26 Settembre 2022

Gli Stati Uniti hanno pianificato 350 colpi di Stato nel Mondo

Di 350 tentativi, 150 hanno avuto successo e 191 si sono verificati mentre John Bolton, ex consigliere della sicurezza nazionale di Donald Trump, ricopriva una carica pubblica, come lui stesso ha rivelato in un’intervista alla CNN

Un’analisi del Cline Center dell’Università dell’Illinois rivela che dal 1982 al 2019 gli Stati Uniti hanno partecipato a 350 tentativi di colpo di Stato, di cui150 riusciti. 191 di questi sono stati effettuati mentre John Bolton ricopriva una carica di governo. John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, ha recentemente rilasciato un’intervista alla CNN in cui ammette il suo coinvolgimento nei tentativi di colpi di Stato effettuati dagli Stati Uniti in Paesi stranieri, ma ritiene che la presa del Campidoglio guidata da Donald Trump non può essere considerata tale.

I 350 colpi di Stato

Un’indagine del Cline Center dell’Università dell’Illinois ha indicato che dal 1982 al 2019 gli Stati Uniti hanno partecipato a 350 tentativi di colpo di Stato, di cui 150 riusciti. L’indagine ha acquisito importanza nei giorni scorsi dopo le dichiarazioni dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, che, intervistato dal giornalista Jake Tapper nel programma “The Lead” della CNN, ha confessato di aver partecipato alla pianificazione di colpi di Stato contro Paesi stranieri. Lo studio del Cline Center è stato ripreso in una colonna d’opinione sul Washington Post dall’analista Philip Bump in cui analizza il periodo in cui Bolton ha ricoperto la carica di consigliere per la sicurezza nazionale e ha attraversato quella linea temporale con i colpi di Stato a cui Washington ha partecipato. La prima conclusione a cui giunge l’analista Philip Bump è quella che, dei 350 colpi di Stato tentati dagli Stati Uniti, 191 sono avvenuti mentre Bolton era in carica di governo, ma anche quando era in posizioni che potrebbero essere considerate “meno influenti nella preparazione di un colpo di Stato”, come quando era vice amministratore presso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), o come assistente del procuratore generale presso il Dipartimento di giustizia. Potrebbe aver partecipato anche ad altri tentativi in periodi in cui non ricopriva incarichi istituzionali. “Ci sono stati 131 tentativi di colpo di Stato internazionale che si sono verificati quando Bolton ha prestato servizio presso il Dipartimento di Stato, come ambasciatore delle Nazioni Unite o come consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, periodo durante il quale si è svolto il tentativo di colpo di Stato in Venezuela“, ha aggiunto Philip Bump. I colpi di Stato di cui si parla vanno dall’invasione dell’Afghanistan ai tentativi di destabilizzare il governo di Nicolas Maduro in Venezuela, falliti più volte. Si parla poi del tentativo di rovesciare il dittatore panamense Manuel Antonio Noriega nell’ottobre 1989, tentativo poi riuscito in dicembre con l’invasione di Panama da parte degli Stati Uniti. Nel 1992 , un colpo di Stato in Afghanistan portò allo stesso modo alla rimozione del leader del Paese, Najibullah, alleato di lunga data dell’Unione Sovietica. Ci sono stati anche tentativi di colpo di Stato in molti altri paesi mentre Bolton prestava servizio sotto il presidente George W. Bush, comprese le Filippine, l’Azerbaigian, il Bangladesh e la Romania, dove il dittatore Nicolae Ceausescu venne estromesso. Il colpo più significativo, secondo lo studio del Cline Center dell’Università dell’Illinois, è stata la destituzione, nel marzo 2004, di Jean-Bertrand Aristide dalla carica di presidente di Haiti, sotto l’amministrazione Bush.

La carriera di John Bolton e la presa del Campidoglio

John Bolton è stato consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump per 17 mesi prima di essere cacciato dallo stesso Trump nel 2019. In precedenza, aveva ricoperto un ruolo importante nel controllo degli armamenti durante l’amministrazione di George W. Bush e aveva servito come ambasciatore alle Nazioni Unite nel 2005 e nel 2006. Bolton ha spesso abbracciato l’intervento straniero degli Stati Uniti, avendo sostenuto l’invasione dell’Iraq nel 2003 e sostenuto il cambio di regime in Iran, mesi prima di entrare nell’amministrazione di Donald Trump. L’intervista rilasciata alla CNN ha suscitato enorme scalpore. Il giornalista Jake Tapper ha incalzato John Bolton per capire se fossero stati tentativi andati a buon fine. Bolton ha risposto che nel suo libro di memorie, The Room Where It Happened: A White House Memoir, pubblicato nel 2020 con grande successo, ha scritto del sostegno degli Stati Uniti a un tentativo, alla fine fallito, di rovesciare il presidente venezuelano Nicolás Maduro nel 2019, a favore di Juan Guaidò, che si autoproclamò presidente. “Ho visto cosa ci voleva perché un’opposizione cercasse di rovesciare un presidente eletto illegalmente, e hanno fallito” ha dichiarato Bolton a Trapper. Nel 2019, invece, Bolton aveva dichiarato ai giornalisti che quello in Venezuela non era un colpo di Stato. Riferendosi al curriculum dichiarato di Bolton sulla pianificazione di colpi di Stato, il giornalista della CNN Tapper ha detto che percepiva che ci fossero cose non dette. La risposta di Bolton è stata: “Penso, sono sicuro che sia così”. Bolton ha insomma ammesso di aver pianificato colpi di Stato senza specificare quali siano andati a buon fine, facendo riferimento solo a quello fallito in Venezuela. Le sue osservazioni sono arrivate quando il comitato ristretto della Camera, che indaga sull’attacco del 6 gennaio al Campidoglio di Washington D.C., ha presentato le prove che Trump aveva spronato gli estremisti di destra a marciare verso il Campidoglio e aveva piani segreti per dirigere lì i suoi sostenitori. Bolton, tuttavia, non bolla come colpo di Stato quello di Donald Trump, poiché non era accuratamente pianificato dal presidente, visto che le sue idee sono ondivaghe e non pianificate come si deve per un vero colpo di Stato. “Un piano fallisce e un altro ne viene fuori” ha dichiarato Bolton sull’agire di Donald Trump. Per pianificare un colpo di Stato, invece, ci vuole molta più accuratezza rispetto a una chiamata all’ultimo minuto come quella effettuata da Trump.