1 Ottobre 2022

L’Italia brucia: gli utlimi dati allarmanti degli esperti

Cambiamento climatico: l’Italia brucia

Il cambiamento climatico è ormai innegabile, tra siccità e disastri naturali non mancano gli incendi

Non solo sarà l’estate più calda di sempre, ma sarà anche l’estate degli incendi. I dati dicono questo e a lanciare l’allarme infatti sono proprio gli esperti che mettono in guardia sul periodo delicato che ci aspetta. In sole due settimane, dal 15 al 27 giugno, sono stati infatti mille gli interventi in più in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Gli ultimi dati dell’ISPRA

Dall’analisi degli ultimi vent’anni, risulta che in Italia il 40-50% del territorio colpito da incendio è costituito da foreste. Questo è quanto riportato dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale. “Considerando che circa 1/3 del territorio nazionale è ricoperto da foreste (circa 8 milioni e mezzo di ettari) – si legge sull’ultimo rapporto – dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 risulta bruciata complessivamente una superfice pari allo 0,5% del territorio Italiano (corrispondente al Lago di Garda)”.

La categoria più colpita tra le coperture arboree sarebbe quella “delle latifoglie sempreverdi (macchia mediterranea) per il 56%, seguono le classi di latifoglie decidue (come le querce) 25% e le classi di aghifoglie sempreverdi, come i pini mediterranei, 19%”.

La siccità, seppur un grandissimo problema, non andrebbe considerata come la sola causa. Come si legge, infatti, “non vanno considerati solo gli effetti diretti di siccità prolungata ed alte temperature, ma anche gli effetti del clima sugli insetti e sulle malattie delle piante, che le rendono più vulnerabili e quindi rendono le coperture arboree ancora più suscettibili ad incendio”.

Gli incendi inoltre mettono a dura prova una biodiversità già duramente provata, con conseguente rilascio di anidride carbonica, aumento del rischio idrogeologico, erosione del suolo, inquinamento da polveri dell’aria e dei corpi idrici. Dal punto di vista ecologico, inoltre, non bisogna dimenticare che le foreste hanno una innata capacità di resilienza agli effetti degli incendi, tuttavia, a causa della frequenza con il quale si stanno verificando rischiano di subire una perdita permanente di superficie boschiva.

Le zone più colpite

Gli incendi del 2021, secondo il rapporto ISPRA, avrebbero inciso maggiormente sulle aree del Mezzogiorno. La Sicilia, infatti, risulta al momento la regione che ha registrato le maggiori porzioni di aree bruciate, “circa il 3,5% della superficie complessiva regionale – inoltre, si legge – sono stati interessati da incendi il 60% dei comuni siciliani (su un totale di 235 comuni)”.

Con una situazione altrettanto allarmante troviamo la Calabria, nello specifico, “la superficie totale di boschi interessata da incendi rispetto al totale delle aree andate bruciate è pari al 37%, di questi, 1/4 è costituita da boschi di conifere, prevalentemente piantagioni”.

Infine, la regione Sardegna risulta esser stata la terza più colpita in termini di aree forestali bruciate rispetto al contesto nazionale. Nel 2021 la Sardegna è stata infatti interessata da 40 eventi, tuttavia, in un unico evento “è stato colpito dalle fiamme circa il 63% del totale del territorio interessato da incendi della Regione, risultando l’incendio più esteso in tutta Italia in termini di area bruciata”.

Le altre zone d’Italia duramente colpite dagli incendi

Nonostante non faccia parte delle aree più colpite, solo nella zona di Roma sono stati circa 80 gli interventi che le squadre dei vigili del fuoco hanno effettuato nella notte tra il 4 e 5 luglio, “di questi circa il 70% sono incendi boschivi, di sterpaglie e colture” si legge Quotidiano Nazionale.

Nel palermitano, invece, è stata un’altra notte di lavoro per i vigili del fuoco e forestale, impegnati nelle operazioni di spegnimento di incendi che hanno coinvolto la vegetazione e i rifiuti, e che in alcuni casi hanno minacciato le case. “L’intervento più complesso a Palermo – si legge su SkyTg24, si è svolto – in via Falsomiele dove un rogo divampato da sterpaglie si è esteso sino a lambire moltissime abitazioni che hanno rischiato di essere danneggiate dalle fiamme. Scene di paura con alcuni residenti che hanno abbandonare le proprie case”.

Il trend degli incendi nel 2022

Il trend è negativo più di quello del 2021 che è stato in assoluto il peggiore anno da quando abbiamo statistiche – precisa il professor Gherardo Chirici, del laboratorio di Geomatica Forestale dell’Università degli Studi di Firenze a Panorama – Inoltre c’è da considerare che se le condizioni meteo sono queste e continua a perdurare la siccità, la situazione non può far altro che aggravarsi, perché da questi due fattori dipende la gravità di un incendio”.

Il problema, ricorda, peggiora quando “le fiamme trovano combustibile secco e forte vento viaggiano più velocemente bruciando più superficie”.

A Panorama, inoltre, Chirici spiega chiaramente come avvengono gli incendi, sostenendo che “Nella stragrande maggioranza dei casi sono incendi originati dall’uomo. Da lì si tratta da capire quali siano accidentali (colposi) e quali dolosi”. A sostegno di tale affermazione, cita uno studio del 2017 contenuto nel “‘Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Italia” del MiPAAFT, dove si legge che il 76,4% degli incendi boschivi è doloso, i rimanenti sono quasi tutti colposi.

Le dichiarazioni di Coldiretti

Arrivano anche le dichiarazioni di Coldiretti, che evidenzia come “Ogni rogo costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate in un arco di tempo che raggiunge i 15 anni”.

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, aggiunge: “Occorrono interventi strutturali per ricreare le condizioni economiche e sociali affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si sostengano quelle funzioni di vigilanza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. È necessario cogliere le opportunità che vengono dall’economia circolare dotando il Paese di una riserva energetica sostenibile”.

Prevenzione e aiuti dalla Commissione europea

Lo scorso 15 giugno, si legge sul sito ufficiale della Commissione europea, “la Commissione europea ha predisposto una flotta antincendio per la stagione 2022”.

Quest’estate, 12 aerei e 1 elicottero antincendio sono pronti a essere dispiegati da Croazia, Francia, Grecia, Italia, Spagna e Svezia in caso di incendi boschivi che richiedono una risposta europea comune per salvare vite umane, mezzi di sussistenza e l’ambiente.