24 Settembre 2022

Fratelli d’Italia nella bufera, arrestato il sindaco di Terracina Roberta Tintari

Due giorni fa, nel Comune di Terracina, c’è stato un blitz all’alba

I carabinieri e la capitaneria di porto hanno dato esecuzione a vari provvedimenti di custodia cautelare, emessi dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica, provvedimenti che coinvolgono l’amministrazione comunale – funzionari e politici – ed imprenditori

Il nome della sindaca di Terracina Roberta Tintari, esponente di punta di Fratelli d’Italia, risulta tra le persone finite agli arresti domiciliari a seguito di una vasta operazione dei carabinieri coordinata dalla procura di Latina. Tra le ipotesi di reato anche quella di corruzione. L’indagine riguarda le concessioni balneari e poi in generale il settore del demanio marittimo. Secondo le prime informazioni sarebbero coinvolti anche altri assessori e dirigenti comunali. Cinquanta in tutto gli indagati.

Un’indagine che è la continuazione di un’inchiesta precedente che aveva già coinvolto pezzi della giunta, ma che non aveva sortito alcun effetto nel partito meloniano, anzi. Chi era stato indagato nel primo filone dell’inchiesta ha fatto carriera. Sarebbe un sistema criminale quello con cui, per troppo tempo, sono state gestite le concessioni balneari. Sono cinque le persone finite agli arresti domiciliari mentre sette sono state interdette dai pubblici uffici: raggiunti da misure cautelari, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio Comunale e due assessori. È indagato anche l’europarlamentare Nicola Procaccini.

L’inchiesta ha messo sotto la lente un presunto sodalizio politico e imprenditoriale in grado di indirizzare la gestione del demanio marittimo a Terracina, potrebbe mettere in crisi una delle roccaforti di potere di Fratelli d’Italia nel Lazio. Procaccini è accusato dei reati di induzione indebita a dare o promettere utilità e turbata libertà degli incanti. Agli arrestati sono stati contestati a vario titolo i reati di falso, turbata libertà negli appalti riguardanti l’affidamento in gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, oltre a frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rivelazioni del segreto d’ufficio. Sono sette le persone che sono state sottoposte a divieto di dimora.

I fatti risalgono all’agosto del 2019, nei quali risulta coinvolto anche l’ex vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi, arrestato a gennaio 2022. Importante esponente locale di Fratelli d’Italia, Marcuzzi era stato accusato in quel caso di falso ideologico, tentata truffa aggravata e turbativa d’asta, e induzione indebita a dare o promettere utilità a fini elettorali. Le idagini nell’ambito dell’attività ‘Mare Sicuro 2019′, condotte dai militari e coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno portato anche al sequestro di un campeggio e di un ristorante, si sono protratte per circa dodici mesi, con ispezioni, acquisizioni documentali, testimonianze, pedinamenti, intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche.

L’inchiesta ha permesso di accertare una “pluralità di fatti – ha riferito una nota della procura – fatti di rilievo penalie connessi alla gestione dei servizi relativi alla balneazione, ad illegittime sanatorie riguardanti opere e manufatti insistenti sul pubblico demanio marittimo, a lavori ed opere pubbliche eseguite e commissionate dal Comune di Terracina nonché alla illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali”. La Procura ha anche confermato di avere scoperto “condotte di pubblici funzionari, all’interno del comune di Terracina, che appaiono finalizzate al perseguimento di interessi personali e non coerenti dunque con i compiti istituzionali”.

Solo poco tempo fa, la Tintari ha ricevuto un endorsement pubblico da parte della leader di FdI Giorgia Meloni. “Roberta Tintari è una donna estremamente capace e quando le donne sono capaci hanno una marcia in più”, diceva Meloni nel settembre 2020 ad un comizio elettorale di FdI, presentando la candidatura a sindaca di Terracina, provincia di Latina, della Tintari. “Noi, con una classe dirigente all’altezza del popolo che rappresenta e all’altezza della storia che rivendica, non dobbiamo temere niente. Ci dovete aiutare a dimostrare che la politica può essere qualcosa di diverso, a dimostrare che c’è gente che fa politica e che vive la politica non come forma di arricchimento personale ma come una forma di missione per la sua gente”, diceva Giorgia Meloni al comizio. I fatti, però, dimostrano che la sua convinzione era sbagliata.

Giulia Cortese