24 Settembre 2022

Gli Stati Uniti dichiarano l’emergenza energetica

La produzione di elettricità è insufficiente a soddisfare la domande dei clienti

Gli Stati Uniti dichiarano l’emergenza energetica. Troppa poca l’elettricità disponibile rispetto al fabbisogno. Il governo invita ad investire e toglie i dazi per l’importazione di celle solari dal sud est asiatico

Il presidente degli Stati Uniti, John Biden, ha firmato un documento in cui si dichiara l’emergenza energetica nel Paese. Il documento, pubblicato il 6 giugno, rimarrà valido per almeno 24 mesi o anche prima se finirà l’emergenza. “Diversi fattori stanno minacciando la capacità degli Stati Uniti di fornire una produzione di elettricità sufficiente per soddisfare la domanda prevista dei clienti – si legge nella dichiarazione -. Questi fattori includono le interruzioni dei mercati energetici causate dall’invasione russa dell’Ucraina e gli eventi meteorologici estremi esacerbati dai cambiamenti climatici. Ad esempio, in alcune parti del Paese, le condizioni di siccità associate alle ondate di caldo stanno causando contemporaneamente una prevista carenza di fornitura di elettricità e una domanda record di elettricità. Di conseguenza, la Federal Energy Regulatory Commission e la North American Electric Reliability Corporation hanno entrambe messo in guardia sui problemi di affidabilità dell’elettricità a breve termine nelle loro recenti valutazioni dell’affidabilità estiva”.

Il governo degli Stati Uniti invita quindi i servizi pubblici e gli operatori di rete ad impegnarsi a pianificare nuove possibilità per soddisfare la domanda, rivolgendosi in particolare all’energia solare, “tra le fonti di nuova generazione elettrica in più rapida crescita negli Stati Uniti” come recita il documento. “Si prevede che l’aggiunta di capacità solare rappresenterà oltre la metà della nuova capacità del settore elettrico nel 2022 e nel 2023. L’elettricità prodotta attraverso l’energia solare è anche fondamentale per ridurre la nostra dipendenza dall’elettricità prodotta dalla combustione di combustibili fossili, che guida il cambiamento climatico. Il Dipartimento della Difesa ha riconosciuto il cambiamento climatico come una minaccia alla nostra sicurezza nazionale”. Vi è però il problema dell’indisponibilità delle celle solari, poiché gli Stati Uniti hanno importato tre quarti delle celle dal sud est asiatico, secondi i dati relativi al 2020, ma Biden li considera insufficienti per rispondere alle esigenze del Paese e per “raggiungere i nostri obiettivi in materia di clima ed energia pulita, garantire l’adeguatezza delle risorse della rete elettrica e aiutare a combattere l’aumento dei prezzi dell’energia”. Gli Stati Uniti stanno lavorando con il settore privato per sopperire al fabbisogno, ma è un percorso che richiede tempo, mentre ora c’è bisogno di interventi immediati. Per questo, gli Stati Uniti consentiranno di importare, senza la riscossione dei dazi, alcune celle e moduli solari esportati dal Regno di Cambogia, Malaysia, Regno di Thailandia e Repubblica Socialista del Vietnam. “L’elettricità – si legge sul comunicato – è una parte essenziale della vita moderna che alimenta le case, gli affari e l’industria. È fondamentale per il funzionamento dei principali settori dell’economia, inclusi ospedali, scuole, sistemi di trasporto pubblico e base industriale della difesa. Anche interruzioni isolate del servizio elettrico possono avere conseguenze sanitarie ed economiche catastrofiche. Un sistema elettrico robusto e affidabile non è quindi solo una necessità umana fondamentale, ma è anche fondamentale per la sicurezza nazionale e la difesa nazionale”.