26 Settembre 2022

Ipotesi Draghi bis

Sono ore di attesa e la tensione nei partiti è altissima

In soli due giorni, sono state rilasciate già decine di dichiarazioni ufficiali

Si va verso un Draghi bis? Dalle dichiarazioni dei partiti sembrerebbe di sì: vi è la nota congiunta Lega-Forza Italia per dire no ad un governo con i 5 Stelle – e sono in atto riunioni continue per evitare il liberi tutti. I 5 Stelle  passano ormai ore su Zoom per discutere il nulla in vista del discorso del dimissionario Mario Draghi in Parlamento mercoledì. E i draghiani sparsi tra i vari corridoi di Camera e Senato sono al lavoro per evitare le urne. A un giorno dallo showdown al Senato le trattative per un Draghi bis vanno avanti a oltranza. E se da una parte c’è chi racconta di un accordo per un nuovo esecutivo senza ministri grillini, dall’altra si descrive un Mario Draghi pronto a rassegnare le dimissioni subito dopo il suo intervento a Palazzo Madama, senza nemmeno ascoltare le repliche dei partiti.

Nel frattempo dal Quirinale fanno notare che c’è un precedente: quello di Oscar Luigi Scalfaro, che nel 1994 sciolse le camere senza effettuare consultazioni. Intanto tra i grillini in 24 si sono espressi per dare la fiducia al premier, ma Giuseppe Conte durante l’assemblea degli eletti ha ribadito che la scelta spetta a lui. ll rischio di tornare alle urne, in ogni caso, è concreto. Le posizioni dei leader sono fluide. Matteo Renzi potrebbe innestare la retromarcia e fare una completa inversione ad U. Solo tre giorni, infatti, alla vigilia delle dimissioni di Mario Draghi, poi respinte da Sergio Mattarella, il leader di Italia Viva aveva scritto su Twitter: “Penso che così il Governo non vada più avanti. Meglio un Draghi bis senza grillini o le elezioni”. A corredo del suo post, l’intervista rilasciata al quotidiano La Nazione. L’ex segretario del Pd, dunque, si piazzava tra quelli che avrebbero voluto continuare l’esperienza di governo ma senza il partito di Giuseppe Conte: la stessa posizione che hanno oggi Lega e Forza Italia. Intanto avanza imperterrito un coro di “bis”. Dai partiti (Pd e centristi in testa) ad oltre mille sindaci, dalle cancellerie internazionali alle categorie economiche, fino al Vaticano. Sono le voci di chi chiede al premier Mario Draghi di restare a Palazzo Chigi anche dopo mercoledì, quando il premier si presenterà alle Camere per “rendere comunicazioni”. Una pletora di tessitori, in pressing da giorni sul capo del governo. Forte – sostengono – di un voto di fiducia in Senato che comunque gli assicura un’ampia maggioranza, anche senza il Movimento 5 Stelle.

Eppure, nel Pd nessuno ufficialmente chiude la porta a Giuseppe Conte, riuscire a recuperare l’ex premier all’ultimo minuto sarebbe la soluzione ideale – anche se il “centrodestra di governo” a questo punto dice che con M5S non è possibile andare avanti. La verità è che sono in pochi nel Pd a credere davvero che Conte alla fine decida di rientrare nei ranghi “anche perché Draghi non ha nessuna intenzione di trattare”, assicura un parlamentare democratico. Per questo lo scenario cui si guarda concretamente è quello della possibile – anzi, quasi certa – nuova scissione M5S. Basterà a convincere il premier, che aveva sempre detto che per lui “non esistono” altre maggioranze rispetto a quella attuale? L’obiettivo di Letta è quello di dimostrare che la “larga maggioranza” esiste ancora, che l’area dei 5 Stelle, pure se non ci sarà l’ufficialità del simbolo, è comunque rappresentata al governo. Una strada stretta ma percorribile.

Nel frattempo la petizione di Italia Viva per il Draghi bis ha superato le 80 mila firme. “La petizione ha fatto il botto”, afferma Renzi, per il quale si tratta di “un risultato che sembrava impossibile anche a noi”. Ma “il bis si fa se Draghi vuole farlo, alle condizioni che dice Draghi”, precisa Renzi. Nel caso in cui ribadisse il suo No, sarebbe difficile formare un altro esecutivo”. Un’altra certezza per Renzi è l’antagonismo con il Movimento 5 Stelle. “A me basta che alle prossime elezioni noi e i grillini staremo sue due fronti opposti”, dichiara. “Ho perso ogni interesse verso le dinamiche interne dei Cinque Stelle – dice commentando la possibile nuova scissione nel Movimento. Spero che sia chiaro a tutti come la loro presenza abbia inquinato il dibattito civile della politica italiana. Hanno mentito, hanno insultato, hanno aggredito gli avversari. E adesso, preoccupati di tornare a casa, si scindono una volta alla settimana”.

La sottotraccia dalla giornata decisiva di mercoledì 20 luglio è trovare un’alternativa alle elezioni anticipate grazie ad una nuova scissione nel Movimento 5 Stelle. Pare che i 5 Stelle si stiano di nuovo disgregando e non è chiaro se chi vuole lasciare il Movimento verrà accolto da Di Maio. Chi ha intenzione di abbandonare Conte ed i suoi potrebbe quindi formare una nuova componente o confluire nel gruppo misto. Intanto è proseguita anche nel fine settimana l’assemblea nazionale del Movimento 5 Stelle. L’assemblea continuerà anche oggi pomeriggio, ed in base a quello che si legge sui quotidiani, l’atmosfera è parecchio tesa tra chi vuole che il governo Draghi si concluda, e chi invece è favorevole a continuare.

La sensazione della vigilia è quella di un Draghi bis, con l’uscita di un Movimento 5 Stelle lacerato. Ma, insomma, si accettano altre ipotesi e scommesse.

Giulia Cortese