1 Ottobre 2022

Brasile, campagna elettorale violenta. Ucciso un leader del partito di Lula

Marcelo Arruda è stato assassinato da un fan di Bolsonaro

Marcelo Arruda, una guardia municipale del comune di Foz de Iguazú, che era stato candidato a vicesindaco alle elezioni comunali del 2020 con il Partito dei Lavoratori, è stato ucciso mentre festeggiava il suo cinquantesimo compleanno da Jorge Guaranho, seguace di Bolsonaro che è morto a sua volta. Lula accusa Bolsonaro di attuare un clima d’odio nel Paese. Bolsonaro ha parlato di una rissa tra deu ubriachi che non gli riguarda, ma ora si teme per l’incolumità di Lula

Il 2 ottobre il Brasile sceglierà se confermare l’attuale presidente, Jair Bolsonaro, o far tornare al potere Luiz Inàcio Lula da Silva, conosciuto da tutti come Lula, favorito ai sondaggi. Il candidato del Partito dei Lavoratori (PT) ha infatti il 51,7% delle intenzioni di voto al primo turno elettorale e sarebbe eletto per il suo terzo mandato senza andare al ballottaggio, secondo un sondaggio del Quaest Institute. L’attuale presidente, Jair Bolsonaro, che chiede la rielezione per il Partito Liberale (PL), ha ricevuto il sostegno del 35,6% delle persone consultate. Seguono Ciro Gomes del Partito Democratico del Lavoro (PDT) con il 6,9%, André Janones del settore Avante e Simone Tebet del Movimento Democratico Brasiliano (MDB) con il 2,3%. La campagna elettorale si sta però svolgendo in un clima di odio e violenza nei confronti di Lula e dei suoi sostenitori, da parte dei seguaci di Bolsonaro. Il clima di odio ha raggiunto il culmine con l’uccisione di un leader del partito di Lula, che ha già guidato il Paese dal 2003 al 2011. Marcelo Arruda una guardia municipale del comune di Foz de Iguazú, che era stato candidato a vicesindaco alle elezioni comunali del 2020 con il Partito dei Lavoratori ed era tesoriere del partito della sezione di Foz de Iguazú, è stato ucciso mentre festeggiava il suo cinquantesimo compleanno. La festa era anche un modo per sostenere la campagna elettorale di Lula. Si stava svolgendo infatti in un club adornato con le foto dell’ex presidente e lo stesso Arruda indossava una maglia con il volto del leader del PT, quando un poliziotto della prigione federale Jorge Guaranho, arrivato con moglie e figlio in braccio, ha interrotto la festa gridando:” Presidente Bolsonaro, figli di puttana”, hanno raccontato i testimoni alla stampa locale. Jorge Guaranho ha poi lasciato il club per tornare venti minuti dopo armato di pistola, con la quale ha sparato ad Arruda che, essendo una guardia municipale, ha risposto al fuoco uccidendo a sua volta Guaranho. Marcelo Arruda, padre di quattro figli, tutti presenti alla sua festa di compleanno, è stato colpito tre volte mentre Guaranho cinque, secondo il ministero della Pubblica Sicurezza. “Da quanto si è percepito finora, si è trattato di un crimine commesso per intolleranza politica”, ha affermato il segretario alla sicurezza di Foz do Iguaçu, Marcos Jahnke, sulla base dell’indagine della Polizia civile dello stato del Paraná. Jorge Guaranho, l’assassino di Arruda, aveva un profilo sui social network che omaggiava Bolsonaro e il rilascio di armi per la popolazione civile.

La reazione di Lula

Lula ha pubblicato una lunga dichiarazione in cui accusa Bolsonaro di attuare l’odio nel Paese e afferma che con la sua reazione Arruda è riuscito a prevenire una strage in un luogo in cui c’erano 40 persone, quasi tutti dipendenti pubblici. “Chiedo comprensione e solidarietà anche ai parenti di Guaranho, che ha perso un padre e un marito a causa dell’incitamento all’odio di un presidente irresponsabile . Abbiamo bisogno di democrazia, dialogo, tolleranza e pace“, ha affermato su Twitter l’ex presidente. Sulla stessa linea, il presidente del Partito dei lavoratori, Gleisi Hoffmann, che ha dichiarato: “Travolto da un incitamento all’odio e pericolosamente armato dall’attuale politica del Presidente della Repubblica, che stimola il confronto, il conflitto, gli attacchi agli avversari, chiunque ha aderito a questo progetto di morte e distruzione si è trasformato in aggressore o assassino”. Hoffmann ha anche chiesto alla Corte Suprema e al Tribunale Elettorale Superiore misure per far fronte a qualsiasi situazione che alimenta un clima di violenta contesa.

