26 Settembre 2022

Tensioni nel governo: Draghi smorza ogni polemica, ma Conte e Salvini rumoreggiano

Il M5S accusa il premier di aver chiesto lo scalpo del loro leader, ma da Palazzo Chigi arriva la smentita

Il capo del governo spegne il fuoco delle polemiche su una possibile crisi, eppure lascia in anticipo il vertice Nato

Da una parte i malumori nonsense dei pentastellati e dall’altra una destra che deve ancora fare i conti con i suoi più beceri pregiudizi

C’è aria di crisi nel governo. Nonostante si faccia di tutto per negarlo, i segnali ci sono tutti. Draghi lascia con un giorno di anticipo la riunione di Madrid e rientra in nottata a Roma per far rientrare le polemiche. La scusa ufficiale per aver mollato il vertice Nato è il caro bollette, ma sul piatto ci sono sia i malumori dei pentastellati che i pregiudizi della Lega sullo ius scholae e sull’autoproduzione di cannabis. Sembra infatti che dal Carroccio ci sia la volontà di lasciare l’esecutivo se la legge sulla cittadinanza dovesse andare avanti.

Ad ogni modo, prima di partire il presidente del Consiglio ha cercato di rassicurare gli animi di tutti: “Il governo non rischia”. Resta il fatto che le accuse di Conte risuonano chiare e tonde: “Trovo sinceramente grave che un premier tecnico che ha avuto da noi sin dall’inizio investitura, si intrometta nella vita di forze politiche che lo sostengono”. Draghi in tutto questo si è trovato a dover spiegare che un chiarimento ormai è necessario: “Abbiamo già iniziato a chiarire, domani ci risentiremo per vederci al più presto”. Tra l’altro da Palazzo Chigi si nega addirittura il malinteso: “Draghi non ha mai detto o chiesto a Beppe Grillo di rimuovere Giuseppe Conte dal M5S”. Una vicenda tutto sommato evitabile.

Dal lato opposto del Parlamento invece arriva la solita sparata da destra d’altri tempi. La lega di Salvini è sul piede di guerra per due iniziative che sembrano preoccuparlo più di ogni altra cosa, più della guerra e del caro prezzi a quanto pare. A Roma infatti riunisce d’urgenza i suoi per denunciare la “volgare provocazione della sinistra” che alla Camera “ha imposto ius soli mascherato e droga libera”. Dunque, insiste il segretario del Carroccio, “mi sembra evidente la volontà della sinistra di far saltare il Governo”. Perché così facendo, dicono, “il governo non regge”. Minacciare una crisi di governo in tempi di guerra ci sembra irresponsabile e di cattivo gusto, soprattutto quando lo si fa per non concedere diritti.