giovedì23 Marzo 2023
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Jurassic World – Il dominio: la recensione dell’ultimo deludente capitolo

Jurassic World – Il dominio: l’ultimo deludente capitolo della saga È finalmente arrivato al cinema l’ultimo capitolo della saga sui...

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Jurassic World – Il dominio: l’ultimo deludente capitolo della saga

È finalmente arrivato al cinema l’ultimo capitolo della saga sui dinosauri più famosa del mondo, tuttavia, il sesto capitolo del franchise di Jurassic Park non convince fino in fondo.

La critica si è divisa in due, e molti non hanno gradito il plot dell’ultimo lungometraggio che prometteva un finale memorabile a una saga che è stata consacrata come pietra miliare del cinema. Jurassic World – Il dominio, sequel di Jurassic World – Il regno distrutto (2018) è l’ultimo capitolo firmato Colin Trevorrow, già alla regia dei primi due capitoli.

La trama del film

Il sesto capitolo riprende esattamente dove era terminato il precedente, i fatti si svolgono infatti quattro anni dopo la distruzione di Isla Nublar. Come preannunciato ci troviamo in un nuovo Jurassic World, in cui i dinosauri ora vivono e cacciano insieme agli umani in tutto il mondo. Questo precario equilibrio, tuttavia, fa solo da contorno alle vicende che vediamo svolgersi, incentrate principalmente nel rapimento di Maisie Lockwood, la bambina “clone” del capitolo precedente.

Il sesto film della serie riconvoca i grandi personaggi primari, tra i quali rivediamo con piacere il paleontologo Grant interpretato da Sam Neill, la favolosa Ellie Sattler interpretata da Laura Dern e l’ironico Malcolm interpretato da Jeff Goldblum.

Ovviamente allo storico cast, vengono aggiunti i personaggi della saga di serie b: Claire e Owen che sono ormai coppia stabile (interpretati da Bryce Dallas Howard e Chris Pratt), diventati una coppia di genitori poco credibili che si prendono cura e proteggono appunto Maisie, la ragazza con DNA di dinosauro, l’ibrido che tutti desiderano, in particolare la multinazionale Biosyn. La storia si trasforma in un confusionario action movie visto e rivisto, un mix di sparatorie e denti affilati, che alla fine ci lascia non solo con una gran confusione in testa ma un po’ anche con l’amaro in bocca.

Quando non c’è più nulla da dire ma si vuole raccontare lo stesso qualcosa

La sensazione durante la visione è che non si stia in realtà guardando un prodotto facente parte del mondo “Jurassic Park”. Se i primi due, quantomeno, avevano come protagonisti proprio i dinosauri, quest’ultimo capitolo non sembra avere più nulla di originale da raccontare in merito e quindi ha preso un’altra strada.

“Selvaggiamente ripetitivo” e “disordinato”, così è stato definito il film dalla critica, che segue strade diverse che alla fine si ricongiungono: tra buchi di trama, di tempo e personaggi poco caratterizzati che spariscono nel nulla senza un degno congedo.

Gli stessi dinosauri talvolta ricordano vagamente gli abitanti de La storia infinita, attestando quasi una bassa qualità di effetti speciali e CGI, al contrario ostentata nelle scene action che ricordano molto i film con Liam Neeson.

Uno script che fa storcere il naso

La saga è sempre stata ricca di battute e attimi di leggerezza, tuttavia, in questo film la banalità dei dialoghi ha reso il film a tratti comico. Proprio l’ultima scena, che sarebbe dovuta essere tra le più importanti per il regista, ci ha ricordato molto una soap di bassa qualità.

Durante un’intervista con Variety sul red carpet di Jurassic World: Il dominio, Colin Trevorrow ha infatti parlato della fine delle riprese e nello specifico dell’ultima scena con Chris Pratt e il velociraptor Blue.

Guarda, è difficilissimo guardare un film quando sei un regista… ma alla fine del film, gli ultimi momenti di Chris Pratt con Blue sono davvero speciali. Credo che l’interpretazione di Chris e il lavoro degli animatori abbiano dato vita a qualcosa di vero e sincero”.

Quando il troppo stroppia

Tra parallelismi, citazioni e fanservice Jurassic World – Il dominio è un film per tutti, ma non per gli appassionati. Di fatto, possiamo dire con sincerità che la nuova trilogia non ha mai retto il confronto col capolavoro di Steven Spielberg, unico nel suo genere.

Nonostante il tentativo di riportare la saga (che ha sicuramente perso molti colpi negli anni) al suo splendore, Trevorrow sfrutta una tecnica molto utilizzata ad Hollywood, quella di rispolverare i vecchi attori. Nonostante l’alchimia tra i tre risulti anche piacevole, l’adeguamento della caratterizzazione dei personaggi incappa in qualche piccolo errore. Come apprendiamo a inizio film la Sattler indaga su un’invasione di cavallette preistoriche, ciò che non torna è che la donna ci viene presentata come una paleontologa, quando è sempre stata una paleobiologa.

Se tante cose non funzionano, tuttavia, è il cast a fare la differenza, permettendo alla trama ramificata di convergere nel terzo atto attraversando l’’infinità di forzature.

Le profonde differenze con i film di Spielberg

Come anticipato, tra questi nuovi film e il cinema di Spielberg c’è una bella e grossa differenza. Se il famoso regista ci aveva abituato a scene a tratti horror e cruente coi primi due film, i Jurassic World sconfinano più nel territorio dell’avventura per famiglie, tra gag che raramente fanno ridere. Quest’ultimo capitolo, in particolare, conteggia un numero bassissimo di morti.

Se i film di Spielberg sono tutt’ora ricordati come un qualcosa di innovativo e capace di lasciare lo spettatore letteralmente a bocca aperta, gli ultimi usciti purtroppo non stupiscono per niente. Inoltre, anche la colonna sonora rimane a galla grazie all’utilizzo di quella originale, che sarà per sempre memorabile.

Il box office di Jurassic World – Il Dominio

Il primo lungometraggio divenne il migliore incasso del 1993 e per un paio d’anni fu al primo posto tra i più grandi ricavi della storia del cinema, segno che quel sense of wonder e di novità non passò inosservato.

Dati sicuramente molto lontani dal 1993, quelli di Jurassic World – Il Dominio risultano comunque interessanti, segno che gli affezionati non vedevano l’ora di vedere l’ultimo capitolo. Il film, infatti, debutta nel nostro paese con quasi 1,2 milioni di euro e 155mila spettatori, davanti a Top Gun – Maverick, che ottiene 533mila euro per un totale di 5,6 milioni. Nel mondo, invece, Jurassic World – Il Dominio parte fortissimo in Corea del Sud con un day one da 6 milioni di dollari, il quarto miglior esordio di sempre dietro Jurassic World – Il regno distrutto.

 

 

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