Il clima di odio

“Sai cosa c’è in gioco, sai come prepararti, non per un nuovo Campidoglio, nessuno vuole invadere nulla, ma sappiamo cosa dobbiamo fare prima delle elezioni”, ha detto Bolsonaro in un messaggio ai suoi sostenitori. I leader del PT hanno ricordato i discorsi di Bolsonaro questo fine settimana sui loro social network con frasi come “Mitraglieremo i PTisti” o “Spazzeremo via i rossi dalla mappa”. Lula ha attribuito all’estrema destra di Bolsonaro “il clima di odio nel Paese” riflesso in questo delitto di Arruda. L’omicidio è avvenuto due giorni dopo che un uomo è stato arrestato a Rio de Janeiro dopo aver lanciato un esplosivo fatto in casa, tra la folla che aspettava Lula a un evento. Nella tradizionale piazza Cinelandia, a Rio de Janeiro, prima che Lula salisse sul palco, l’uomo ha lanciato due bombe fatte in casa, verso il pubblico radunato nell’attesa di Lula. Testimoni hanno detto che le bottiglie con un liquido che odorava di feci sono esplose quando hanno colpito il suolo. Per fortuna non ci sono stati feriti. L’uomo di 55 anni è stato accusato del reato di esplosione, per il quale sono previste pene da tre a sei anni di reclusione. L’episodio ha spinto Lula a indossare, pochi minuti dopo l’attentato, per la prima volta, un giubbotto antiproiettile in eventi all’aperto. Sul palco non ha menzionato l’episodio, ma ha parlato di lotta alla violenza in città. “Rio è molto importante per il Brasile e non potevo continuare ad apparire sulle pagine dei giornali solo a causa della violenza e dei proiettili vaganti”, ha detto.

Preoccupazione per la sicurezza di Lula

L’incolumità di Lula preoccupa i coordinatori della campagna del Partito dei lavoratori, a seguito delle minacce che l’ex presidente ha subito da quando è stato rilasciato dopo aver trascorso 580 giorni in prigione per l’operazione Lava Jato, in un caso annullato dalla Corte Suprema per manipolazione e faziosità politica. Il 27 giugno Lula e il suo candidato alla vicepresidenza, l’ex governatore di San Paolo Geraldo Alckmin, hanno lanciato le linee guida del programma di governo durante una cerimonia all’Hotel Intercontinental, nell’esclusivo quartiere Jardins di San Paolo. Nel bel mezzo di un discorso, un seguace di Bolsonaro e cattolico di estrema destra di nome Caíque Mafra, ha evitato la sicurezza e si è avvicinato a Lula per gridargli insulti. In un altro episodio, l’uomo d’affari Rodrigo Parreira, elettore di Bolsonaro e ha scaricato, tramite un drone, acque reflue sui sostenitori di Lula durante una manifestazione elettorale a Minas Gerais il 15 giugno. L’uomo è stato arrestato.

La reazione di Bolsonaro

Bolsonaro ha reso più flessibile l’accesso alle armi dalla sua ascesa al potere e incoraggia la popolazione ad armarsi. Centinaia di persone hanno marciato di recente a Brasilia per difendere il possesso di armi, creando un acceso dibattito a causa delle frequenti sparatorie di massa che avvengono in Paesi come gli Stati Uniti, che adottano la stessa libertà sul possesso di armi. Riguardo all’omicidio di Marcelo Arruda, il presidente del Brasile ha affermato che l’omicidio del leader del PT è stato “una rissa tra due ubriachi”. Bolsonaro ha ignorato la questione al Planalto Palace, sostenendo che quello che è successo a Foz de Iguazú è stato uno scontro tra due ubriachi senza alcun legame con il governo. “Non ho niente a che fare con questo, vogliono criminalizzarmi continuamente come se fossi responsabile dell’odio in Brasile”, ha risposto a un gruppo di giornalisti da cui sono emerse altre domande. Uno riguardava un suo discorso della campagna del 2018 quando propose di “mitragliare” i membri del PT che trasportavano il treppiede di un cameraman trasformati in un’arma simulata. Il vicepresidente, Hamilton Mourao, ha seguito la linea del presidente, minimizzando il crimine del militante del PT come un caso di ubriachezza. E con queste parole ha proposto un patto di impunità: “chiudiamo questa bara” e guardiamo avanti. Eppure l’assassino, Jorge Guaranho, imitava il presidente di estrema destra simulando pistole con indici e pollice, immagine iconica della campagna elettorale di Bolsonaro del 2018. In una foto, Guaranho è sott’acqua, apparentemente in piscina, a giocare a fare il capitano-presidente con le mani trasformate in armi immaginarie. La predicazione a favore dell’assassinio come arma politica ha continuato a essere uno strumento di Bolsonaro sin dal suo arrivo al governo nel 2019. Una tattica che è stata rafforzata quest’anno con frequenti commenti che incitavano alla ribellione se Lula fosse stato eletto il 2 ottobre. La predicazione di Bolsonaro a favore dell’assassinio come arma politica ha spinto il magistrato brasiliano Fachin a dire, durante una conferenza a Washington, che nel suo Paese potrebbero verificarsi eventi simili o addirittura peggiori a quelli del Campidoglio, invaso dai sostenitori di Donald Trump nel gennaio 2021. Il Partito dei Lavoratori sta analizzando misure per rafforzare la sicurezza di Lula di fronte al rischio di nuovi attacchi, mentre uno dei figli del presidente, Carlos Bolsonaro, ha postato una foto sui social accanto al Campidoglio di Washington.
Il Brasile, il 2 ottobre dovrà decidere se recuperare completamente la democrazia.