peggioramento delle condizioni di vita e all’impedimento di una serie di diritti, delle persone, spesso in situazioni economiche precarie, che vivevano negli stabili occupati.

Le motivazioni della mozione

Nel testo della mozione presentata dal partito Democratico viene spiegato che l’occupante abusivo di uno stabile, per effetto del decreto Lupi viene privato del concreto esercizio dei propri diritti sociali, civili e politici garantiti dalla costituzione. Diritti che possono garantire un’esistenza dignitosa, come ad esempio un contratto di lavoro o di affitto, oppure l’accesso ai servizi di welfare locali, o l’ottenimento della carta di soggiorno.  La mancata concessione della residenza crea anche altri problemi: “Nel contempo– si legge nel testo della mozione- risulta compromesso il pubblico interesse alla reperibilità della persona, e al governo della comunità urbana, rendendo l’amministrazione ignara dei luoghi ove si realizza detta appartenenza alla comunità dei suoi cittadini”.

Nel documento viene spiegato che per ovviare al problema della residenza si può chiedere una residenza fittizia a via Modesta Valenti, che però non costituisce un indirizzo utile per poter rinnovare il permesso di soggiorno.

La mozione, oltre consentire la deroga in favore dei minori e dei soggetti meritevoli di tutela, ha impegnato il sindaco ad attivarsi con il Governo e il Parlamento per modificare l’articolo 5 della legge 80 del 2014. E a procedere all’iscrizione dei richiedenti asilo, titolari di protezione anagrafica e cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in condizioni di vulnerabilità, secondo i criteri stabiliti dalla stessa legge.

Con questa mozione ridiamo dignità alle persone che per necessità sono state costrette ad occupare– ha affermato il presidente della Commissione Patrimonio Trombetti-ora potranno accedere ai servizi essenziali e smetteranno di essere invisibili. Non si legittima nessuna occupazione, ma si porrà fine a una grande ipocrisia nel fare iscrivere le persone a Modesta Valenti”.

Di altra opinione la consigliera di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni: “La carenza di alloggi popolari è un grave problema che va risolto. Le istituzioni non devono avallare l’illegalità ma devono dare risposte concrete a coloro che nella legalità attendono le case che devono con urgenza essere realizzate. Non è con le occupazioni abusive, ma perseguendo la via istituzionale che si deve dare risposta alle migliaia di persone in lista da anni”.

Marco Orlando

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